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Aspettando la miss... e il lavoro. Prosegue la protesta dei precari

28 Dicembre 2012 12:44, di Redazione
Aspettando la miss... e il lavoro. Prosegue la protesta dei precari
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Manca ormai solo una manciata di giorni alla fine dell'anno. Un immaginario countdown scandisce nelle nostre teste l'avvicinarsi di un evento che, a torto o a ragione, segna da sempre un passaggio. Una data, quella del 31 dicembre di ogni anno, che raccoglie speranze e buoni propositi da gettare in avanti in cambio di tutto quello che vogliamo lasciarci alle spalle insieme al vecchio anno che muore. Di solito si brinda, si festeggia, si sta allegri: forse semplicemente si cerca un modo per esorcizzare il timore di ciò che ci attende e non si conosce. Ma c'è anche chi conosce il proprio destino e non vuole arrendersi ad esso, che lotta per cambiare un finale che sembra già scritto tra l'indifferenza di molti. A Valderice ci sono circa 120 persone per le quali i giorni che ci separano dal 31 dicembre sembrano gocciolare via veloci, come un'emorragia che nessuno si decide ancora ad arrestare. Un'emorragia pericolosa per tutti noi, non solo per i lavoratori in questione, e che rischia di cancellare, assieme ai posti di lavoro e alle professionalità acquisite anche vite, progetti, speranze, il futuro stesso della nostra società. I lavoratori precari del Comune hanno fatto sentire ancora una volta la loro voce, con dignità e pazienza, le stesse che - dallo scorso 7 dicembre - esercitano nell'occupazione pacifica della sala consiliare, ultimo bastione su cui hanno scelto di difendere la propria voglia di non arrendersi. Ieri sera a Valderice si respirava aria di festa, con la piazza municipio allestita per ospitare la manifestazione "Aspettando la I fotomodella italiana del 2013". L'evento, presentato da Vanessa Spagnolo e Baldo Russo, era ripreso anche da una emittente locale. E lì, tra il pubblico presente c'erano anche loro, con indosso le magliette azzurre e la fatidica data di scadenza stampigliata addosso. "Siamo persone che vedono calpestare la propria dignità, costrette a barricarsi in un'aula consiliare, lontano dai propri cari, dai propri figli, per difendere un diritto", ha detto la portavoce Cettina Barone che ha proseguito rivolgendosi al pubblico: "Vi chiedo di pensare un momento: se foste voi a perdere il lavoro cosa accadrebbe nelle vostre famiglie, cosa accadrebbe ai vostri figli? Una volta immaginato l’irrimediabile non ci sono altre parole che potrei aggiungere perché adesso sono le vostre coscienze che parlano". Cettina Barone e le altre donne non sono salite sul palco. "O tutte o nessuna - commenta Barone - tra noi non ci sono primedonne ma solo donne che vogliono uscire a testa alta dalla precarietà". Dopo di loro l'intervento del sindaco di Valderice Camillo Iovino, forse un po' imbarazzato di dover rovinare la festa agli spettatori parlando di una questione così drammatica a cui la sua Amministrazione - almeno fino a questo momento - non è riuscita a porre rimedio. "L'indifferenza la lascio a chi non ha problemi ad arrivare a fine mese, a chi non deve stringere la cinghia, a chi non conosce il prezzo di un chilo di pane - ha commentato Cettina Barone rivolgendosi ai valdericini - a chi non ha mai pagato le tasse, a scapito degli onesti cittadini come noi e voi". I precari si aspettavano il silenzio e, invece, per fortuna è arrivato - forte - l'applauso dei presenti.

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