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Palermo | Cronaca

Appello "Mafia Bet", riviste le pene per alcuni imputati

27 Gennaio 2022 08:17, di Redazione
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L'indagine fece luce sugli interessi di Cosa Nostra trapanese nella gestione delle agenzie di scommesse

Il processo d'appello a Palemo relativo all'inchiesta dei carabinieri denominata "Mafia Bet" ha rivisto riviste le pene per alcune delle sei persone indagate. Nell'operazione effettuata tra febbraio e marzo 2019, rimasero coinvolte 14 persone e fece luce sugli interessi di Cosa Nostra trapanese nella gestione delle agenzie di scommesse.

Per l’imprenditore Salvatore Mario Giorgi, 62 anni, di Campobello di Mazara cade l’accusa di associazione mafiosa, pena ridotta da 12 anni a 5 anni e undici mesi di carcere. Regge l’ipotesi di estorsione, ma senza l’aggravante di mafia.

Accolto, invece, l’appello del PM per Paolo De Santo, accusato di favoreggiamento, la cui pena è stata aumenta da 2 a 3 anni senza il beneficio della sospensione condizionale. Confermata la condanna a 10 anni e due mesi per Francesco Catanalotto, 49 anni, di Castelvetrano, gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara.

Assolto Giacomo Barbera, che in primo grado aveva avuto due anni. Confermate anche le assoluzioni di Antonino Tumbiolo, di Mazara del Vallo, e Calogero Pizzolato, di Campobello di Mazara.

Il Tribunale di Marsala invece lo scorso 15 dcembre nel  troncone ordinario di «Mafia Bet» ha condannato a 18 anni di carcere il 42enne campobellese Calogero Jonn Luppino, imprenditore nel settore delle scommesse e gioco on line, processato per associazione mafiosa, estorsione e, con altri due imputati, anche di intestazione fittizia .

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