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Aree idonee per il deposito di scorie nucleari. In Sicilia Calatafimi e Fulgatore [VIDEO] - Trapani Oggi

Calatafimi Segesta | Cronaca

Aree idonee per il deposito di scorie nucleari. In Sicilia Calatafimi e Fulgatore [VIDEO]

13 Dicembre 2023 19:18, di Laura Spanò
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Insorgono sindaci, politici e ambientalisti

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito l’elenco delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie nucleari, contenuto nella Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai). La Carta è stata elaborata da Sogin e Isin e individua 51 locazioni possibili. In Sicilia ci sono le aree di Calatafimi e e Fulgatore. Entro 30 giorni dalla pubblicazione della Carta, possono essere presentate le candidature a ospitare il deposito da parte di enti territoriali e strutture militari. Possono presentare candidature anche enti locali non indicati nella Cnai, chiedendo alla Sogin di rivalutare il loro territorio.

Quante sono le aree idonee

Sono 51 le aree idonee in Italia a ospitare il deposito nazionale delle scorie del nucleare dove saranno stoccati 78mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media intensità e parcheggiati temporaneamente 17mila ad alta intensità provenienti dalle quattro ex centrali e da altri impianti della filiera dell’atomo. Ora c'è un mese per accogliere le auto-candidature, corsia parallela prevista dal governo per sbloccare la scelta del sito, dato che finora nessuno dei Comuni potenzialmente idonei si è detto a favore, ma ci vorrà un anno, almeno sulla carta, per chiudere il processo. E quattro anni richiederà il cantiere per realizzare il deposito nucleare. Come dire: prima del 2030, stando alla tabella di marcia attuale, non vedremo la fine del tunnel. Mentre l'Italia avrebbe dovuto far rientrare dall'estero le sue scorie nel 2025.

Le aree selezionate

Le aree si trovano in Basilicata, Puglia, Lazio, Piemonte, Sardegna e Sicilia. Nello specifico, le località per il deposito del nucleare individuate in Basilicata si trovano in provincia di Matera, dove oltre alla città dei sassi si contano Montalbano Jonico, Bernalda, Montescaglioso, Irsinia, e Genzano di Lucano in provincia di Potenza. In Puglia sono state individuate aree ad Altamura, Gravina di Puglia e Laterza, in alcuni casi in tandem con aree della Basilicata. In Lazio l'attenzione si concentra nella provincia di Viterbo. I siti idonei si collocano nei Comuni di Montalto di Castro, Canino, Cellere, Ischia di Castro, Soriano nel Cimino, Vasanello, Vignanello, Corchiano, Gallese, Tarquinia, Tuscania, Piansano, Arlena di Castro, Tessennano. In Piemonte invece le zone si trovano nella provincia di Alessandria e sono a Bosco Marengo (già indirizzo di un sito della filiera dell'atomo italiana), Novi Ligure, Oviglio, Alessandria stessa, Quargnento, Castelnuovo Bormida, Sezzadio e Fubine Monferrato. In Sardegna sono state ritenute idonee tre località in provincia di Oristano (ossia Albagiara, Assolo e Usellus) e altre nella provincia di Sud Sardegna (Mandas, Siurgus Donigala, Segariu, Villamar, Setzu, Tuili, Turri, Ussaramanna, Nurri, Ortacesus, Guasila) mentre in Sicilia si contano le aree di Trapani e di Calatafimi-Segesta. Le isole, a causa delle problematiche logistiche, risultano meno idonee tra gli idonei. Mentre i Comuni con le caratteristiche più adeguate si confermano quelli di Lazio e Piemonte.

Nel processo di scrematura, siamo passati dalle iniziali 67 aree potenzialmente idonee alle attuali 51. Dalla lista sono usciti i siti in Toscana e la provincia di Torino, che aveva uno dei numeri più alti di località adeguate ai criteri stabiliti dall'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), l'autorità per la vigilanza dell'atomo in Italia.

Le reazioni

Cristina Ciminnisi deputata regionale del Movimento 5 Stelle

«Trapani e la Sicilia non sono e non saranno mai la discarica del Paese. Il governo Schifani dichiari la totale contrarietà nell’individuazione della Sicilia quale deposito nazionale per i rifiuti radioattivi». A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi in merito alla pubblicazione dell'elenco delle aree idonee a ospitare il deposito delle scorie nucleari, in cui 2 su 51 sono nell'Isola ed entrambe nella provincia di Trapani, ovvero a Trapani città e Calatafimi Segesta. «Nelle prossime ore - sottolinea la deputata trapanese - depositerò una mozione per impegnare il governo Schifani a stoppare questo ennesimo disegno a danno dei siciliani. Le condizioni geografiche, le infrastrutture, il carattere insulare, nonché i siti di pregio agricolo e archeologico delle due aree del Trapanese rendono assolutamente improponibile la proposta del CNAI». L’Assemblea Regionale Siciliana si era già espressa nel 2018 sul no al deposito di scorie in Sicilia, approvando all’unanimità una mozione del Movimento 5 Stelle all’ARS a firma del deputato regionale Nuccio Di Paola, oggi vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. «Non passa giorno - dice Di Paola - senza che i siciliani debbano difendersi dagli attacchi dei governi nazionale e regionale, dalla distrazione dei fondi sui trasporti, ai tagli alla sanità e oggi la nuova spada di Damocle del deposito di scorie nucleari. Faremo sentire la nostra totale contrarietà a tutti i livelli istituzionali e se necessario nelle piazze» conclude Di Paola. 

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