A Salemi una via agli studenti di Teheran

tehranSalemi, 26 novembre 2009 - Giornata ricca di appuntamenti quella di domani per il «Festival della Cultura ebraica e d’Israele» che s’inaugura stasera alle 21,00 al Centro Kim di via Rocco Chinnici con lo spettacolo teatrale «Yossl Rakover si rivolge a Dio,  emozionante monologo scritto Kolitz Zvi e portato in scena da Vittorio Sgarbi. Domani alle 10,00 al castello arabo-normanno la conferenza-dibattito sul tema «Il ruolo di Israele nel mondo» con Ahmad Rafat, Daniele Nahum e Vittorio Sgarbi. Alle 12, 00 in Piazza Alicia la cerimonia di intitolazione della «Via studenti di Teheran», iniziativa voluta da Sgarbi in collaborazione con  l’UGEI, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia. L’intitolazione della strada significa non restare indifferenti alla violenta repressione in atto nella capitale iraniana ancora oggi. Sempre domani alle 15,00 al castello arabo-normanno la lezione magistrale tenuta dalla professoressa Luciana Pepi, docente di Storia del pensiero ebraico, presso l’Università degli Studi di Palermo, sul tema «La Cultura ebraica e la presenza degli ebrei in Sicilia». Alle 16,30 al castello arabo-normanno la celebrazione dello «Shabbat» (festa del riposo) secondo la tradizione ebraica.  La giornata si chiuderà alle 21,00 al Centro Kim con un convegno sul cinema ebraico a cura di Dan Muggia e la proiezione dei film «And Thou Shalt Love» di Chaim Elbaum e a seguire «Valzer con Bashir» di Ari Folman. Perché un Festival sulla cultura ebraica e d’Israele ? Per riflettere sulla complessità e sulla ricchezza del mondo ebraico in una dimensione di dialogo culturale, artistico e religioso. La città siciliana ha un forte legame storico con gli ebrei. Nel 1492, prima dunque del decreto di espulsione degli Ebrei emanato dal cattolicissimo re di Spagna, a Salemi vi era una comunità numerosa insediatasi nel quartiere della Giudecca ancora oggi riconoscibile. Vittorio Sgarbi, nella Conferenza Stampa di presentazione, ha osservato:  «In questa città della Sicilia, ebrei, cristiani e musulmani hanno convissuto senza ghetti. Questo Festival, come le altre iniziative culturale realizzate in questi mesi, è l’inizio di una palingenesi: far rinascere una città per anni dimenticata e associata alle vicende di mafia. Noi da oltre un anno tentiamo di mettere qualche elettrodo alle mummie per rianimarle. Una prodigiosa quantità di proposte, di iniziative.Oggi la Sicilia, dal punto di vista culturale, è un cimitero infinito. Culturalmente prevale il prodotto surgelato. Ai giovani non viene dato spazio. L’unica economia che hanno praticato in Sicilia è quella delle pale eoliche.   A Salemi c’è un fuoco, che è un po’ come quello delle puttane per strada, suscita curiosità. E in questi mesi abbiamo acceso tanti fuochi. Programmi per il futuro ? Ho intenzione di realizzare una moschea, di allestire un Gay Pride e un convegno internazionale di “vu cumprà”» Il Direttore Artistico del Festival Nicolas Ballario: «Questo Festival è nato grazie alle spinte continue di Vittorio Sgarbi. E’ il primo vero Festival della cultura ebraica e d’Israele. Perché anche d’Israele ? Vogliamo avvicinare sempre di più Israele all’Europa per abbattere il suo isolamento verso il resto del mondo. Teniamo particolarmente alla sezione politica. I diritti umani si garantiscono attraverso la politica». Daniele Nahum: «Oggi Israele è l’unico paese dell’area mediorientale che rispetta i diritti umani. Questo Festival, che dedica una via agli studenti iraniani, fa di Salemi la capitale dei diritti umani nel mondo». Ahmad Rafat: «Ricordare gli studenti iraniani e richiamare l’attenzione del mondo e dei media su quello che accade in Iran è un gesto coraggioso. Questo messaggio che parte dalla prima Capitale d’Italia Unita sarà molto importante per quei ragazzi che, rischiando la vita, lottano per la libertà di espressione. Nedà ha alzato un cellulare per fare una foto e l’hanno uccisa. Ringrazio Daniele Nahum  ma soprattutto Vittorio Sgarbi per questo sostegno che dà al movimento pacifico iraniano». Sempre nell’ambito del festival, alle 18,00 al Museo Civico, Vittorio Sgarbi presenterà la mostra «Amedeo Modigliani. La linea del cuore.  Disegni e Dipinti 1910-1917», nove opere poco conosciute al grande pubblico del Maestro Modigliani, il più famoso degli artisti di religione ebraica, realizzate durante il lungo soggiorno francese dell’artista, provenienti da una collezione privata. L’esposizione continuerà fino al 15 febbraio 2010. In concomitanza sarà inaugurata altresì la mostra di Osvaldo Licini «Angeli ribelli e altri» in cui verranno esposti venti disegni di proprietà della Galleria di Arte Contemporanea di Ascoli Piceno. Le mostre, curate da Vittorio Sgarbi e coordinate da Giada Cantamessa, consentiranno un confronto fra le prove grafiche dei due pittori che strinsero amicizia a Parigi durante il primo conflitto mondiale e che furono accomunati da una reciproca sensibilità pittorica per la linea. Il tutto circondato da importanti oggetti sacri della tradizione ebraica concessi dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina. Finito il Festival, le mostre rimarranno aperte fino a notte, e al castello Svevo si potrà gustare insieme alle tante mostre presenti anche il vino «Vittorio il Novello Garibaldi», vino novello creato in onore del Sindaco e presentato proprio durante la serata. Questo appuntamento sarà occasione per introdurre anche un altro grande vino «Salemi 1860», il vino dell’Unità d’Italia, che sarà disponibile in 1000 bottiglie numerate.

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