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Trapani | Cronaca

Ance. Imprese edili al collasso, pronti allo sciopero fiscale

15 Settembre 2022 18:13, di Redazione
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Ance Territoriali e Cna Costruzioni Sicilia insieme

“Se tu non paghi le fatture, perché devo pagare le tasse?” Una provocazione forse ma che
evidenzia in tutta la sua gravità la situazione di estremo disagio in cui si trova il settore
dell'edilizia in Sicilia. La protesta parte da Ance Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Palermo
e Messina e Cna Costruzioni Sicilia, che si dicono pronti allo sciopero fiscale.
Sale il grido di allarme degli imprenditori del settore dell'edilizia in Sicilia: “Ulteriori
rallentamenti, dinieghi nelle procedure per la cessione dei crediti provocheranno
conseguenze gravissime sul tessuto economico e le imprese”.
L'Associazione nazionale costruttori Edili territoriali (Ance) di Trapani, Agrigento,
Caltanissetta, Palermo e Messina e con loro anche Cna Costruzioni Sicilia, insieme e pronti
sul piede di guerra: “Adesso basta. Abbiamo sempre creduto e crederemo sempre in futuro
nella legalità, ma se la Regione ci abbandona, in spregio alle leggi, noi siamo pronti anche
allo sciopero fiscale”.

La situazione è diventata inaccettabile. Il recente mancato riaccertamento dei residui da
parte della Regione Siciliana, ha acuito una crisi che dura ormai da un paio di anni nel
“sostanziale disinteresse della politica e di larga parte delle istituzioni” sottolineano gli
imprenditori a gran voce.

Le imprese sono allo stremo. Le aziende edili che svolgono lavori per conto della
committenza pubblica oggi si trovano a non ricevere il regolare pagamento delle fatture, e si
parla di ritardi nell’ordine dei 11 mesi.

“Stiamo subendo una vera e propria vessazione da parte della Regione, che, inopinatamente
e senza mai nemmeno fornire giustificazioni credibili (perché, nei fatti, non ce ne sono), ha
ritardato in modo intollerabile il pagamento delle somme dovute per i cantieri in corso -
spiegano i presidenti delle Ance territoriali e di Cna Costruzioni Sicilia-. Opere la cui
inaugurazione è divenuta spesso ‘merce’ da annuncio politico, con tanto di tagli del nastro e
conferenze stampa: peccato che poi le aziende siano state sistematicamente lasciate da sole a
confrontarsi con i costi da sostenere, peraltro gravati da un incontrollato aumento dei prezzi
per le materie prime”.

Poi la chiosa finale. “Anche qualora il riaccertamento dei residui fosse andato a buon fine -
continuano i presidenti - si sarebbe trattato di un pannicello caldo che non solo non risolve il
problema, ma continua ad alimentare un clima di deresponsabilizzazione all’interno della
cosa pubblica: di chi sono le colpe di quanto sta avvenendo? Perché gli unici ad essere stati
additati dalla politica sono i dipendenti regionali? Se le attuali procedure di aggiudicazione
delle gare, lo abbiamo più volte ribadito, non premiano la concorrenza e la trasparenza, i
ritardi sistematici nel pagamento delle fatture rischiano di spingere gli imprenditori a cercare
forme di liquidità non legali, in un’Isola che, dice l’Eurispes, è tra i territori in Italia a più
alto tasso di usura. Le istituzioni - continuano - non possono chiedere legalità e poi non
praticarla”.

Così le Ance e Cna Costruzioni Sicilia lanciano l’ipotesi di uno sciopero fiscale con un
messaggio chiaro, ma simbolico: “Se tu non paghi le fatture, perché devo pagare le tasse?”.
“Si tratta, lo ribadiamo - concludono - di una provocazione: diversamente dalla politica e
dall’amministrazione regionale noi siamo obbligati a rispettare le regole”

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