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All'Industriale si parla di accoglienza - Trapani Oggi

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Trapani

All'Industriale si parla di accoglienza

15 Maggio 2014 17:13, di Niki Mazara
All'Industriale si parla di accoglienza
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L'incontro “Io, noi e gli altri” si è tenuto oggi nei locali dell’Istituto Tecnico Industriale “Leonardo Da Vinci”. Un confronto sul tema dell’immigrazione e l’importanza del ruolo dell’accoglienza dopo i numerosi sbarchi avvenuti nel corso degli ultimi anni sulle nostre coste da parte di migranti africani. “Chi vive a Trapani ha la fortuna di vivere in prima persona la cultura dell’accoglienza. Tocca a noi decidere se vogliamo essere cittadini del mondo o guardare con diffidenza gli altri”. Lo ha detto il Prefetto di Trapani, Sua Eccellenza Leopoldo Falco nel corso del suo intervento. “Non è un problema di leggi – ha detto Falco – perché la legge fissa dei principi generali. Noi dobbiamo garantire piena operatività sempre e finora possiamo andare fieri di quanto fatto. Ospitiamo nel nostro territorio 2100 migranti: con questi numeri Trapani è la capitale dell’accoglienza, grazie anche al mondo del volontariato che riesce a garantire l’integrazione di queste persone”. All’incontro hanno anche partecipato il Capitano di vedetta Antonio Morana, coinvolto nelle missioni di soccorso in mare del 2011 a Lampedusa, la dottoressa Maria Concetta Papa, direttrice del Cara di Salinagrande, Giorgio D’Aleo, coordinatore del museo dell’emigrazione di Frossasco (To), e Salvatore Agueci, esperto in materia di immigrazione. Morana ha chiarito subito come ha inteso la sua professione. “Il mio non è un lavoro – ha dichiarato – è una missione. In mare vige il valore supremo della solidarietà, io ho l’obbligo morale di fare il possibile per salvare delle vite in pericolo. Però dopo tre anni non possiamo ancora parlare di emergenza sbarchi: è una criticità costante”. Il passaggio successivo nella strategia dell’accoglienza è stato invece approfondito dalla dottoressa Papa che puntato l’attenzione dell’uditorio su come l’accoglienza sia funzionale solo in vista di una successiva integrazione. “Quello che cerchiamo di fare a Salnigrande – ha detto – è garantire il loro inserimento nelle reti sociali locali. Il lavoro dei nostri mediatori culturali, dei nostri assistenti sociali e dei nostri psicologi mira proprio a questo, a fornire un sostegno ulteriore rispetto alla semplice garanzia di vitto e alloggio e tutto quanto è strettamente necessario alla sopravvivenza”. D’Aleo, coordinatore del museo dell’immigrazione, nel suo intervento ha invece fatto riflettere gli studenti intervenuti su come l’Italia sia stata (e sia tornata a essere) un Paese a forte emigrazione e su come l’uomo abbia sempre sentito l’esigenza di spostarsi per cercare migliori condizioni di vita. “Con la nostra attività – ha illustrato – garantiamo agli immigrati ospiti la possibilità di studiare, acquisire professionalità, conoscere meglio la nostra società e poi sono liberi di decidere se rimanere o trasferirsi in un’altra nazione europea”. A fine dell’incontro, Erasmo Miceli, Preside dell’Istituto, ha consegnato al Prefetto Falco una bussola marina, a testimonianza del lavoro svolto in tema di immigrazione e inoltre per ringraziarlo della grande disponibilità data nel voler fornire ai ragazzi dell’Istituto una comprensione a vasto raggio del tema dell’immigrazione.

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