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San Vito Lo Capo – di Rino Giacalone – Il Comune di San Vito Lo Capo sembra intenzionato a non seguire alcuna via di mezzo a proposito dell’accesso nella suggestiva baia di Santa Margherita che si affaccia sul golfo di Macari, quello spesso scenario dell’omonima serie tv nata dai libri del giornalista Gaetano Savattieri.
In questa zona il Comune aveva calato un progetto per la gestione dei servizi turistici, da Macari alla frazione di Castelluzzo. Un progetto che in un primo momento aveva trovato il consenso della Regione, ma poi il presidente Schifani direttamente era intervenuto bloccandolo, revocando in autotutela le precedenti autorizzazioni. Il no era giunto dopo le denunce degli ambientalisti contro la prospettiva di vedere invasa da infrastrutture uno scenario incontaminato. Il sindaco La Sala ha tentato in tutti i modi di difendere il progetto dicendo che serviva solo a dare regole ad accessi di auto e persone. Sforzo inutile.
Adesso dalla ricerca di regole il Comune è passato a drastiche decisioni. Il progetto, a detta del primo cittadino, serviva a ridurre del 50 per cento le soste d’auto e camper nella baia, lunedì con un’ordinanza è passato al 100 per cento di accessi vietati. Proibito l’accesso di mezzi nella stradina che conduce alla baia Santa Margherita. Un bel colpo ai danni del turista. Quest’anno poi non ci sarà, così sembra, il trenino che portava i bagnanti sino al mare cristallino. Dalle infrastrutture (proposte) ai rigidi divieti. Una posizione intermedia pare non sia perseguibile.
Il sindaco La Sala ha firmato l’ordinanza dopo la segnalazione da parte della Polizia Municipale di intasamenti registrati nell’area della baia nella giornata dello scorso 31 maggio. E quindi interdetto il traffico 24 ore su 24 e ogni giorno nella baia Santa Margherita nel tratto compreso tra le due piazzole asfaltate dove la sosta sarà vietata.
Un tratto di costa che potrà essere raggiunto solo via mare e ovviamente dai più fortunati che posseggono una imbarcazione. Per chi arriva dalla provinciale, dovranno dapprima trovare un posto dove fermare auto, moto e camper, e poi farsi una bella scarpinata verso la costa, quasi una prova di sopravvivenza, sia all’andata quanto al ritorno.