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Allarme Inps, a rischio pensioni generazioni dal 1980

24 Ottobre 2021 14:18, di Francesco Graziano
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La classe 1980 rischia il pensionamento a 75 anni

Il Presidente dell'Inps Tito Boeri lancia l'allarme: la generazione nata dal 1980 in poi, quella raccontata in tanti film di Paolo Virzì come Tutta la vita Davanti , rischia di andare in pensione ad un'età elevatissima. Non parliamo di 70 anni ma " due, tre, forse anche cinque anni dopo" .

L'Inps ha condotto uno studio apposito sulla classe 1980, " una generazione indicativa" ha detto Boeri prendendo come punto di riferimento "un universo di lavoratori dipendenti, ma anche artigiani ", ed è emerso come per un lavoratore tipo "ci sia una discontinuità contributiva , legata probabilmente a episodi di disocuppazione , di circa due anni. Il vuoto contributivo pesa sul raggiungimento della pensione , che a seconda della sua lunghezza, può slittare anche fino a 75 anni".

" Non voglio terrorizzare" ha detto il Presidente dell'Inps e ha ragione perchè non ha detto nulla di nuovo, i problemi sottolineati dal numero uno del maggiore Ente previdenziale italiano sono arcinoti da tempo e " Tutti i santi giorni" - giusto per citare il titolo di un altro celebre film di Virzì- i giovani nati dal 1980 in poi si danno da fare in mille modi per sopravvivere fino a quando quelli più coraggiosi -e soprattutto esasusti di una situazione che nono cambia-non prendono l'aereo e abbandonano il proprio paese d'origine in cerca delle loro opportunità altrove. Verrebbe da dire storie a cui assistiamo ormai da decenni.

Boeri sottolinea l'importanza dell'età contributiva sollecitando allo stesso tempo il Governo a varare una riforma per rendere più flessibile l'età di uscita dal lavoro. " L'uscita flessibile è un tema che va affrontato adesso. Abbiamo studiato il comportamento di due tipi di imprese , con o senza lavoratori bloccati dalla riforma del 2011.Abbiamo visto che le prime hanno assunto meno giovani con una forte penalizzazione di questi ultimi. Dato il livello della disoccupazione giovanile e dato che rischiamo di avere intere generazioni perdute nel Paese, e dato che invece abbiamo bisogno di quel capitale umano , credo sia molto importante fare questa operazione in tempi stretti" ha concluso Boeri.

Vogliamo scommettere che tra 10 saremo ancora qui a parlare degli stessi problemi? Il tanto celebrato Pnrr- giusto per parlare di un tema 'caldo'- prevede dei fondi per l'università e la ricerca. Non si butta via niente come si dice, ma se non creiamo finalmente un sistema economico sociale forte, una base solida su cui costruire, vi saranno pure ingressi all'università di nuovi ricercatori che poi però inevitabilmente se ne andranno. Urge riformare l'intero sistema del lavoro italiano, i problemi si conoscono da anni ciò che manca è la volontà. A quando azioni concrete invece di proclami e allarmismi? Ai politici la risposta.

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