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Aeroporto, Angius: "Si alla fusione tra Airgest e Gesap"

17 Ottobre 2018 08:54, di Ornella Fulco
Aeroporto, Angius: "Si alla fusione tra Airgest e Gesap"
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EÌ€ scaduto l’8 ottobre scorso il bando per l’affidamento dei servizi di promozione e comunicazione per favorire l’incremento delle presenze turistiche all’aeroporto "Vincenzo Florio" di  Birgi. SaraÌ€ la CUC Trinakria di Comiso a comunicare l'esito. I commissari apriranno i plichi - presentati da due compagnie, Alitalia e Blue Air - per analizzare le offerte, vedere se sono congrue, se la documentazione prodotta eÌ€ regolare. Questa commissione dichiareraÌ€ aggiudicati i lotti sui cui è stata presentata offerta. Nell'attesa di questi sviluppi Paolo Angius, presidente del CdA dell'Airgest, fa il punto della situazione, anche alla luce della mancata partecipazione di Ryanair. La compagnia low cost irlandese, negli anni scorsi ha goduto degli incentivi economici del co-marketing portando allo sviluppo dello scalo di Birgi.
«Andare da Ryainair a contrattare prima del bando - sottolinea Angius - sarebbe stato un comportamento illecito che in nessuna societaÌ€, sotto la mia presidenza, si sarebbe mai commesso. Noi abbiamo contribuito a redigere un bando che fosse assolutamente rispettoso delle norme vigenti e delle pronunce giurisprudenziali piuÌ€ stringenti. Si pensi solo alle tematiche relative agli aiuti di Stato e ai piuÌ€ recenti orientamenti giurisprudenziali di svariati Tribunali amministrativi. La societaÌ€ Airgest, allo stato, eÌ€ orgogliosa di aver portato alla luce un bando che non ha ricevuto nessun ricorso e che, comunque si concluda, costituiraÌ€ un punto di ripartenza per la societaÌ€ di gestione».
Il presidente del CdA afferma che «nel momento in cui ci dovessimo accorgere che sono state fatte offerte solo per pochi lotti, sentita la Regione e l’assessorato al Turismo valuteremo con i Comuni del territorio se rimettere a bando i lotti restanti».
«Sicuramente - prosegue Angius - la strada del bando eÌ€ stata una via complicata per portare nuove rotte su Trapani ma é l’unica possibile e legale. Prima c’era il co-marketing diretto e la Camera di Commercio e i Comuni contrattavano con la compagnia. Noi siamo un soggetto totalmente inhouse del pubblico e non lo possiamo fare. CioÌ€ che abbiamo fatto eÌ€ il meglio che si poteva fare restando nei termini di legge. Adesso Airgest ha le condizioni finanziare, dopo il risanamento, per avere rapporti piuÌ€ diretti con le compagnie, azioni che valuteremo da societaÌ€ economicamente sana. L’intuizione giusta – prosegue – l’ha avuta il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci che ha parlato di fusione tra i due aeroporti di Trapani e Palermo. Una decisione che non danneggerebbe il 'Vincenzo Florio' ma accrescerebbe il suo valore messo a sistema con il 'Falcone e Borsellino'. Determinerebbe la creazione di un polo aeroportuale come eÌ€ accaduto tra Bari e Brindisi, Firenze e Pisa, Venezia, Treviso e Verona e, in grande, tra Malpensa e Linate e Fiumicino e Ciampino. EÌ€ una follia che esistano quattro societaÌ€ di gestione aeroportuale in Sicilia. Trapani adesso è una societaÌ€ ricapitalizzata, gli azionisti devono valutare l’interesse della cogestione».
«Trovo quasi lapalissiano – prosegue Angius - pensare che se Airgest e Gesap si fondessero si avrebbero infinite economie di scala e vantaggi competitivi negli accordi con le compagnie. Parlare di campanilismo è una follia, sono aziende entrambe a quasi totale partecipazione del pubblico e la tasca del contribuente è la stessa. Il Presidente Musumeci vada avanti. Sostenga prima i poli Sicilia Occidentale ed Orientale e poi la creazione del polo unico regionale, un polo da trenta milioni di passeggeri entro 5/8 anni se gestito con professionalitaÌ€. La Sicilia non eÌ€ un isola ma un continente. Ci si puoÌ€ e ci si deve arrivare».
 

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