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Aeroporto, Musumeci: "Fusione con Palermo ma necessari segnali concreti dai Comuni" [VIDEO]

30 Novembre 2018 14:24, di Ornella Fulco
Aeroporto, Musumeci: "Fusione con Palermo ma necessari segnali concreti dai Comuni" [VIDEO]
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"Abbiamo trovato l'aeroporto di Birgi in una situazione difficile, direi pre-comatosa, ma la Regione ha fatto tutto quello che era necessario fare: soccorrere Airgest nella sua struttura debitoria, porre riparo ad un bando fatto males, la dottoressa Ferraro e il dottore Caruso per quello che hanno fatto finora".
Così il presidente della Regione Nello Musumeci, stamattina, nel corso dell'incontro con la stampa svoltosi nei locali dell'aerostazione. Ad accoglierlo il presidente di Airgest, Paolo Angius, il consigliere di amministrazione Saverio Caruso, il presidente del Collegio sindacale, Gerlando Piro, il dirigente dell’Enac Giuseppe Caruso e il dirigente della Polizia di Frontiera, Marcello Landolina. Il responsabile dei servizi aeroportuali e del terminal Gabriella Bosco, insieme ai vertici di Airgest, ha condotto il presidente della Regione in un tour della struttura: al piano terra con l’area check-in, al primo piano l’area controlli di sicurezza, i gate di imbarco e l’area commerciale, la sala vip Garibaldi e la sala del Consiglio dove si è svolto l'incontro con la stampa. Presenti anche alcuni operatori turistici del territorio e rappresentanti del Comitato per la salvaguardia e il monitoraggio dell'aeroporto che hanno consegnato a Musumeci una lettera contenente riflessioni e proposte. "Ci muoviamo - ha esordito Musumeci - in un contesto nel quale alcune scelte non sono determinate nè dalla Regione nè dalla società di gestione. Dobbiamo tenere presente che siamo a circa 100 chilometri da un aeroporto internazionale, e quando due scali sono vicini il grosso mangia il piccolo, ed è sempre stato così. Il piccolo si mantiene in vita solo se ci sono altri soggetti disposti a mantenerlo in vita. Dobbiamo evitare di essere ostaggio di questa o di quell'altra compagnia aerea. Dobbiamo essere appetibili e per esserlo non basta aprire un aeroporto, non basta servire un bacino di grande richiamo turistico. Il movimento aereo non si alimenta solo di traffico turistico ma anche commerciale. Non possiamo tenere in vita Birgi sperando che sia alimentato solo dai turisti. L'aeroporto di Trapani, per essere competitivo, deve entrare nel sistema dell'aeroporto più grosso, altrimenti sarà sempre soccombente. Occorre che, insieme a quello di Punta Raisi, diventino un unico sistema, solo così si può evitare una concorrenza di cui fa le spese l'aeroporto di Trapani. L'obiettivo del governo regionale è quello di arrivare ad un'unica società di gestione per tutti gli aeroporti siciliani. E' assurdo, è inconcepibile, è paradossale che in Sicilia ci siano sei aeroporti e sei società di gestione, non sta nè in cielo nè in terra. Queste velleità sono state alimentate da certa politica che pensava più a creare un altro Consiglio di Amministrazione e, quindi, un'opportunità di controllo nella gestione clientelare dei servizi piuttosto che una governance razionale, stabile e capace di conseguire il risultato, cioè un servizio aereo funzionale a tutta la Sicilia, isole minori comprese. Allora bisogna mettere in moto le ruspe perchè i muri che sono stati alzati sono alti, solidi e spessi. Questa sfida, che deve restituire protagonismo e serenità all'aeroporto di Birgi, e quindi ai cittadini, agli operatori, ai dipendenti, la possiamo vincere solo se tutti assieme, come diciamo noi paesani, 'mettiamo la spalla sotto il santo', altrimenti il santo in processione non ci va".
"Mi aspetto, e spero, che piuttosto che stare a criticare, i sindaci dell'area trapanese diano una mano di aiuto. Abbiamo bisogno - ha proseguito il presidente della Regione - del concreto apporto dei sindaci del Trapanese: se i Comuni pensassero di entrare a far parte della società - non importa con 10 o con 1 milione o 100mila euro - sarebbe bello, una testimonianza della presenza attiva, della mobilitazione del territorio". Musumeci ha chiamato in causa anche la Camera di Commercio - "per dare manforte a questa impresa entrando a far parte della società" - affermando anche che "chissà se, incoraggiandosi, possa farlo anche qualche grosso o medio imprenditore".
"La Regione fara il possibile e l'impossibile - ha proseguito il presidente della Regione - perchè l'aeroporto di Birgi continui a vivere e possa tornare ad essere un luogo di riferimento per un flusso di passeggeri assai sostenuto che possa servire non soltanto la provincia di Trapani ma, per favore, meno chiacchiere e più atti di responsabilità di tutti. Piuttosto che rilasciare dichiarazioni alla stampa per conquistare un titolo o un trafiletto - ha detto Musumeci - venite a trovarmi, o vengo io qui, incontriamoci e cerchiamo di capire quali proposte vorranno essere messe sul campo. Sono contento che tutti condividano la mia proposta della fusione. Ma i matrimoni si fanno in due, dobbiamo capire cosa intende fare Palermo. I rappresentanti di Gesap hanno gia detto che non ci sono pregiudizi ma la scelta è politica e, quindi, dobbiamo sentire il sindaco di Palermo".
"Nel mondo occidentale - ha sottolineato - gli aeroporti non si mantengono col denaro pubblico ma con il flusso dei passeggeri. Noi siamo disponibili a mantenere l'aeroporto i Birgi per il tempo necessario per il suo decollo. Pensare che un aeroporto possa avere una ricaduta in un territorio perchè rimane in vita con soldi pubblici, è una follia. E' una finta ricchezza quella che arriva al territorio trapanese. La Regione deve essere un ente equilibratore. Noi non abbandoneremo lo scalo ma è solo una fase. L'aeroporto è una impresa e come tale non può vivere di denaro pubblico. Il mio sogno è quello, prima di lasciare la Presidenza della Regione, di vedere realizzata un'unica società di gestione di tutti gli aeroporti siciliani; intanto già sarebbe un successo riuscire ad arrivare a due".
Anche il presidente di Airgest Paolo Angius si è detto convinto della utilità della partecipazione, nella società di gestione, dei Comuni, della Camera di Commercio e delle attività produttive - "anche prima di una eventuale fusione" - e poi ha lanciato sul tavolo una ulteriore proposta: "Se Gesap dovesse dire di no alla fusione - ha detto - perchè non guardare al polo di Catania e Comiso?  Lì c'è una professionalità altissima, Catania è l'aeroporto più rilevante della Sicilia,  con un traffico di 10 milioni di passeggeri. I due maggiori aeroporti della Sicilia possono muoversi, nei confronti delle compagnie aeree, in maniera diretta come, invece, non può fare Airgest. Sono convinto, inoltre, che  se Palermo decidesse di procedere con la fusione per l'incorporazione, avrebbe tutto l'interesse a non affossare Birgi". 
Musumeci ha preannunciato che la prossima settimana terrà due riunioni, una per gli aeroporti della Sicilia occidentale e una per quelli della Sicilia orientale. "Non è facile mediare - ha concluso - ma ci impegneremo per arrivare al risultato di due società di gestione: meno frammentati si va sul mercato, più potere di contrattazione si ha". 
E sul bando per l'attribuzione di nuovi voli al "Vincenzo Florio" il presidente della Regione ha detto: "Io farei tutti i tentativi possibili per dare un senso a questo bando. Pensavamo che l'interesse ci fosse. I risultati deludenti sono il termometro di una patologia. Se un aeroporto non è malato non riscuote quello scarso o marginale interesse che abbiamo visto. La volontà politica è di tentare tutti i rimedi perchè la prossima stagione possa essere maggiormente sostenuta". 
Sul tema è intervenuto anche Paolo Angius: "Dalle notizie in nostro possesso - ha detto riferendosi alla procedura gestita dalla CUC "Trinakria" di Comiso - sappiamo che l'intenzione è quella di proseguire nella gestione negoziata della assegnazione, in ossequio a cosa previsto dal Codice degli appalti. Trattandosi di denaro pubblico si sta attenti a spenderlo nel miglior modo possibile".
Nel corso della conferenza stampa il presidente della Regione ha anche chiarito le motivazioni alla base delle dimissioni presentate stamattina da Elena Ferraro. "Lascia perchè, secondo una interpretazione tecnica non avrebbe i requisiti amministrativi per farne parte ma ha tutti i requisiti morali e professionali - ha sottolineato Musumeci - e la sua attività è andata per oltre quella di un consigliere di amministrazione. Potrebbe fare ricorso ma non lo farà. Lei è una donna coraggiosa, che ha grande stile e passione e spero che sarà disponibile ad assumere altri incarichi di responsabilità in rappresentanza del governo regionale. Se gli uffici avessero valutato prima questo aspetto avremmo evitato l'amarezza di doverci privare del suo apporto".
 

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