• Trapani
    Poste Italiane: dalla provincia di Trapani centinaia di letterine per Babbo Natale
    Sogni e desideri ancora si chiedono a penna. Non solo giochi e regali, i bambini del Trapanese chiedono salute e pace. E c’è chi chiede di preservare il dono dell’amicizia
    Redazione19 Dicembre 2025 - Attualità
  • foto letterina natale Attualità

    Tapani – C’è una tradizione che, fortunatamente, resiste anche ai cambiamenti sociali al pari di quelli climatici. E che oltre al tempo resiste evidentemente anche alle guerre. È la tradizione delle letterine con i desideri rivolti a Babbo Natale che si rinnova, in questi giorni, in ogni angolo del mondo.

    Anche in provincia di Trapani, sono centinaia le missive indirizzate al Polo Nord che transitano nei circuiti di Poste Italiane. Letterine che, affidate alle cassette rosse, ai portalettere e agli sportelli degli uffici postali, “teletrasportano” sogni, paure e speranze dei bambini.

    Tanti i temi ricorrenti in tutta la Sicilia, come lo stop alla guerra, la salute per i familiari, la tutela dell’ambiente – a partire dalle strade del proprio quartiere – e il diritto all’istruzione per tutti i bambini.

    Quest’anno anche la violenza e i femminicidi sono temi sensibili nelle riflessioni dei più piccoli, riflessioni sulle quali gli adulti non potranno che soffermarsi. C’è anche chi si affida a Santa Claus per desideri più personali, chiedendogli di preservare il dono e il valore dell’amicizia. “Caro Babbo Natale, fai in modo che la mia migliore amica non se ne vada mai, perché è il regalo più bello che la vita potesse farmi”, scrive Marisol che sceglie di non avere doni materiali ma esprime un desiderio legato alla sfera personale.

    Poi c’è chi invece, come la piccolissima Delia, dopo una lunghissima lista di regali che va dai trucchi ai vestiti per sé e le sue bambole, chiede un po' di pace nei luoghi del mondo in cui manca, soprattutto per aiutare i più piccoli come lei. Vari i temi emersi, che mostrano profonde sensibilità e anche differente empatia.

    Le buste multicolore indirizzate a Babbo Natale arrivano numerose ogni anno, segnale che tra le nuove generazioni l’amore per la scrittura non è del tutto tramontato. Certamente quello della lettera per Babbo Natale continua a rappresentare uno dei momenti più belli delle festività natalizie e a custodire i sogni e i desideri più intimi. I temi, sempre legali anche all’attualità, confermano la straordinaria capacità dei bambini di osservare ed interpretare la contemporaneità, anche nei suoi aspetti più dolorosi e a volte legati al contesto urbano di riferimento.





  • Marsala
    Al reparto di pediatria dell’ospedale di Marsala arrivano i carabinieri carichi di doni
    Nel reparto grande festa
    Redazione16 Dicembre 2025 - Attualità
  • allegato consegna doni Marsala Attualità

    Marsala – Con l’approssimarsi delle festività natalizie, i Carabinieri della Compagnia di Marsala hanno fatto visita ai piccoli degenti del reparto di pediatria dell’ospedale Paolo Borsellino per festeggiare insieme il Natale e augurare una buona guarigione a tutti i piccoli ricoverati.

    I militari, accompagnati dal Dott. Gaspare Amato Direttore dell’unità Nido e Pediatria di quel reparto, nonché da alcuni membri del personale medico e paramedico che quotidianamente con amore e attenzione si prendono cura dei giovani pazienti, hanno trascorso qualche ora insieme ai piccoli facendo passare loro un momento di Visispensieratezza in un periodo di difficoltà, portando gadgets e doni.





  • Trapani
    Il presepe vivente nel villaggio di Ummari, raccontato da una studentessa dell’Istituto Pertini
    Riuscire a far avvicinare i giovani al mondo del giornalismo e dell’informazione vuole anche essere la nostra mission
    Redazione10 Gennaio 2025 - Attualità
  • presepe ummari1 Attualità

    Ummari (Trapani ) –  Il racconto di una studentessa dell’Eugenio Pertini di Trapani sull’esperienza vissuta del “presepe vivente” realizzato all’interno del restaurando borgo Livio Bassi nella frazione trapanese di Ummari. Una esperienza che Annamaria Fazio ha voluto descrivere in un articolo mandato alla nostra redazione e che ben volentieri pubblichiamo. Sperando che anche per altri argomenti, altri studenti si facciano avanti. Riuscire a far avvicinare i giovani al mondo del giornalismo e dell’informazione vuole anche essere la nostra mission.

    “Il presepe vivente nel villaggio di Ummari” – di Annamaria Fazio  – Sabato 21 e domenica 22 dicembre 2024, e visto il grandissimo successo è andata in replica anche nei successivi venerdì 27 e sabato 28, si è svolta la prima edizione del Presepe vivente nel villaggio presso il borgo Livio Bassi a Ummari, organizzato dalle comunità parrocchiali di Fulgatore e Ummari, insieme alle associazioni patrocinate dal comune di Trapani e con la straordinaria collaborazione degli studenti del plesso di Fulgatore dell’I.C. “Eugenio Pertini”. Dopo l’introduzione da parte dell’organizzatrice e la benedizione del parroco delle comunità, è avvenuta l’inaugurazione del presepe, presentato da un’alunna attraverso una riflessione sull’evento che da lì a poco avrebbe preso vita paragonato a Il sabato del villaggio di Giacomo Leopardi e conclusa con il canto a cappella Tu scendi dalle stelle, seguiti da canti e balli natalizi. Nelle prime due serate è stato possibile assistere alle esibizioni di scuole di ballo, mentre quelle seguenti sono state allietate da zampogne e fisarmonica. I visitatori che entravano nel borgo si immergevano in un’atmosfera suggestiva. Incontravano una mostra di presepi e i mercatini di Natale, in cui erano venduti prodotti naturali, biscotti, oggetti in legno e in corallo. Anche bambini e ragazzi insieme ai docenti hanno partecipato realizzando manufatti.

    Al centro della piazza si ergeva un enorme albero di Natale ricco di luci e addobbi e all’entrata un arco fiorito e illuminato indicava la direzione da seguire per entrare nel presepe vivente. Quindi si trovava la casa delle massaie intente alle faccende domestiche e aiutate dalle alunne. Proseguendo con il percorso si trovava la postazione delle vasaie, dove donne e bambine modellavano la creta. Si incontravano poi il calzolaio, il falegname che piallava il legno aiutato dai bambini, il marmuraro e più avanti il fabbro che insegnava agli apprendisti l’arte del ferro. Accanto all’aia dei cavalli e al recinto delle pecore, un pastore faceva la ricotta con il latte che bolliva sul fuoco alimentato dalla legna procurata dal taglialegna e dal suo piccolo aiutante. Al centro tra l’aia e un carretto siciliano, c’era il crivo usato dal mugnaio per mondare il grano. Sulle scale della chiesa il gladiatore e i centurioni stavano a protezione del borgo. Di seguito le lavandaie, dopo aver attinto l’acqua al pozzo, lavavano e stendevano i panni aiutate dalle bambine; una donna stirava con il ferro a carbone. Proseguendo con il giro si arrivava alla stalla dove tra un bue e un asinello si scorgevano le figure di Maria, Giuseppe e Gesù appena nato. La capraia e tre pastorelli sedevano accanto alla stalla con una capretta e un agnellino. Si incontravano poi la casa della tessitrice di tappeti, l’osteria, il barbiere, il venditore di miele, i verdurai e il bottaio. Due pescatori districavano le reti e insieme a loro due salinai spalavano il sale. Alla fine del percorso, a tutti i visitatori era offerto il thè caldo. Sono state serate fantastiche, ricche di emozioni, di condivisione e di grande unione, frutto del lavoro e dell’impegno di tutta la comunità. Istituto Eugenio Pertini III F







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