• Marsala
    Chiude per una settimana il blocco operatorio dell’ospedale di Marsala
    Interventi chirurgici garantiti
    Redazione30 Ottobre 2025 - Cronaca
  • marsala Cronaca

    Marsala – Chiuso il blocco operatorio del “Paolo Borsellino” di Marsala. A darne notizia è l’Asp di Trapani, sottolineando che la chiusura si è resa necessaria per delle opere programmate e indifferibili nelle sale operatorie. I tempi previsti per la riapertura sono previsti già per la prossima settimana.

    Nessun paziente è stato sospeso dalle liste operatorie e proprio a tutela dei pazienti si è provveduto ad anticipare l’erogazione di interventi chirurgici complessi mentre per gli interventi a bassa complessità sono stati ridistribuiti negli altri blocchi operatori aziendali. La direzione sanitaria ha provveduto a garantire che gli eventuali interventi urgenti – che dovessero presentarsi – saranno affrontati in altri presidi dell’ASP. Gli interventi urologici saranno trattati al Sant’Antonio Abate.

    L’intervento prevede l’aggiornamento del sistema di termoregolazione, ossia la climatizzazione, che si otterrà installando i nuovi impianti di termoregolazione. Questo migliorerà ulteriormente l’efficacia e l’efficienza di una linea di produzione fondamentale come quella della chirurgia, sia per quanto riguarda gli interventi programmati sia l’emergenza.





  • Trapani
    Attenti alle truffe on line, mail, whatsapp
    Non risparmiano nessun settore anche la sanità
    Redazione21 Ottobre 2025 - Cronaca
  • cup truffa Cronaca

    Trapani – Non si fermano le truffe. Continuano a moltiplicarsi le segnalazioni di cittadini che ricevono falsi SMS o messaggi WhatsApp apparentemente inviati dal Centro Unico di Prenotazione (CUP) da parte di aziende sanitarie.

    Nel testo si invita l’utente a contattare “urgentemente” un numero di telefono per verificare la propria prenotazione o risolvere presunte “anomalie” legate a prestazioni sanitarie. Ma si tratta di un raggiro.

    Stavolta si tratta dell’arrivo di SMS con scritto: “Si prega 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘵𝘵𝘢𝘳𝘦 con urgenza 𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘜𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪 𝘊𝘜U𝘗 𝘢𝘭 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 899897939 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘳𝘪𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢𝘯𝘰”. (foto in copertina)

    Il numero 899 è un prefisso che identifica numeri a tariffa a pagamento, utilizzati per servizi di intrattenimento. Si raccomanda quindi, specie le persone anziane, di non rispondere a questi sms, e in ogni caso verificare i numeri sulla home page del sito aziendale asptrapani.it al link “Sportelli CUP”.

    Numeri a pagamento e finti CUP

    I messaggi riportano numeri che iniziano con il prefisso 893, talvolta camuffati come recapiti “ufficiali” di uffici amministrativi (es. “Uffici CUUP” o “Servizio CUP Regionale”).

    In realtà, i numeri 893 sono numeri a tariffa speciale con sovrapprezzo, utilizzati per addebitare costi elevati al chiamante.

    Non rispondere mai a messaggi che chiedono di chiamare numeri con prefissi 893, 895 o 899, o che contengono link sospetti bloccate questi numeri.

    Il fenomeno è stato segnalato anche da diversi cittadini trapanesi, che hanno ricevuto messaggi contenenti falsi riferimenti a prenotazioni sanitarie realmente effettuate, inducendo così la vittima a credere alla veridicità della comunicazione.

     

     





  • Trapani
    Radioterapia a Trapani, basta con le attese
    "Il progetto in Commissione regionale Lavori pubblici. Ci auguriamo venga esitato in tempi brevi”
    Redazione16 Ottobre 2025 - Salute
  • Ospedale generica TpOggi 1 1 Salute

    Trapani – Radioterapia. Il Comitato promotore per la Radioterapia a Trapani torna a far sentire la sua voce ed ha scritto alla Commissione regionale chiedendo di essere informati sui tempi e su tutti gli eventuali step necessari per l’approvazione del progetto.

    Il progetto per la realizzazione del reparto di Radioterapia a Trapani, inserito nel più complessivo progetto di ampliamento dell’ospedale Sant’Antonio Abate, in questi giorni sarà esaminato dalla Commissione regionale Lavori Pubblici dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. Dopo il passaggio al Genio Civile di Trapani per ulteriori adempimenti richiesti su alcuni aspetti strutturali, la Commissione dovrebbe essere l’ultimo passaggio di un lunghissimo iter burocratico che
    auspichiamo si concluda positivamente.

    “Crediamo sia arrivato il momento di chiudere questa pagina aperta da oltre quattordici anni, e di avviare ogni azione concreta per la realizzazione del reparto all’ospedale provinciale di Trapani, forse unico capoluogo di provincia sprovvisto del servizio. Non possiamo in questa sede non ricordare il recente caso di malasanità che si è verificato nella nostra provincia e di cui è rimasta vittima laprofessoressa Maria Cristina Gallo, che ha denunciato con coraggio l’attesa diotto mesi per avere
    l’esito dell’esame istologico e nei giorni scorsi deceduta dopo la lotta contro un tumore scoperto troppo tardi. Non vogliamo ripercorrere l’iter nebuloso e tutti gli inciampi di una politica a dir poco disattenta sulla questione, adesso i fondi ci sono e devono essere destinati al più presto alla Radioterapia attesa da migliaia di pazienti che per sottoporsi alle cure necessarie devono recarsi all’ospedale di Mazara del Vallo oppure rivolgersi alle strutture sanitarie di Palermo, con grandi disagi e aggravi di costi”.

    È del 31 dicembre scorso la delibera Asp che dava il via libera al bando e al disciplinare di gara per l’affidamento dei lavori a causa dell’ulteriore passaggio al Genio Civile.

    E poi prosegue: “Ci auguriamo adesso che la Commissione regionale Lavori Pubblici esiti favorevolmente e in tempi brevi il progetto redatto dall’Asp che prevede la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica nell’area alle spalle dell’ospedale con quattro elevazioni, di cui una seminterrata, per un importo complessivo di 40 milioni e 723 mila euro. I cittadini devono essere informati e il Comitato per la Radioterapia terrà alta l’attenzione sulla questione. Basta con le attese e le promesse. La salute in Sicilia non è un diritto?”





  • Poggioreale
    Ospedale di Castelvetrano / Il Sindaco di Poggioreale: «La Regione riveda la bozza di riorganizzazione»
    Palermo: Intervenire sugli sprechi, non sull'assistenza
    Redazione12 Settembre 2025 - Salute
  • Ospedale Vittorio Emanuele II di Castelvetrano Salute

    Poggioreale  (Trapani)  – Carmelo Palermo, sindaco del Comune di Poggioreale, interviene con una nota sulla vicenda che riguarda l’ospedale di Castelvetrano, il Vittorio Emanuele II.

    Il primo cittadino di Santa Ninfa, chiede che la giunta del Governo regionale modifichi la bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera proposta dall’assessorato alla Salute, che comporterebbe ulteriori tagli ai livelli di assistenza sanitaria dell’ospedale di Castelvetrano.

    Il sindaco Carmelo Palermo

    «Le esigenze di contenimento della spesa pubblica vanno contrastate con la lotta agli sprechi – spiega Palermo – come quelli, per esempio, che le recenti inchieste hanno fatto affiorare e riguardanti le forniture, non certo con la riduzione dei livelli di assistenza sanitaria.

    Il Presidente della Regione Schifani – ricorda il sindaco di Poggioreale – ha chiesto il voto ai siciliani garantendo che la sanità territoriale sarebbe stata potenziata, a partire dalla riduzione delle liste di attesa. Non posso pensare che il Presidente, e con lui la deputazione di maggioranza eletta in provincia, possano consentire un ulteriore ridimensionamento dell’ospedale di Castelvetrano che costituisce un fondamentale presidio sanitario per tutti i cittadini dei comuni del Belice, altrimenti costretti a lunghe trasferte con tutti i rischi che ciò comporta per le emergenze. Sono per questo fiducioso – conclude Palermo – sulle decisioni definitive che assumerà il Presidente insieme alla giunta di Governo»





  • Italia
    Sicilia bocciata sui livelli essenziali di assistenza
    Sanità siciliana insufficiente, cresce la migrazione sanitaria
    Redazione3 Settembre 2025 - Salute
  • cartella sanitaria sicilia Salute

    Bologna – Solo 13 Regioni italiane superano gli standard ministeriali. Nel Mezzogiorno promosse Puglia, Campania e Sardegna. Sicilia e Valle d’Aosta in fondo alla classifica

    Nel 2023 il Ministero della Salute certifica che soltanto 13 Regioni italiane hanno rispettato gli standard minimi di cure sanitarie. Al Sud, appena tre territori ottengono la promozione: Puglia, Campania e Sardegna. La Sicilia resta invece tra le peggiori, incapace di raggiungere la sufficienza in due aree fondamentali.

    I fatti

    Secondo la Relazione 2023 del Monitoraggio dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) pubblicata dal Ministero della Salute, soltanto 13 Regioni e Province autonome risultano adempienti agli obblighi di legge. Ai vertici ci sono Veneto, Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna. In coda, invece, Sicilia, Abruzzo e Valle d’Aosta, con prestazioni insufficienti in più di un settore.

    La verifica si basa su 26 indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), che valutano tre macro aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ogni Regione deve raggiungere almeno 60 punti in ciascun ambito per ottenere la sufficienza.

    Dichiarazioni e analisi

    «Quella del Ministero è a tutti gli effetti una pagella ufficiale per misurare la capacità delle Regioni di garantire i diritti fondamentali alla salute – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe –. Nel 2023 il divario Nord-Sud resta netto: su 13 Regioni promosse, solo tre appartengono al Mezzogiorno».

    Cartabellotta sottolinea inoltre che, rispetto al 2022, Campania e Sardegna hanno fatto passi avanti, mentre Basilicata e Liguria sono retrocesse. «Il monitoraggio certifica che la tutela della salute dipende in larga misura dalla Regione di residenza. Le differenze territoriali non si stanno riducendo, anzi appaiono persino più profonde di quanto i numeri lascino intendere».

    Cause e criticità

    Secondo Gimbe, il problema nasce da un sistema di valutazione troppo ristretto, basato su pochi indicatori che rischiano di appiattire le differenze. Inoltre, i Piani di rientro e i commissariamenti, pur avendo stabilizzato i bilanci, non hanno migliorato la qualità dell’assistenza.

    La Fondazione propone di ampliare il numero degli indicatori, introdurre una rotazione periodica e avviare una revisione radicale delle politiche sanitarie nel Mezzogiorno.

    Conseguenze e prospettive

    Il quadro conferma il rischio di un’Italia sanitaria a due velocità. In Sicilia, dove già migliaia di pazienti ogni anno emigrano per curarsi, la bocciatura accresce il fenomeno della migrazione sanitaria, con costi pesanti sia per le famiglie sia per le casse regionali.

    La sfida è ridurre il divario rafforzando l’assistenza territoriale e i servizi ospedalieri, soprattutto nelle aree interne e periferiche dell’isola.





  • Trapani
    Una mattinata di confronto sul futuro della sanità
    Una delegazione di Forza Italia ha visitato l'ospedale sant'antonio abate
    Redazione22 Agosto 2025 - Salute
  • WhatsApp Image 2025 08 22 at 13.06.10 Salute

    Trapani – Una delegazione di Forza Italia ha fatto tappa all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani per incontrare i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale e dialogare con medici e infermieri. L’occasione è servita anche a illustrare il nuovo Piano sanitario elaborato da Fi, pensato come riforma organica del Servizio sanitario nazionale. All’iniziativa erano presenti il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, il capogruppo all’Ars, Stefano Pellegrino, e il segretario provinciale, Tony Scilla.

    Gasparri ha rimarcato l’impegno del movimento guidato da Antonio Tajani: “Su iniziativa del nostro segretario – ha spiegato – è stato predisposto un Piano che intendiamo portare al tavolo del centrodestra in vista della prossima legge di stabilità. Il Governo Meloni ha già investito molto nella sanità, ma serve uno sforzo ulteriore: più posti letto, più medici, più infermieri. Stiamo presentando queste proposte in tutta Italia e raccogliendo dal territorio ulteriori contributi. Per noi la salute resta una priorità assoluta”.

    Il documento

    Il documento, intitolato Forza Italia per la Salute, punta su nuove assunzioni, sull’abbattimento delle liste d’attesa, sul rafforzamento dei pronto soccorso e su una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. Particolare attenzione viene riservata ai malati cronici e alle patologie più diffuse, come il diabete e l’endometriosi, oltre che agli anziani e ai soggetti fragili. Giorgio Mulè ha invece richiamato l’attenzione sulla vicenda degli esami istologici che nei mesi scorsi ha scosso l’Asp di Trapani: “Dal punto di vista amministrativo – ha ricordato – oggi c’è la dottoressa Pulvirenti che si è assunta la responsabilità di sanare le criticità emerse con le ispezioni regionali e nazionali. Dal punto di vista medico ci sono ancora centinaia di pazienti oncologici che affrontano cure rese necessarie dai ritardi nei referti. A loro va il nostro pensiero. La politica ha fatto tutto ciò che poteva, e sono certo che gli interventi già avviati abbiano consentito di superare quella fase così delicata”.

    Nel piano di Forza Italia trovano spazio anche la prevenzione, con il progetto Cresco in Salute dedicato agli adolescenti, e la garanzia di un accesso più rapido ai farmaci innovativi, con tempi uniformi in tutto il Paese. Altro capitolo è la sicurezza degli operatori sanitari, spesso vittime di episodi di violenza, con misure che spaziano dal rafforzamento dei presidi alla tutela legale e psicologica. Fonte Italpress –





  • Mazara del Vallo
    Scandalo sanità a Trapani, lode alla prof Gallo del ministro Valditara
    Valditara scrive alla docente: “Coraggio che ispira l’Italia”
    Redazione1 Aprile 2025 - Salute
  • giuseppe valditara Salute

    Roma – Una battaglia nata dal dolore personale e trasformata in impegno civile. La professoressa Maria Cristina Gallo, docente all’Istituto Industriale di Mazara del Vallo, è diventata il volto di una denuncia che ha scoperchiato uno dei più gravi scandali sanitari degli ultimi anni in provincia di Trapani: ritardi fino a dieci mesi nei referti istologici da parte dell’Asp. Ora, a riconoscerne pubblicamente il coraggio è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che le ha scritto una lettera personale.

    Una denuncia nata dal dolore

    Tutto ha inizio con l’esperienza drammatica vissuta dalla stessa docente. Nel dicembre 2023 viene operata per un fibroma uterino. I medici rassicurano: nulla di grave. Ma l’esame istologico, atteso per conferma, non arriva mai. Dopo otto mesi, tra dolori sempre più intensi e sollecitazioni rimaste inascoltate – anche tramite un legale – la professoressa scopre al pronto soccorso di avere un tumore in stadio avanzato, con metastasi ai polmoni.

    L’inchiesta e lo scandalo

    La sua denuncia alla Procura di Marsala ha acceso i riflettori su una situazione esplosiva: oltre 3.300 referti accumulati e ritardi fino a dieci mesi. Gli ispettori della Regione Siciliana, inviati dopo le prime notizie di stampa, hanno confermato gravi inefficienze. Il caso ha avuto un’eco nazionale, portando il presidente della Regione a sospendere il dirigente generale dell’Asp di Trapani, Ferdinando Croce, esponente di Fratelli d’Italia.

    La lettera del ministro Valditara

    Il ministro Valditara ha voluto esprimere pubblicamente la propria stima alla docente:

    Saper trasformare una condizione drammatica come la propria malattia in una battaglia civile e morale – ha scritto – merita il plauso dell’intera comunità scolastica. Il suo impegno e la passione per l’insegnamento sono un esempio”.
    La risposta della docente è stata commossa e ferma: “Faccio solo il mio dovere, con amore e per amore del bene”.

    Tra chemio e aule scolastiche

    Nonostante le cure, ogni settimana Gallo viaggia da Trapani a Milano per sottoporsi alla chemioterapia. Eppure continua a portare avanti la sua denuncia con dignità e spirito civico. Il suo caso ha aperto un vero e proprio “vaso di Pandora” sulla sanità siciliana, facendo emergere criticità che vanno ben oltre la sua vicenda personale.

    Un appello al diritto alla salute

    Nella sua lettera, Valditara ha assicurato:

    Consideri il ministero dell’Istruzione al suo fianco. Non esiti a contattarmi per qualunque iniziativa che sostenga il suo impegno nel difendere il diritto alla salute e alla vita”.
    Parole che segnano un riconoscimento ufficiale a una docente che, nel mezzo del dolore, ha trovato la forza per dare voce a migliaia di pazienti dimenticati.

    Nel frattempo si registra un incremento sui numeri dei tumori accertati che salgono in totale a 356 contro i 206 iniziali.

     





  • Trapani
    Ritardi nella consegna dei referti istologici. Ispezioni della Regione in tutte le Asp della Sicilia
    L'assessore alla Salute Faraoni annuncia controlli e verifiche per evitare nuovi casi
    Laura Spanò1 Marzo 2025 - Salute
  • asp di trapani Salute

    Trapani – E’ destinata ad allargarsi a tutte le Asp della Sicilia, l’ispezione predisposta dalla Regione già per l’azienda sanitaria trapanese e questo a seguito dello scandalo legato ai ritardi nella consegna dei referti istologici ai pazienti malati di cancro.

    I casi che hanno fatto riaccendere i riflettori sull’Asp di Trapani

    Tre al momento i casi sotto la lente di ingrandimento, la signora di Mazara che ha atteso ben 8 mesi, ed ancora la morte di Paolo Robino, 74 anni, ex infermiere di Salemi. Robino è morto per un infarto il 13 gennaio scorso, 10 giorni prima che gli arrivasse l’esito istologico che attendeva da 4 mesi. L’uomo era stato operato il 24 settembre 2024 a Marsala con l’asportazione di un tumore.

    Ed ora c’è anche il caso del vicesegretario nazionale del PSI ed ex deputato regionale il trapanese Nino Oddo, che denuncia che attende il referto degli esami istologici ormai da 3 mesi.

    La dichiarazione del manager Croce

    Sono quasi 3.000 gli esami che la scorsa estate si erano accumulati nei due laboratori di Anatomia patologica dell’Asp, negli ospedali di Trapani e Castelvetrano.

    Mercoledì scorso Croce aveva spiegato che le lunghe attese erano frutto della carenza del personale. Un’emergenza rientrata grazie a una serie di convenzioni attivate con Asp Catania, azienda ospedaliera Garibaldi di Catania e Policlinico di Palermo, per esaurire nel più breve tempo possibile tutto l’arretrato.

    E poi c’è la vicenda dei 73 medici che assunti nel biennio 2023/24 all’Asp trapanese che si sono dimessi.

    La decisione della Regione

    Insomma la bufera sull’Asp di Trapani non si placa e anzi l’assessore regionale alla salute Daniela Faraoni che ha disposto una indagine sui tempi di consegna dei referti degli esami istologici all’asp trapanese, con la promessa di rendere pubblici i dati raccolti dagli ispettori, mette in chiaro che le verifiche si allargheranno ad altre aziende dell’isola per evitare altri casi che nel frattempo continuano ad emergere.

    L’assessore sottolinea che c’è la massima attenzione del presidente Schifani su una situazione “che ci addolora per i disagi causati a pazienti che già vivono, per il loro stato di salute, in condizioni di grande fragilità”. L’indagine dovrà consentire di valutare le cause delle criticità e individuare l’organizzazione più funzionale ad esitare gli esami con la massima celerità.

     





  • Italia
    Sanità in Italia: dove si curano meglio i pazienti?
    Le nuove pagelle del Ministero della Salute rivelano le eccellenze e le criticità regionali
    Redazione1 Marzo 2025 - Salute
  • OSPEDALE LETTINO Salute

    Le valutazioni del Ministero della Salute: luci e ombre del sistema sanitario

    La sanità italiana continua a essere un mosaico di qualità e disuguaglianze. Secondo le ultime valutazioni del Ministero della Salute sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), l’accesso alle cure e la loro efficacia variano notevolmente da regione a regione. Il rapporto, che riguarda i dati definitivi del 2023, mette in evidenza sia le eccellenze sanitarie che le criticità ancora presenti, soprattutto nelle regioni del Sud.

    Cure ospedaliere promosse, ma il territorio resta indietro

    I dati evidenziano che l’assistenza ospedaliera ha raggiunto livelli di efficienza sempre più alti: i pazienti ricoverati ricevono cure tempestive e appropriate per patologie gravi come ictus e tumori. Tuttavia, il vero tallone d’Achille del sistema sanitario rimane l’assistenza territoriale e preventiva. Vaccinazioni, screening oncologici, cure palliative, assistenza domiciliare per i non autosufficienti e tempi di intervento delle ambulanze mostrano ancora lacune preoccupanti.

    Nord vs Sud: le differenze persistono

    Il report conferma un divario storico tra le regioni italiane: le migliori performance si registrano in Veneto, Toscana, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, mentre in fondo alla classifica si trovano Calabria, Sicilia, Valle d’Aosta e Abruzzo. Questo squilibrio evidenzia come l’accesso a cure di qualità sia ancora fortemente influenzato dalla geografia.

    Quali sono le regioni con la migliore e la peggiore sanità?

    Il Veneto, ad esempio, si distingue per l’elevato livello di prevenzione e assistenza primaria, mentre la Calabria continua a presentare difficoltà nell’erogazione dei servizi sanitari essenziali. L’Emilia-Romagna si conferma una delle regioni più efficienti, mentre la Sicilia registra ancora carenze nelle strutture sanitarie territoriali.

    Come migliorare l’assistenza sanitaria in Italia?

    Gli esperti sottolineano la necessità di un rafforzamento dell’assistenza sul territorio per ridurre il ricorso agli ospedali e migliorare la prevenzione. Investimenti mirati, una migliore gestione delle risorse e un uso più efficace della telemedicina potrebbero rappresentare la chiave per colmare il gap tra Nord e Sud.





  • Trapani
    Asp di Trapani, ispezione della Regione sui tempi di consegna dei referti
    Faraoni: «Intervenire con fermezza sull’organizzazione, lo dobbiamo ai pazienti
    Redazione28 Febbraio 2025 - Salute
  • ass Faraoni Salute

    Trapani – L’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni ha disposto un’indagine sui tempi di consegna dei referti degli esami istologici all’Asp di Trapani.

    «C’è la massima attenzione del presidente della Regione – dice l’assessore alla Salute Daniela Faraoni – su una situazione che ci addolora per i disagi causati a pazienti che già vivono, per il loro stato di salute, in condizioni di grande fragilità. Abbiamo il dovere di intervenire con fermezza per garantire ai cittadini risposte chiare e tempestive. L’indagine condotta dagli ispettori dell’assessorato dovrà consentire di valutare le cause delle criticità e, soprattutto, individuare l’organizzazione più funzionale ad esitare gli esami con la massima celerità. I risultati dell’ispezione saranno resi pubblici».

    Il compito degli ispettori

    Gli ispettori avranno il compito di verificare i fatti e fornire un quadro dettagliato ed esaustivo dell’organizzazione. «In questo momento – sottolinea l’assessore – il Servizio sanitario regionale è impegnato in processi di revisione dell’organizzazione molto complessi, che si devono svolgere senza mai perdere di vista la necessità di continuare a garantire i propri cittadini nel bisogno di cure. Tutti gli enti e le aziende del Ssr affrontano quotidianamente una mole di lavoro di cui si fa fatica a comprendere le dimensioni e questi fatti, purtroppo, contribuiscono a gettare discredito su tutto il sistema».

    La parola all’assessore

    «Non possiamo consentire che le dimissioni o il pensionamento di un direttore di struttura complessa vanifichino gli sforzi compiuti. Le Direzioni generali sanitarie e amministrative – conclude Faraoni – devono provvedere ad adottare tutte le azioni necessarie nei tempi opportuni per evitare che si generino situazioni come queste. Situazioni che inducono il cittadino alla perdita di fiducia e a rivolgersi alla sanità di altre regioni. L’assessorato monitorerà gli assetti organizzativi su tutto il territorio della Regione con misure più stringenti».

    Intanto spunta un nuovo caso in provincia di Trapani

    Dopo il caso dell’insegnante Maria Cristina Gallo di Mazara del Vallo che ha dovuto attendere 8 mesi per il referto istologico arrivato quando il cancro era già in metastasi, in provincia di Trapani la morte di Paolo Robino, 74 anni, ex infermiere di Salemi, riaccende i riflettori sui ritardi nella consegna dei referti. Robino è morto improvvisamente per un infarto il 13 gennaio scorso, 10 giorni prima che gli arrivasse l’esito istologico che attendeva da 4 mesi. L’uomo era stato operato il 24 settembre 2024 all’ospedale di Marsala con l’asportazione di un tumore.

    Sono quasi 3.000 gli esami che la scorsa estate si erano accumulati nei due laboratori di Anatomia patologica dell’Asp, negli ospedali di Trapani e Castelvetrano. Il direttore generale dell’Asp di Trapani, Ferdinando Croce, si dice addolorato e dispone una indagine interna. “Chi ha sbagliato deve pagare”, dice Croce che ha gà provveduto attraverso la Regione ad inviare una relazione dettagliata su quanto ha chiesto il ministero della salute dopo il caso della paziente di Mazara.







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