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Cronaca
Trapani

Agguato ad un imprenditore, arrestato 39enne

25 Maggio 2016 14:30, di Ornella Fulco
Agguato ad un imprenditore, arrestato 39enne
Cronaca
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I Carabinieri del Comando Provinciale di Alessandria, insieme ai militari del Comando Provinciale di Trapani, hanno arrestato, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Alessandria, il 39enne Vito Sorrentino, già noto alle forze dell'ordine. L'uomo è ritenuto responsabile, in concorso con il 28enne calabrese Vittorio Ippolito Giacobbe, bloccato nell’immediatezza dei fatti, dell’aggressione ai danni di un noto imprenditore edile. I due, la sera dello scorso 9 maggio, a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, avevano sparato quattro colpi di pistola di grosso calibro contro l'uomo che viaggiava a bordo della sua BMW X6 dopo averlo affiancato, con i volti nascosti dai caschi, su una moto di potente cilindrata. Le pallottole si erano conficcate nella fiancata laterale sinistra dell’auto, lasciando miracolosamente illeso il conducente. Successivamente il pilota della moto aveva investito la marcia per darsi alla fuga ma il manto stradale reso viscido dalla pioggia e l’alta velocità gli avevano fatto perdere il controllo del mezzo che era uscito dalla carreggiata. Gli aggressori erano stati costretti ad allontanarsi a piedi nelle campagne circostanti. L’immediata battuta svolta dalle pattuglie dell’Arma confluite in zona aveva consentito di rintracciare, poco dopo, Giacobbe alla locale Stazione ferroviaria, sporco di terra e fradicio di pioggia. Contestualmente, gli investigatori erano riusciti ad identificare in Vito Sorrentino il secondo componente del “commando”. Il siciliano, da tempo residente nel Bresciano, per sottrarsi alla cattura si era rifugiato nelle campagne di Calatafimi, nei pressi dell’area archeologica di Segesta, contando sulla protezione della sua famiglia d’origine, e, in particolare, di un nipote trentaquattrenne, presso la cui masseria, in contrada Rocche, è stato rintracciato dopo un servizio di appostamento notturno. Il pastore che gli ha offerto dove nascondersi è figlio di Salvatore Li Bassi, allevatore cinquantottenne, pregiudicato, arrestato nel 2014 dai Carabinieri di Trapani che nell’occasione gli sequestrarono, in contrada Bernardo, la più grande piantagione di canapa indiana mai scoperta in Sicilia: 15mila metri quadrati di terra dove venivano coltivate in maniera intensiva e crescevano rigogliose 35mila piante di canapa. Una volta immesse sul mercato, si calcolò che avrebbero fruttato la somma astronomica di 35 milioni di euro. Al momento del blitz, Vito Sorrentino ha tentato la fuga ma ha dovuto desistere perché era circondato dai carabinieri. L'uomo aveva modificato il suo aspetto abituale tagliandosi i capelli e portava ancora i segni di una ferita all’occhio destro che si era procurato durante le fasi della fuga. Per lui è scattato l'arresto con le accuse di tentato omicidio, tentata estorsione, porto e detenzione illegale d’arma, in concorso con Giacobbe. Adesso si trova alla Casa circondariale di Trapani. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alla base del gesto, condotto in stile "mafioso”, e finalizzato ad intimorire la vittima, ci sarebbe stato un credito che un fratello di Sorrentino asseriva di vantare nei confronti dell’imprenditore per alcuni lavori edili effettuati in passato.

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