• Custonaci
    Custonaci. Il mare restituisce altri due corpi senza vita
    Si tratta della decimo corpo rinvenuto
    Laura Spanò18 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Custonaci – Il mare restituisce ancora corpi senza vita nel trapanese. Ieri sera attorno alle 19,45 personale Vigili del fuoco del comando di Trapani è’ intervenuto nella frazione di Frassino precisamente a Cornino nel Comune Custonaci per recuperare  un corpo restituito dal mare su richiesta dei Carabinieri. Sul posto vigili del fuoco.

    Si presume che possa trattarsi del corpo di una donna extracomunitaria. Le operazioni sono terminate alle 22.30 circa. Nel frattempo la guardia costiera e i carabinieri intervenivano nella zona di Macari per recuperare un altro corpo senza vita anche questo di migrante.

    Con quelli di ieri sera i corpi di migranti recuperati tra Trapani, Marsala, Pantelleria e per l’appunto Custonaci salgono a undici.

    Cinque sono stati i cadaveri rinvenuti nelle acque di Pantelleria in tre giorni:due in acque internazionali e tre lungo la costa. La Guardia Costiera aveva recuperato due corpi in mare aperto avvistati da una Ong. Negli stessi giorni un cadavere era stato trovato davanti  Trapani e un altro a Marsala.

    Gli inquirenti valutano la possibilità di una relazione con il naufragio di numerosi barchini partiti dalle coste tunisine e travolti dalle onde anomale generate dal ciclone Hanry delle scorse settimane. Si stima che circa trenta imbarcazioni di fortuna fossero in navigazione nel canale di Sicilia nei giorni del maltempo che ha investito l’isola e si parla di oltre mille persone scomparse.

    Anche in Calabria imare restituisce corpi: Quattro i corpi portati a riva dalle mareggiate. Anche qui l’ipotesi è che si tratti persone che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo, ma hanno finito per essere trascinati giù. Nessuno sa dire quando, nessuno sa dire come.

    Fascicoli sono stati aperti dalle Procure di Trapani, Vibo Valentia e Paola. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di persone che hanno tentato la traversata. Nei giorni del ciclone Harry, almeno mille sono state inghiottite dal mare.

    “Fino ad ora – ha denunciato qualche giorno fa Laura Marmorale di Mediterranea Saving Humans – la sorte delle oltre mille persone che si teme siano morte rimane sconosciuta perché le autorità italiane, tunisine e maltesi hanno deliberatamente ignorato e rifiutato di avviare una missione completa di ricerca e recupero”.





  • Trapani
    Ispezioni dei carabinieri del Nil in sei ditte edili, due le persone denunciate
    L'ispezione ha riguardato alcuni comuni della provincia
    Redazione20 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Trapani – I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro di Trapani, assieme ai colleghi dei reparti territoriali del Comando Provinciale di Trapani, nei giorni scorsi hanno eseguito una serie di ispezioni nei confronti di 6 ditte che operano nel settore edile nell’ambito del territorio della provincia rilevando irregolarità e lavoratori in nero.

    In particolare a Custonaci e Mazara del Vallo, alla fine delle ispezioni, i Carabinieri hanno denunciato alla competente A.G. i legali rappresentanti di due società in quanto è stata riscontrata la violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro e in particolare accertata l’assenza di adeguati ancoraggi del ponteggio alla costruzione, parapetto e tavola fermapiede nelle aperture prospicenti il vuoto.

    Ad una commerciante all’ingrosso di Alcamo è stata contestata l’omessa denuncia di retribuzioni INPS e INAIL per quasi 90.000 euro, mentre è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività per una società del nord Italia, con cantiere operativo ad Alcamo, dove vi era la presenza di un lavoratore in nero.

    Stesso provvedimento è stato adottato per una ditta di Castellammare del Golfo dove il 25 dicembre scorso, durante il controllo, è stata accertata la presenza di 3 lavoratori in nero. Inoltre sono state contestate sanzioni amministrative per un importo totale di oltre 20 mila euro, di cui 2.500 euro per sanzioni aggiuntive, ed elevate ammende per complessivi 5.410 euro.





  • Custonaci
    A Custonaci un parco giochi intitolato all’agente scelto Giuseppe Montalto ucciso dalla mafia
    L'inaugurazione il prossimo 9 gennaio
    Laura Spanò31 Dicembre 2025 - Cronaca
  • montalto Cronaca

    Custonaci – Il prossimo  9 gennaio 2026 verrà inaugurato a Custonaci un parco giochi intitolato a Giuseppe Montalto Agente Scelto di Polizia Penitenziaria, medaglia d’oro al merito civile per aver sacrificato la propria vita a difesa dello Stato e delle istituzioni contro l’operato di “Cosa Nostra”, nonché di criminali sottoposti al regime carcerario 41 bis, riconosciuto “Vittima del Dovere”.

    La motivazione dell’intitolazione da parte della Giunta guidata dal sindaco Fabrizio Fonte

    “Ritenuto che l’intitolazione dell’area all’Agente scelto Giuseppe Montalto, sia da ritenersi doveroso poichè rappresenta un fulgido esempio da ricordare per le generazioni future, di come un giovane uomo, servitore dello Stato abbia sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia”.

    Gioacchino Veneziano dell’Esecutivo Nazionale UILPA Polizia Penitenziaria

    “Per noi  è un dovere ricordare i nostri colleghi caduti, sopratutto quelli per vile mano mafiosa, per questo che abbiamo inviato ai sindaci del comprensorio trapanese richieste di individuare degli spazi per richiamare alla memoria questi Poliziotti Penitenziari”

    “Ho trovato nel sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte – dice il sindacalista della Uilpa – unitamente alla sua giunta un alleato tenace, che da subito ha raccolto la nostra richiesta inviata il 13 giugno 2024, deliberata dalla giunta il 27 gennaio con il parere finale favorevole del Prefetto di Trapani il 23 aprile 2025”

    “Il tutto è stato realizzato in tempi rapidi grazie ad un lavoro di squadra tra Prefettura, Ente Comune di Custonaci,UILPA Polizia Penitenziaria e Amministrazione Penitenziaria a tutti i livelli di responsabilità, coronando il nostro obiettivo – conclude Gioacchino Veneziano – di fare conoscere alle generazioni future per il tramite questo parco giochi che verrà inaugurato 9 gennaio 2026, la storia di Giuseppe Montalto, cittadino di questa terra, valoroso appartenente alla Polizia Penitenziaria, vittima di mafia”

    Chi era Giuseppe Montalto

    23 dicembre 1995 PalmaTrapani … Fu un regalo di natale ai boss e alla mafia l’omicidio dell’agente di polizia penitenziaria Giuseppe Montalto.
    Montalto lavorava all’Ucciardone, a Palermo, dopo avere prestato servizio a Torino. Giuseppe Montalto non è stato mai considerato una vittima eccellente, perché non era uomo che sedeva nei posti alti delle istituzioni. Era una persona semplice, un “cittadino” che lavorava facendo l’agente di polizia penitenziaria, secondino si diceva una volta, oppure guardia carcere. Montalto era soprattutto un servitore dello Stato, fedele sempre: comportamento che, dopo la sua morte, gli è valsa una medaglia alla memoria che non ha restituito pieno onore, perché sono mancate nel tempo memoria e ricordo del suo sacrificio. Montalto ha pagato con la vita il suo essere onesto e il rispetto per la divisa che indossava, come altri hanno pagato con la vita la loro dedizione alla legalità e contro le mafie. Una morte che è stata patrimonio doloroso e sconvolgente della società civile e delle istituzioni solo per poche ore, per poi rimanere ricordo solo dei suoi familiari. Un eroe da ricordare solo velocemente nella data della ricorrenza del delitto, il 23 dicembre, senza mai interrogarsi sul perché di quel delitto efferato, violento.
    Un omicidio che per i mafiosi era “una cosa buona”, parole di Matteo Messina Denaro: giusto “quel signore gentile e galante” come veniva descritto dai vicini immediatamente dopo la cattura a Palermo. Proprio lui quello che si vantava che con le persone che aveva ammazzato avrebbe potuto riempire un cimitero…
    Giuseppe Montalto fu ammazzato l’antivigilia di Natale di quel 1995. Quando fu ucciso era in procinto di salire sulla sua auto, una Fiat Tipo targata Torino, dopo essersi fermato davanti alla casa dei suoceri, in contrada Palma, per portare loro delle bombole di gas. In auto era rimasta seduta sul sedile anteriore del passeggero la moglie, Liliana Riccobene, che ancora non sapeva di essere in attesa della seconda figlia, Ilenia, che mai conoscerà il padre; in braccio Liliana teneva la primogenita, Federica, di 10 mesi. Arrivarono i killer, due uomini, con giubbotti neri e passamontagna: uno di loro sparò, Giuseppe vide sicuramente quelle canne di fucile che minacciosamente gli venivano puntate contro, Liliana invece sentì solo uno, due colpi, dei botti che dapprima le sembrarono dei petardi, per poi vedere invece Giuseppe caderle addosso, come a proteggere lei e la bambina. Liliana chiese al marito cosa stesse accadendo, ma non ebbe risposta perché nel frattempo ci fu un altro colpo ancora, quello di grazia, alla testa.
    Il killer era Vito Mazzara, valdericino, professionista che vestiva la divisa azzurra nei campionati nazionali di tiro a volo. Ma era un uomo della mafia e non dello sport.

     

     





  • Trapani
    “Battute e strizzata d’occhio”
    Mafia, processo “Scialandro”: l’investigatore della Dia risponde ai difensori
    Rino Giacalone19 Dicembre 2025 - Cronaca
  • tribunale trapani Cronaca

    Trapani – di Rino Giacalone – Ancora una lunga udienza ieri del processo scaturito dall’operazione antimafia denominata “Scialandro”. A testimoniare davanti al collegio del Tribunale presieduto dalla giudice Carrara, è stato ancora l’investigatore della Dia Roberto Sanclemente. Ieri ha risposto alle domande dei legali della difesa, avvocati De Luca, Fiorello, Alagna, Sammartano e Rando.

    L’investigatore della Dia ha risposto alle domande che hanno riguardato le posizioni degli imputati Gaetano Gigante, Pietro Armando Bonanno, Giuseppe Maranzano e Francesco Todaro. Unico comune denominatore delle domande dei difensori la richiesta di riscontro rispetto alla circolarità nei rapporti che ci sarebbero stati all’interno di quella che per la Procura di Palermo sarebbe stata nel più recente periodo la cupola mafiosa che avrebbe governato un territorio compreso tra Trapani, Valderice e Custonaci.

    In particolare nel periodo in cui erano ancora liberi i contatti con i famigerati esponenti di Cosa nostra trapanese, Franco e Pietro Virga, la cui appartenenza mafiosa è conclamata da diverse sentenze, l’ultima quella scaturita da un’altra operazione antimafia denominata “Scrigno”. L’investigatore ha risposto che contatti diretti non ne sono stati trovati, ma le intercettazioni hanno tradito l’esistenza di collegamenti che in qualche maniera erano garantiti, “basta spesso – ha detto – uno scambio di battute e una strizzata d’occhio, risultano già sufficienti per intendersi. L’avvocato Rando si è parecchio soffermato con domande incalzanti sulla posizione di Francesco Todaro che dagli investigatori è ritenuto il capo mafia di Valderice.

    Per il legale si tratta di deduzioni non suffragate da elementi certi, peraltro da altre indagini risultava che addirittura nella congrega mafiosa se ne parlava male. “sparlarsi tra loro – ha risposto Sanclemente – è lo sport nazionale dei mafiosi”. Per l’avvocato Rando è cruciale il passaggio di una intercettazione che ha permesso di ascoltare due esponenti della mafia di Custonaci, Costa e Melito, mentre dicevano “a chissu s’ava a minacciari”.

    Proprio mentre si recavano nell’ovile di Todaro che li aspettava. “Non era di lui che parlavano – ha risposto l’investigatore della Dia – semmai si stavano rivolgendo a lui per minacciare una persona che non abbiamo identificato. Todaro poi è stato intercettato in carcere a parlare con la moglie: “a mia u core mi parlava” come a voler dire che si aspettava di essere arrestato, e dinanzi alla moglie che lo rimproverava, “era meglio che ti facevi i cazzi tuoi”, lui rispondeva dicendo che non poteva dire di no agli amici che chiedevano a lui aiuto.

    In apertura di udienza ha chiesto di poter intervenire dal carcere campano di Secondigliano dove è detenuto, l’imputato Gaetano Gigante. I ritardi della sanità sono per tutti. Gigante ha gravi problemi nella mobilità e da tempo ha chiesto una visita specialistica, ma nonostante le sollecitazioni e l’intervento dello stesso giudice presidente del Collegio, deve stare ancora in lista di attesa. La visita prevista per giugno 2026 è stata anticipata…quasi a modo di cortesia ad aprile 2026.





  • Custonaci
    Nuovo finanziamento per la rete idrica di Custonaci
    Si tratta di un ulteriore intervento di riqualificazione della condotta idrica
    Redazione16 Dicembre 2025 - Attualità
  • condotta custonaci Attualità

    Custonaci – Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, in concertazione con l’Amministrazione comunale e l’Assemblea Territoriale Idrica di Trapani, ha disposto, nel 3º Piano degli Interventi n. 1349 dell’11 dicembre 2025, un ulteriore intervento di riqualificazione e di riabilitazione della condotta da realizzare nel territorio a servizio del Comune di Custonaci, che prevede, ai fini della mitigazione dell’emergenza, un importo complessivo di 500 mila euro. Nello specifico il tratto di condotta interessato dall’intervento riguarda due segmenti dell’acquedotto Montescuro Ovest, per una lunghezza complessiva di circa 1,5 km, localizzati nelle frazioni di Purgatorio, Baglio Messina, Santa Lucia, Piano Alastre e Sperone. Anche in questo caso, come già avvenuto la scorsa estate, verrà utilizzata la tecnologia Relining con tecnica “no dig” ed il soggetto attuatore sarà Siciliacque S.p.A., con l’obiettivo di riqualificare e di rendere più efficiente la distribuzione idrica.

    Il sindaco Fabrizio Fonte

    «Questo ulteriore finanziamento – afferma il Sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte – è finalizzato a mitigare le criticità idriche in particolare in alcune frazioni più esposte a carenze d’acqua. L’intervento prevede, infatti, il risanamento interno della condotta esistente mediante l’inserimento di un rivestimento flessibile (liner) che aderisce alle pareti interne, ripristinando la funzionalità idraulica e strutturale. La tecnica “no dig” consente oltretutto di evitare scavi a cielo aperto, riducendo tempi, costi e impatti ambientali. I lavori – conclude il primo cittadino – non comporteranno alcuna interruzione del servizio idrico. Un ringraziamento, chiaramente, deve essere rivolto per aver voluto dar seguito alle nostre richieste al Presidente Schifani nella qualità di Commissario Delegato per la realizzazione degli interventi urgenti finalizzati alla gestione della crisi idrica e all’ing. Salvatore Cocina Dirigente Generale del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana»





  • Trapani
    Autovelox: giudice di pace annulla verbale ad un cittadino
    L'automobilista stava percorrendo la strada della frazione di Purgatorio a Custonaci
    Redazione31 Ottobre 2025 - Cronaca
  • Tribunale Cronaca

    Trapani – Il giudice di pace di Trapani, Alberto Ferro, ha annullato un verbale per eccesso di velocità contestato dalla polizia locale ad un cittadino che si trovava a percorrere una strada della frazione di Purgatorio nel territorio del Comune di Custonaci. Tutto questo in linea al precedente del giudice di pace di Castellammare del Golfo. Il Comune di Custonaci è stato condannato anche a rifondere le spese legali.

    L’autovelox utilizzato non sarebbe omologato. La sanzione ammontava a 241,27 euro per aver superato di 11 km/h la velocità consentita.

    Tuttavia, come spiega l’Avvocato Valerio Duca, legale della parte ricorrente, dirigente di Codici Associazione consumatori, la legge parla chiaro: “per essere validi, i dispositivi utilizzati per rilevare la velocità, devono essere omologati, ossia devono rispondere a ben specifici requisiti tecnici e normativi. Si tratta non solo di omologazione ma anche di approvazione che serve ad autorizzare il prototipo secondo gli standard di legge previsti”.

    “L’associazione Codici si conferma essere un punto di riferimento per tanti cittadini che si associano perchè vessati da anomalie e irregolarità degli atti adottati dalla pubblica amministrazione – dice l’avvocato Vincenzo Maltese Dirigente regionale del Codici. I verbali annullati grazie al lavoro del collega Valerio Duca sono diversi. Noi siamo e saremo sempre dalla parte dei cittadini affinchè le norme di legge vengano correttamente osservate ed applicate da chi amministra”.

     





  • Palermo
    Agricoltura, l’Esa finanzia 5 milioni per il ripristino delle strade extraurbane
    Tre riguardano la provincia di Trapani
    Redazione28 Ottobre 2025 - Economia
  • Luca Sammartino1 Economia

    Palermo – Interventi di ripristino, miglioramento ed efficientamento di infrastrutture stradali extraurbane al servizio delle attività agricole siciliane: in arrivo 5 milioni di euro. È stato pubblicato dall’Esa (Ente di sviluppo agricolo) l’elenco dei progetti esecutivi presentati dalle amministrazioni comunali che accederanno adesso al finanziamento.

    In provincia di Trapani gli interventi riguardano: Custonaci, Salaparuta e Salemi. Nel caso in cui le economie dovute ai ribassi lo consentissero, sarà finanziato anche un progetto nel Comune di Alcamo.

    Gli altri comuni beneficiari del finanziamento sono Castronovo di Sicilia, Collesano, Gangi e Prizzi in provincia di Palermo; Alessandria della Rocca e Favara in provincia di Agrigento; Cerami a Enna; Librizzi, Montagnareale, Montalbano Elicona, Naso, Novara di Sicilia, Patti, Rometta, Sant’Angelo di Brolo e Ucria nella città metropolitana di Messina; Maniace, Santa Maria di Licodia e Zafferana Etnea nel Catanese; Cassaro a Siracusa; Ispica a Ragusa. E infine stessa cosa succederà per un progetto a di Reitano (Messina) se le ecomie dovute ai ribassi lo consettissero.

    “Un’iniezione di risorse per riammodernare le strade extraurbane al servizio delle attività agricole e per cambiare il volto delle nostre campagne – commenta l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino – che dimostra l’attenzione del governo Schifani per la nostra agricoltura”.

     





  • Custonaci
    Casa Comunità a Custonaci, sopralluogo del commissario straordinario dell’Asp
    Presente anche il sindaco della città Fabrizio Fonte
    Redazione23 Ottobre 2025 - Attualità
  • casa comunita custonaci Attualità

    Custonaci – Su invito del sindaco  Fabrizio Fonte, sopralluogo stamane 23 ottobre 2025 del Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, Sabrina Pulvirenti, per verificare lo stato di avanzamento della casa di comunità a Custonaci.

    Commissario e sindaco si sono recati al cantiere, dove l’azienda è presente sul territorio con il direttore dei lavori. Nel corso della visita è stata constatata l’accelerazione nei lavori di realizzazione della struttura che servirà il comprensorio dell’agro ericino, lavori che procedono alacremente per raggiungere gli obiettivi previsti dal PNRR.

    Le Case di Comunità, previste dalla riforma del SSN, mirano a potenziare la sanità territoriale, e a fornire  assistenza sanitaria di prossimità e socio-sanitaria ai cittadini.

    A Custonaci sta sorgendo una delle 13 case di comunità previste in provincia di Trapani. L’opera è realizzata in un’area di proprietà comunale, appositamente concessa in comodato d’uso gratuito all’ASP di Trapani, per una superficie complessiva di 4.580 metri quadri.





  • Trapani
    E venne il giorno del “ribaltone” dentro Cosa nostra
    Mafia, processo "Scialandro": in aula l'investigatore della Dia Sanclemente ha ricostruito le dinamiche delle "famiglie" di Trapani e Custonaci
    Rino Giacalone16 Ottobre 2025 -
  • Tribunale

    Trapani – di Rino Giacalone – Quando alla fine del 1982 , eliminato, per ordine dei “corleonesi”, lo storico capo del mandamento mafioso di Trapani, Totò Minore, pare che ad ambire alla successione erano i conclamati boss di Custonaci appartenenti all’omonima famiglia dei Mazzara. Ma ci fu “un ribaltone” per utilizzare un’affermazione intercettata dagli investigatori durante le indagini che nell’ottobre 2023 portarono ad una serie di arresti, nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Scialandro“.

    Nel processo che è in corso dinanzi al Tribunale di Trapani, presidente giudice Carrara, ha deposto uno degli investigatori che si sono occupati dell’inchiesta, il sovrintendente Roberto Sanclemente della Dia. Non un investigatore tra i tanti, ma colui il quale si è adoperato di mettere insieme i rapporti informativi considerato che l’indagine fu congiuntamente condotta dalla Dia assieme a Polizia e Carabinieri. Sanclemente conosce esattamente in ogni sua parte il copioso faldone informativo, e ha risposto alle domande del pm Beux della Dda di Palermo.

    In questa prima parte della sua testimonianza, che proseguirà nella prossima udienza fissata a novembre, Sanclemente si è soffermato parecchio sulle dinamiche della famiglia mafiosa di Custonaci, sugli interessi, illeciti, nel settore agricolo e pastorizio ed in quello industriale della produzione del calcestruzzo, le estorsioni compiute e quelle rimaste tentate. Custonaci “sotto il controllo dei Mazzara”, “abbiamo saputo di incendi dolosi e abigeati” rimasti non denunciati. Tra gli episodi, uno davvero cruento, quello di quattro vitelli uccisi e le cui teste mozzate vennero fatte trovare al loro padrone appesi sulla staccionata all’ingresso della sua azienda.

    Mazzara e il “ribaltone”. Una delle vicende che erano rimaste nascoste dentro Cosa nostra.

    Gli investigatori ne hanno sentito dire a due degli imputati, Gaetano Barone e Giuseppe Maranzano. Sanclemente parlando della “famiglia” Mazzara ha posto in rilievo una sorta di “autonomia” operativa che avrebbe goduto all’interno del mandamento di Trapani, e questo perché per la guida del mandamento a loro era stato preferito il trapanese Vincenzo Virga, il boss mafioso rimasto latitante tra il 94 e il 2001 e oggi in carcere anche a scontare l’ergastolo per l’omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno.

    “Vincenzo Virga – ha detto Sanclemente – era il capo ma i Mazzara erano in un certo senso autonomi perché tenevano la cassa del mandamento”. Cosa che avrebbe portato anche dei contrasti, tanto che “Virga – ha sottolineato l’investigatore – pensava di uccidere l’anziano Mario Mazzara”. “Virga divenne capo del mandamento “grazie a un ribaltone”.

    La nomina spettava ai Mazzara e invece arrivò Virga”, almeno così Barone è stato sentito dagli investigatori, raccontare a Maranzano.

    L’investigatore della Dia rispondendo alle domande della pm Beux, si è parecchio soffermato sulle dinamiche della famiglia mafiosa di Custonaci, sul ruolo di Giuseppe Costa (già condannato per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo), di Mario e Vito Mazzara (quest’ultimo conclamato killer di Cosa nostra), di Roberto Melita (che avrebbe avuto il ruolo di fido “scudiero” di Costa).

    Il sovrintendente della Dia ha anche fatto cenno al circuito di relazioni con esponenti di altre famiglie, tra i nomi emersi quello dei Minore e del castellammarese Mariano Asaro.

    Numerose le intercettazioni telefoniche e ambientali riassunte dall’investigatore , dalla viva voce degli indagati sono stati scoperti gli interessi, illeciti,della consorteria mafiosa, nel territorio compreso tra Trapani, Valderice e Custonaci. Un serrato controllo del territorio, e una certa vitalità dell’organizzazione mafiosa, a dispetto di chi ancora oggi ne sostiene l’inesistenza e la sconfitta





  • Palermo
    10eLotto: in Sicilia vinti 83mila euro
    Colpo da 52 mila euro a Balestrate
    Redazione13 Ottobre 2025 - Attualità
  • Dea Bendata Ok Attualità

    Palermo – Festeggia la Sicilia grazie al 10eLotto. I concorsi di venerdì 10 e sabato 11 ottobre, come riporta Agipronews, hanno regalato alla regione una vincita complessiva di 83mila euro.

    Venerdì a Balestrate, in provincia di Palermo, colpo da 52mila euro – premio più alto di giornata – grazie ad un 9 Oro in via Madonna del Ponte, mentre a Messina vinti 6mila euro grazie ad un 6 Doppio Oro in viale Giostra Scacciapensieri; un 7 Oro vale, invece, un premio da 5mila euro ad Aci Catena, in provincia di Catania, in via Vittorio Emanuele.

    Sabato colpo da 15mila euro a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, grazie ad un 6 Doppio Oro in via Setti Carraro; un 8 Oro vale una vincita da 5mila euro a Custonaci, in provincia di Trapani, in via Roma. L’ultimo concorso del 10eLotto ha distribuito premi per 13,4 milioni di euro in tutta Italia, per un totale di oltre 3 miliardi da inizio anno.







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