Frazioni di Favignana

levanzoLEVANZO: L’Isola di Lèvanzo è la più piccola delle Isole Egadi, con una superficie emersa di appena 5 km2; fa parte della provincia di Trapani. È costituita da rocce calcaree bianche che presentano numerose grotte. L’antico nome romano dell’isola era Phorbantia, dal nome di una particolare spezia presente nel posto. Il paese è composto da uno sparuto gruppo di case munite di un piccolo porticciolo, che dista circa 15 km da Trapani. È priva di strade rotabili, a parte un piccolo tratto di strada asfaltata che conduce alla spiaggia del Faraglione. Tale condizione di arretratezza tecnologica spiega l’integrità della sua bellezza paesaggistica. Sulla costa si affacciano alcune grotte, la più nota delle quali è la Grotta del Genovese, con le sue incisioni e pitture rupestri di 11000 anni fa. Attraverso l’analisi stratigrafica, è stato possibile effettuare una delle pochissime datazioni al carbonio-14 della preistoria siciliana, che ha indicato l’anno 9230 a.C. la presenza nella sequenza stratigrafica di un frammento calcareo di notevoli dimensioni, con un bovide inciso, di stile del tutto affine alle raffigurazioni parietali sulle pareti, ha permesso di ottenere questa datazione assoluta.

marettimoMARETTIMO: Il nome attuale deriva molto probabilmente da “Marìtima”, nome latino dell’Isola che compare già nell’ Itinerario Antonino del I[II secolo d.C.] Alcuni studiosi suggeriscono che l’origine del nome sia da ricercare nell’abbondante presenza del timo selvatico. Questa non è tuttavia l’unica tipologia di erba che cresce spontaneamante nell’isola, il cui clima del tutto particolare ha contribuito allo sviluppo di una flora straordinaria. Le antiche popolazioni di questa ristretta area del Mediterraneo (Fenici, Elimi, Sicani) le attribuirono il carattere di sacralità di cui ancora oggi si può godere. Secondo la teoria trapanese dell’Odissea (nata ad opera di Butler e proseguita da altri studiosi, tra cui alcuni contemporanei, come Girolama Sansone Virgilio), Marèttimo verrebbe a coincidere, dal punto di vista geografico, con Itaca, la patria di Ulisse. Sarebbe lo stesso eroe ad indicarne la posizione.  Diversi autori citano Hierà come il luogo dove venne firmato il trattato di pace tra Romani e Punici-Cartaginesi dopo la drammatica Battaglia delle Isole Egadi del 10 marzo del 241 a.C., che vide Amilcare Barca e le proprie navi sconfitti dalle pentere e trireme dotate di rostri dei Romani comandati da Lutazio Catulo. Il castello di Punta Troia, edificato in periodo normanno (circa 1140) sui resti di una preesistente torre di avvistamento, venne in seguito usato anche come carcere. Nel periodo borbonico all’interno delle sue anguste e buie celle fu detenuto anche Guglielmo Pepe. A differenza delle restanti isole dell’arcipelago (Lèvanzo e Favignana), Marèttimo si è staccata dalla terraferma diverse migliaia di anni prima, sviluppando in tal modo antichi endemismi, come la Brassica Macrocarpa (Cavolo delle Egadi) e il Seseli Bocconi, pianta arbustiva che cresce sulle rupi attorno al Semaforo. Le guide internazionali la definiscono la perla del mediterraneo per il blu intenso e limpido delle sue acque. Le grotte, i fenomeni carsici, i ricchi fondali contribuiscono a definirne la bellezza. Oggi Marèttimo fa parte della riserva naturale delle Egadi. Il villaggio di Marettimo, costruito secondo le tradizionali forme architettoniche mediterranee, è collegato con Trapani attraverso passaggio in aliscafo (un’ora di navigazione) o traghetto (circa tre ore).

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