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Accoglienza migranti, "Trapani esempio per il Paese"

19 Maggio 2016 08:37, di Ornella Fulco
Accoglienza migranti, "Trapani esempio per il Paese"
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"Trapani esempio virtuoso di accoglienza dei migranti e vanto per l'intero Paese". Lo ha detto Riccardo Gelli, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema di gestione dei migranti in Italia che, insieme ad altri tre deputati componenti ha visitato, ieri, a Trapani, l'hotspot di Milo, assistendo anche alle operazioni di sbarco di 435 migranti giunti al porto sulla nave "Dignity I" di Medici senza Frontiere. I parlamentari, nel pomeriggio, hanno effettuato una serie di audizioni a Palazzo del Governo - ascoltando il sindaco di Trapani, il questore, il procuratore capo, il presidente della Commissione territoriale per i richiedenti asilo e lo stesso prefetto - che sono terminate poco dopo le 20.30. "Abbiamo riscontrato - ha detto Elena Carnevali - una ottima collaborazione tra tutti i soggetti e gli enti interessati e l'assoluto rispetto delle condizioni stabilite dai trattati internazionali". Il presidente Gelli ha sottolineato che all'hotspot di Milo "si ottiene un brevissimo tempo di permanenza dei migranti e si raggiunge il 100 per 100 delle identificazioni e fotosegnalamenti, frutto del lavoro di informazione e assistenza fornito a chi arriva". "Le migrazioni non possono essere arginate con misure securitarie - ha sottolineato un altro dei componenti della delegazione, l'onorevole Erasmo Palazzotto - e gli hotspot, come accade in quello di Trapani, devono funzionare da porta di ingresso in Europa per queste persone che hanno necessità di lasciare i propri Paesi di origine". "Durante lo sbarco e poi all'hotspot - ha dichiarato la deputata Sara Moretto - abbiamo potuto riscontrare grandissima professionalità da parte di tutti gli operatori, della Polizia che si occupa delle identificazioni e dei rappresentanti delle organizzazioni umanitarie, grande attenzione ai soggetti fragili, ai minori e alle famiglie, non è una cosa scontata e non avviene dappertutto nel nostro Paese". I componenti della Commissione hanno sottolineato le criticità riscontrate in altri centri, come quelli di Lampedusa e Pozzallo, "dove i richiedenti asilo vengono trattenuti, di fatto, anche per mesi in attesa del completamento delle procedure e della loro collocazione nei centri di accoglienza". Quanto al rischio che, nel "business" delle strutture di accoglienza possano verificarsi infiltrazioni della mafia o, comunque, della criminalità, il presidente Gelli ha affermato che a livello nazionale e anche a Trapani "la magistratura sta facendo un ottimo lavoro, in profondità. Abbiamo acquisito tutte le informazioni necessarie ma, ovviamente, siamo vincolati al segreto. Dalle dichiarazioni rese dal procuratore Viola, per quello che posso dire - ha proseguito - non sono emerse situazioni di infiltrazione ma è probabile che ci siano alcuni tentativi". Sul punto è intervenuto anche il prefetto Falco: "Come Prefettura agiamo al minimo segnale, revocando le convenzioni, poi la magistratura fa il suo lavoro". "Non possiamo consentire - ha rimarcato Gelli - che sul sistema di accoglienza vi siano ombre". L'onorevole Palazzotto ha evidenziato come sia "necessario evitare situazioni di concentrazione e di monopolio nella gestione dei centri di accoglienza" e chiedere il rispetto di massimi criteri di trasparenza da parte delle imprese sociali che li gestiscono come, peraltro, è previsto dalla legge di riforma del Terzo settore. Il presidente della Commissione di inchiesta ha anche sottolineato come - anche alla luce della vicenda giudiziaria trapanese di don Librizzi - debba esserci "massima attenzione" sulla selezione dei componenti della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato. "Abbiamo bisogno di persone competenti, formate, senza conflitti di interesse". In questo senso l'orientamento sarebbe quello di creare appositi "albi" a cui attingere per designare coloro che hanno la responsabilità di "decidere della vita" dei migranti in arrivo nel territorio nazionale.

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