Salute

Vite spezzate: i risultati disastrosi di una società alla deriva.

Il parere della nostra psicologa sui recenti e luttuosi incidenti che hanno funestato i giorni scorsi

Autostrada A/29 altezza Alcamo: per fare una diretta facebook con il suo smartphone, Fabio Provenzano, 34 anni, causa un gravissimo incidente in autostrada provocando la morte di uno dei due figli a bordo e il ricovero in condizioni gravissime dell’altro.

Responsabile della tragedia il padre…la persona che avrebbe dovuto proteggere e tutelare i propri figli.

Ragusa: Rosario Greco, 37 anni, alla guida sotto effetto di alcool e cocaina, sfrecciando a folle velocità in una stretta via del centro ha falciato due cuginetti che giocavano davanti la porta di casa. Uno dei due bambini muore sul colpo, l’altro ricoverato in gravissime condizioni morirà qualche giorno dopo.

Responsabile della tragedia Rosario Greco, pregiudicato con precedenti penali, una persona potenzialmente pericolosa che girava indisturbata per il paese.

Due terribili episodi che insanguinano in poche ore la Sicilia: quattro bambini innocenti coinvolti in gravissimi incidenti mortali provocati da adulti.

Sotto accusa i social e l’uso di alcol e droghe, la guida irresponsabile e la mancanza di consapevolezza della pericolosità delle proprie azioni.

Rabbia, tristezza e profonda amarezza: non possono essere che questi i sentimenti che queste storie possono suscitare in noi e che dovrebbero farci riflettere sul degrado morale che la nostra società sta vivendo.

Lo psichiatra Vittorino Andreoli nel suo libro “Homo stupidus stupidus” parla del mondo di oggi e della regressione dell’essere umano verso la pulsionalità: stiamo “dimenticando” il cervello, non c’è più il controllo della ragione. L’evoluzione, il progresso, la tecnologia ci stanno portando progressivamente ad abbandonare l’uso della ragione, questo perché deleghiamo molte attività cerebrali ai dispositivi elettronici, quali per esempio i telefoni. Non a caso Andreoli parla di regressione a livello cerebrale, di neocorteccia a riposo, una vera e propria riduzione di alcune aree del cervello poiché non vengono utilizzate.

L’evoluzione dovrebbe segnare il passaggio dalle pulsioni alla ragione. Nel mondo di oggi invece si sta verificando il contrario: gli istinti non sono più controllati, predomina la soddisfazione degli impulsi sull’uso della ragione e questo porta ad assumere atteggiamenti talvolta pericolosi e distruttivi per se stessi e per gli altri.

Pensiamo a quanto successo nelle tragedie degli ultimi giorni: un padre che per soddisfare nell’immediato il suo bisogno narcisistico di apparire non pensa alla pericolosità del proprio gesto, mettendo a rischio non soltanto la sua vita ma anche quella dei suoi figli, o ancora una persona che dopo aver soddisfatto il proprio impulso autodistruttivo attraverso l’uso di droga e alcol si mette alla guida spericolata di un suv, mettendo a rischio ancora una volta non soltanto la sua vita ma anche quella delle persone che erano con lui, oltre che di quei due poveri bambini che hanno avuto la sfortuna di restare vittime della sua distruttività.

La distruttività sembra essere dunque uno degli elementi caratterizzanti la regressione dall’uso della ragione alla soddisfazione dei propri istinti pulsionali.

Un altro elemento collegato a questa regressione sembra essere l’eccesso, la mancanza di misura: oggi vige la regola del “faccio quello che voglio” e lo faccio in modo estremo, senza tener conto né dell’altro né di regole e di principi morali che sono alla base di ogni società e che dovrebbero rendere possibile il vivere in relazione con gli altri".Gli esseri umani sono degli animali sociali, la vita dell’uomo è un continuo adattarsi al mondo e agli altri sin dalla sua comparsa sulla terra; al giorno d’oggi invece prevale l’incapacità di vivere nel mondo, la soddisfazione dei propri bisogni si trasforma in incapacità di adattarci al mondo in cui viviamo, per cui qualsiasi cosa che è diversa da noi viene percepita come una minaccia, un nemico da combattere o semplicemente qualcosa da cui allontanarsi. Ciò porta inevitabilmente ad un eccesso di individualismo, la società non esiste più.

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