Attualità
Lampedusa (Agrigento) – Il prossimo 4 luglio Papa Leone XIV sarà a Lampedusa, il pontefice visiterà la maggiore delle isole Pelagie per richiamare tutti «a diventare esperti di riconciliazione». Già nel 2013 l’isola aveva abbracciato Papa Francesco.
La data è stata comunicata dal Vaticano alla Curia di Agrigento e al sindaco delle Pelagie Filippo Mannino. «La visita rappresenta un momento di straordinario valore umano, spirituale e istituzionale per l’isola e per l’intera comunità locale. Sarà un’occasione di incontro, di preghiera e di condivisione con una popolazione profondamente legata ai valori della fede, della solidarietà e del senso di comunità». Lo dice il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino.
«L’invito al Santo Padre nasce dal dialogo avviato nel 2025 attraverso una lettera che ho scritto, gli raccontavo la realtà quotidiana dell’isola, segnata da tragedie ma anche da una straordinaria capacità di accoglienza – racconta Mannino – . E in occasione dell’iniziativa a sostegno della candidatura dei Gesti dell’accoglienza a patrimonio immateriale dell’umanità, il Santo Padre ha inviato il videomessaggio con cui annunciava la volontà di visitare l’isola. La conferma della visita del 4 luglio rappresenta oggi un riconoscimento al valore di una comunità viva, fatta di famiglie, lavoratori del mare, giovani e anziani, che ogni giorno costruiscono il futuro dell’isola con impegno, senso di responsabilità e forte attaccamento alle proprie radici».
Cronaca
Palermo – Per il Tribunale di Palermo fu illegittimo il fermo della Sea Watch. Italia risarcisca 76mila euro. Il caso risale al giugno 2019, la nave era guidata da Carola Rackete. Il tribunale di Palermo ha stabilito che la ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato per oltre 76mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3, nel giugno del 2019.
L’episodio fa riferimento al caso legato all’allora comandante della nave Carola Rackete, che il 29 giugno di quell’anno forzò il blocco navale di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell’isola.
Adesso lo Stato dovrà risarcire le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre del 2019, quindi spese portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva, e spese legali.
Cronaca
Palermo – La Polizia di Stato ha arrestato due stranieri di 26 e 37 anni, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carattere transnazionale e sequestro di persona a scopo d’estorsione.
Sono stati arrestati a Imperia e Milano dai poliziotti del Servizio Centrale Operativo di Roma, della SISCO di Palermo, nonché delle Squadre Mobili di Agrigento e Palermo, coordinati dalla Procura distrettuale di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, in esecuzione dell’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale.
Il provvedimento restrittivo è stato adottato dopo una articolata attività d’indagine, avviata da questi Uffici Investigativi e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Palermo, e in seguito ad uno sbarco avvenuto a Lampedusa (AG) il 25 agosto 2022.
Dalle numerose dichiarazioni rese dai migranti sbarcati è emerso che gli indagati, giunti illegalmente in Italia con la medesima traversata, avevano avuto un ruolo attivo in seno all’organizzazione che aveva gestito il viaggio clandestino verso le coste italiane.
Nel corso dell’attività investigativa è emerso che uno degli arrestati avrebbe avuto, in seno al network criminale di riferimento, il ruolo di carceriere designato presso un campo di detenzione situato in Libia, nell’area di Zuwara. In particolare, sarebbe stato l’autore di gravi violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei migranti detenuti, finalizzate sia al mantenimento dell’ordine all’interno della safe house che all’estorsione di denaro dalle famiglie degli stessi, richiesti al fine di velocizzare il loro imbarco verso il territorio italiano.
Gli Uffici investigativi, con il supporto delle Squadre Mobili di Imperia e Milano, hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo nei confronti del cittadino senegalese e di quello egiziano, mentre un terzo soggetto, anch’egli destinatario del medesimo provvedimento restrittivo, presumibilmente localizzato all’estero, sarà ricercato in campo internazionale.
Cronaca
Lampedusa (Agrigento) – Il ciclone “Harry” non ha causato ingentissimi danni in tre regioni italiane, Sicilia, Sardegna e Calabria ma ci sarebbero almeno 380 persone disperse nel Mar Mediterraneo, e questo da dieci giorni, inclusi quelli che hanno visto il ciclone Harry sconvolgere l’area.
Un unico dispaccio di allerta a «tutte le navi in area», reso noto dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, raggruppa ben otto casi Sar per otto imbarcazioni che nei giorni scorsi hanno preso il largo da Sfax.
«Il dispaccio Sar – spiega Scandura su X – trasmesso sulla rete InmarSAT dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana – riporta anche le date di partenza delle otto imbarcazioni dalla costa orientale della Tunisia, per un totale di circa 380 naufraghi. Le date di partenza da Sfax sono del 14, 18, 20 e 21 gennaio 2026: includono i giorni che hanno visto il quadrante del Mediterraneo Centrale, inclusa la rotta ideale da Sfax a Lampedusa, segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi provocate dal ciclone Harry».
Una immane tragedia questa che coinvolge i dispersi e le famiglie di questa povera gente che ha lasciato la loro terra per una vita migliore.
Cronaca
Lampedusa – Primo sbarco dell’anno a Lampedusa, arrivati 30 sudanesi. Erano su un gommone soccorso da una motovedetta della Finanza
Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa dove, dopo il soccorso di un gommone di otto metri da parte della motovedetta V1104 della guardia di finanza, sono giunti 30 sudanesi. Hanno riferito di essere salpati da Sorman, in Libia, dopo aver pagato 950 euro per la traversata. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto.
Cronaca
Trapani – Ha lascito il porto di Trapani alla volta dell’isola di Lampedusa la nave “Mediterranea”, della Ong Mediterranea Saving Humans, per la sua seconda missione di salvataggio.
“Ripartiamo in mare – dice il presidente di Mediterranea Saving Humans, Laura Marmorale – grazie alla decisione del Tribunale di Trapani che ha sospeso la detenzione amministrativa della nave in applicazione del decreto Piantedosi, riconoscendo invece la piena legittimità delle nostre scelte, quando abbiamo rifiutato il porto lontano di Genova e fatto rotta su quello di Trapani. Abbiamo agito così per garantire cure adeguate alle persone soccorse, che erano state gettate in mare come sacchi di spazzatura dai trafficanti libici”.
Il capo missione a bordo la palermitana Sheila Melosu, “sentiamo la necessità di intervenire in una situazione drammatica nel Mediterraneo centrale – dice – solo nelle ultime due settimane si è avuta notizia di quattro naufragi con conseguenze tragiche, due nei pressi di Lampedusa, uno al largo delle coste tunisine di Madhia e uno sulle spiagge libiche di Sabratha, con decine di vite perdute in mare. I dati pubblicati ieri dalle agenzie delle Nazioni Unite – conclude Melosu – confermano oltre 1.400 vittime da inizio anno. Senza contare le persone che vengono catturate in mare e riportate nei campi di prigionia o abbandonate a morire nel deserto”.
Attualità
Palermo – Nessuno ne parla, ma il problema è grave ed esiste a sentire alcuni esperti del settore. Se ne discute in ambienti armatoriali e sindacali. Il nuovo traghetto Costanza I, finanziato dalla Regione, proprietà quindi della Regione, costruito nei cantieri navali di Palermo, dove le maestranze hanno dimostrato le proprie qualità e capacità, destinato ai collegamenti con le Pelagie, quando entrerà in navigazione a Lampedusa non potrà mai attraccare.
Eppure l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Aricò il giorno del varo del traghetto aveva parlato proprio di Lampedusa. Al momento essendo il porto confinante con la pista dell’aeroporto, le operazioni aeree di decollo o atterraggio sono impossibili se una nave è presente in porto, e quindi o si fa una cosa o non si fa un’altra. E questo a causa dell’altezza dei traghetti oggi in linea. Con Costanza I il problema è risolto. Si ma ne hanno risolto uno e ne è stato provocato un altro.
La nave di 140 metri di lunghezza pare non possa operare nel porto di Lampedusa, principalmente a causa della limitata dimensione del bacino portuale, che non può ospitare navi troppo grandi, e del pescaggio, che deve essere compatibile con la profondità dei fondali.
Il porto di Lampedusa è relativamente piccolo e non è attrezzato per accogliere grandi navi da crociera o mercantili di grandi dimensioni come quelle di 140 metri.
Il pescaggio (la parte immersa della nave) di una nave di 140 metri sarebbe significativo, e i fondali del porto di Lampedusa potrebbero non essere sufficientemente profondi per garantirne la sicurezza.
Manovrabilità: Per una nave così lunga, le manovre di ingresso, ormeggio e uscita dal porto sarebbero estremamente complesse e rischiose, data la ristrettezza degli spazi.
Cosa succede di solito:
A Lampedusa operano principalmente traghetti e navi più piccole adatte alla linea Porto Empedocle-Lampedusa-Linosa, che hanno dimensioni compatibili con le strutture portuali esistenti.
Le navi più grandi a Lampedusa di solito non entrano nel porto. Le Navi Tirrenia infatti ormeggiavano a Cala Pisana (Capo Grecale) dopo vari studi sulla costruzione della banchina. Incrociamo le dita e in bocca al lupo per il Comandante.
In sintesi, la dimensione di 140 metri è eccessiva per il porto di Lampedusa, rendendo l’operazione di una nave di queste dimensioni improbabile e pericolosa.
Cronaca
Trapani – Era stato ricoverato ieri al Sant’Antonio Abate di Trapani, dov’era giunto da Lampedusa in elicottero, è morto stamane in ospedale uno dei cinque migranti con grave crisi respiratoria dovuta all’inalazione di idrocarburi nella stiva del barcone sul quale viaggiavano 91 persone, due delle quali trovate morte al momento del soccorso.
I migranti erano stati portati nell’isola delle Pelagie. Ventuno di loro accusavano crisi respiratoria e per cinque – in gravi condizioni – è stato deciso il trasporto in elisoccorso a Trapani, Sciacca, Palermo e Agrigento. Sedici sono in osservazione al Poliambulatorio di Lampedusa.
Due migranti erano morti e altri quattordici versavano in gravi condizioni dopo un soccorso avvenuto al largo di Lampedusa. Le vittime, trovate nel sottocoperta del barcone, sarebbero decedute per l’inalazione di idrocarburi, la stessa causa che ha provocato una grave crisi respiratoria agli altri passeggeri. Cinque dei feriti sono stati intubati e trasferiti in rianimazione negli ospedali di Palermo, Agrigento, Sciacca e Trapani.
Per 23 è stato necessario iniettare l’antidoto, il blu di metilene, in grado di contrastare l’intossicazione da idrocarburi che ha provocato la crisi respiratoria. Alcune fiale erano al poliambulatorio di Lampedusa, altre sono state portate in elicottero dall’ospedale Civico di Palermo. A coordinare il trasferimento da Lampedusa è la centrale operativa del 118 di Palermo. Altri 16 sono rimasti invece in osservazione al poliambulatorio di Lampedusa.
Per trasportare i più gravi nelle strutture sanitarie attrezzate erano stati inviati tre elicotteri, uno da Palermo e uno da Pantelleria, che si aggiungono a quello già operativo sull’isola della Marina Militare. L’imbarcazione, segnalata dall’elicottero HeloLux, trasportava in tutto 91 persone, tra cui una donna e 5 minori, ed è stata soccorsa da motovedette della Guardia di finanza e della Guardia costiera a circa sedici miglia da Lampedusa.
Cronaca
Lampedusa (Agrigento) – Tragedia a largo dell’isola. Ancora una tragedia nelle acque del Mediterraneo. Due migranti sono morti e altri quattordici sono in condizioni critiche, tre dei quali intubati, dopo essere stati soccorsi al largo di Lampedusa. I migranti e i due cadaveri sono stati sbarcati sul molo di Favarolo, dopo essere stati soccorsi a bordo di un barcone su cui viaggiavano ammassate 85 persone. Per trasferirli in strutture sanitarie più attrezzate, sono in arrivo due elicotteri a supporto, uno da Palermo e uno da Pantelleria che si aggiungeranno a quello già presenti a Lampedusa.
L’imbarcazione è stata fermata dopo la segnalazione dell’elicottero HeloLux. L’intervento di soccorso è stato effettuato dai militari di una motovedetta della Guardia di Finanza e il trasbordo è stato completato, a 16 miglia da Lampedusa, dalle motovedette CP301 e CP336 della guardia costiera.
A uccidere i due migranti sarebbe stata l’inalazione di idrocarburi nel sottocoperta dell’imbarcazione, alla deriva a 16 miglia da Lampedusa. Gli altri 14 stanno male per la stessa ragione.
I migranti arrivati nell’isola sono originari di Pakistan, Eritrea e Somalia. Tra loro anche una donna e cinque minori.
Cronaca
Lampedusa (Agrigento) – Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi (19 ottobre 32025) un’operazione di soccorso condotta dalla Guardia Costiera, al largo di Lampedusa, che ha consentito di trarre in salvo 91 persone.
L’intervento è stato avviato a seguito di una segnalazione pervenuta da un assetto aereo Frontex, relativa a un’imbarcazione alla deriva a circa 16 miglia nautiche da Lampedusa.
Sul posto sono intervenute le motovedette CP 301 e CP 336 della Guardia Costiera.
Una volta raggiunta l’imbarcazione, gli equipaggi hanno provveduto al trasbordo delle persone presenti a bordo. Durante l’ispezione dei locali sottocoperta, sono stati rinvenuti altri migranti in gravi condizioni sanitarie e due salme, entrambe di sesso maschile.
Le 91 persone soccorse — 85 uomini, una donna e cinque presunti minori — molte delle quali in precarie condizioni di salute, sono state successivamente sbarcate a Lampedusa e affidate alle cure del personale sanitario presente a terra.