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Economia
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Approvata legge sugli home restaurant, Confartigianato esprime soddisfazione

19 Gennaio 2017 17:57, di Ornella Fulco
Approvata legge sugli home restaurant, Confartigianato esprime soddisfazione
Economia
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Approvata alla Camera la proposta di legge che intende regolamentare il sempre più diffuso fenomeno degli "home restaurant". Una iniziativa che è stata portata avanti anche dal Gruppo Commercio della Confartigianato Imprese per regolamentare un fenomeno che, solo nel 2014 in Italia, ha fatturato 7,2 milioni euro ma che, secondo l'associazione di categoria, rischia di creare situazioni di concorrenza sleale per le attività regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e può comportare anche rischi per la salute dei cittadini per il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare. Nato da una proposta del M5S, che per primo ha portato il tema in commissione Attività Produttive, il ddl ha avuto contributi da parte delle forze politiche di maggioranza (il relatore era Angelo Senaldi del PD), fino ad ottenere un sostegno bipartisan (con l’eccezione dei gruppi Cor e Lega che hanno votato contro). “Abbiamo accolto le istanze di un fenomeno imprenditoriale nato dal basso e in continua crescita – ha spiegato la deputata 5stelle Azzurra Cancelleri, prima firmataria del provvedimento - e le abbiamo portate in Parlamento colmando un gap normativo: ora l’home food ha regole chiare. Abbiamo posto un primo fondamentale tassello per riconoscerlo”. Se approvata nello stesso testo anche dal Senato, la nuova normativa fissa alcuni paletti, soprattutto di natura fiscale, per evitare che la pratica dell'home restaurant" diventi un'attività professionale nascosta: quindi un massimo di 500 "coperti" per anno solare, un guadagno complessivo non superiore a 5.000 euro l'anno, l'uso di piattaforme digitali per organizzare e prenotare eventi gastronomici e pagamento esclusivamente attraverso sistemi elettronici per renderli tracciabili. Vengono introdotte regole certe anche per quanto riguarda i requisiti igienici a tutela del consumatore (possesso HCCP con tutte le conseguenze: piano di autocontrollo, tracciatura alimenti ecc.). La norma impedisce, poi, di accoppiare l’attività di social eating a quella di AirBnb, ossia non si possono organizzare cene a pagamento in appartamenti privati usati per affitti brevi. Il ristoratore domestico dovrà comunicare l'evento all'Asp a cui spetterà effettuare i controlli e dovrà anche stipulare un'assicurazione sulla casa per la copertura dei rischi connessi all'attività. Infine chi apre un "home restaurant" dovrà presentare la dichiarazione di inizio attività commerciale (SCIA) per via digitale al Comune secondo modalità che stabilirà il Ministero dello Sviluppo economico. "Era ora - commenta il segretario provinciale di Confartigianato Trapani, Francesco La Francesca - che lo Stato mettesse mano in maniera chiara e trasparente a un fenomeno che creava vere e proprie situazioni di concorrenza sleale nei confronti delle attività di ristorazione che sono sottoposte a vincoli e tassazioni. Come Gruppo Commercio Confartigianato continueremo a monitorare la situazione e ci aspettiamo che la Legge sia definitivamente approvata in tempi brevi". Di parere opposto gli addetti ai lavori nel settore: home chef, startupper, imprenditori che investono nelle varie piattaforme web di social eating. Cristiano Rigon, fondatore di Gnammo, leader del settore in Italia, ha commentato con toni polemici l’approvazione alla Camera della normativa: “Si tratta - ha detto - di una legge fortemente voluta da insistenti attività di lobbying da parte delle associazioni di categoria che non hanno realmente compreso quanto l’home restaurant sia lontano dall’esperienza del ristorante e sia non avversario ma strumento di sviluppo del settore”

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