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Agnello ricorre alla magistratura

10 Agosto 2018 10:51, di Salvatore Morselli
Agnello ricorre alla magistratura
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Chiesto al Tribunale delle Imprese di Palermo il sequestro giudiziario delle quote del Trapani Calcio. Intanto tredici presidenti di C chiedono il rispetto delle regole. Lo aveva preannunciato e ha dato seguito alle sue parole. Francesco Agnello, l’imprenditore napoletano che ha provato (lui sostiene di esserci riuscito) ad acquistare il Trapani Calcio ha deciso di far valere i suoi (presunti, sinora) diritti e, come sc rfive su Losportivomagazine.com la collega Laura Spanò, si è rivolto al Tribunale delle Imprese di Palermo per chiedere il sequestro giudiziario del 100% delle quote del Trapani Calcio S.r.l. Laura Spanò riporta una nota di cui è entrata in possesso “di uno studio legale della Capitale, partner di “Deloitte Legal” (uno degli studi legali più prestigiosi al mondo), a cui si è rivolto l’imprenditore Francesco Agnello, non soddisfatto della piega che ha preso la vicenda “cessione” Trapani Calcio. Due legali dello studio in questione, Alessandro Aloia e Gioacchino Amato, hanno preso visione di tutti i documenti che vedono il loro assistito tra i protagonisti della vicenda “cessione Trapani Calcio” “e sono arrivati alla determinazione di adire le vie legali per salvaguardare gli interessi del loro assistito. In particolare, Aloia e Amato hano chiesto il sequestro giudiziario di tutte le quote del Trapani Calcio Srl “nelle more dell’instaurazione del giudizio di merito che deciderà in merito alla titolarità della proprietà delle azioni in questione”. I due legali, come riporta Losportivomagazine.com , ricordano come “Francesco Agnello in data 24 luglio ha acquistato dai sig.ri Morace Gianluca, Morace Vittorio e Collart Anna Maria, il 50% delle quote del Trapani Calcio, sotto condizione risolutiva che entro il 1° agosto dello stesso anno l’Agnello sarebbe diventato proprietario del restante 50%. In data 25 luglio Francesco Agnello ha stipulato un contratto preliminare con Liberty Lines per l’acquisto del restante 50% delle quote del Trapani Calcio, prevedendo la stipula del contratto definitivo entro il 1° agosto 2018. Ebbene, in data 31 luglio 2018 due procuratori speciali di Agnello si sono recati a Trapani per procedere alla stipula del contratto definitivo ma un gruppo di tifosi del Trapani gli hanno impedito di accedere allo studio del notaio incaricato di predisporre l’atto. Francesco Agnello ha poi invitato il legale rappresentante di Liberty Lines a recarsi a Napoli il giorno successivo, per la stipula dell’atto. Tuttavia nessuno si è presentato nel luogo indicato”. Disattese le aspettative di Francesco Agnello di chiudere la vicenda con l’acquisto della società granata secondo quanto, sempre a suo dire, sarebbe stato con cordato, lo stesso passa quindi alle aule giudiziarie. Alla collega Spanò Agnello ha dichiarato “ “E’ mia priorità assoluta ottenere un accertamento giudiziale del mio diritto di proprietà. Successivamente, una volta riconosciuto tale diritto sarà mia cura riportare il Trapani nella serie calcistica che questa piazza merita. Ci sono tutti presupposti per il positivo insediamento di una nuova proprietà che con serietà e competenza raggiunga il predetto obiettivo”. Una vicenda i cui contorni non sono del tutto chiari e che certamente ha delle ripercussioni sull’ambiente, soprattutto tra i tifosi che, ricordiamolo, sono stati quelli che che la loro presa di posizione hanno contribuito a far fare retromarcia alla proprietà del Trapani Calcio (i Morace e la Liberty Lines) che trattava com Agnello per la cessione definitiva della società. Difficile, inoltre, che quanto avvenuto non abbia un riflesso sulla squadra, nel momento in cui il neo direttore sportivo Raffaele Rubino e l’allenatore Vincenzo Italiano stanno alacremente lavorando per allestire quella compagine che possa assicurare un campionato “di galleggiamento” come richiesto dalla attuale proprietà. In questa estate caratterizzata più dal calcio parlato e dalle aule di tribunali sportivi e giudiziari, anche il Trapani quindi si iscrive al Club di società quali Chievo, Bari, Cesena, Parma, Palermo e, a caduta, altre di serie C e D che è la cartina di tornasole di come lo sport più popolare al mondo, almeno in Italia, sembra destinato al baratro. Non è un caso come in queste ore tredici presidenti di squadre di Serie C, Girone C (tra cui il Trapani) abbiano sottoscritto una nota, inviata a Gabriele Gavina, presidente della Lega Pro, oltre che a Giovanni Malagò, presidente del Coni e Roberto Fabbricini, commissario della FIGC chiedendo ( udite, udite) il rispetto delle regole, quindi la non inclusione nel campionato i società che non abbiano i requisiti previsti. Le società firmatarie,aoltre al Trapani, sono la Viterbese, il Rieti, la Juve Stabia, la Casertana, il Monopoli, il Potenza, il Catanzaro, la Vibonese, la Urbs Reggina, la Sicula Leonzio, la Virtus Francavilla e la Paganese. Se non si danno sicurezze nella applicazione delle regole e punizioni esemplari per chi “sgarra”, allora i prossimi mesi vedremo la palla rimbalzare da un’aula di tribunale all’ altra e non da un campo all’altro.

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