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Assarmatori interviene sull'escalation nei prezzi del carburante per le navi

16 Marzo 2022 15:46, di Redazione
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Traghetti: "50mila euro in più al giorno per fare un singolo viaggio nelle isole"

Su una rotta come Genova-Olbia-Genova, tratta per eccellenza del turismo vacanziero in
Sardegna, un traghetto passeggeri oggi spende ogni giorno circa 50 mila euro in più per
pagare il carburante (che rappresenta circa il 30% dei costi di esercizio di una nave)
rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Ciò significa che per ogni viaggio andata e ritorno le compagnie di navigazione si trovano a sostenere extracosti giornalieri effettivi sensibilmente più elevati a parità di partenze e frequenze. E questo ragionamento vale per tutti i principali collegamenti per Sardegna e Sicilia, nonché per l’Elba e le isole minori.

“Adeguare i noli e le tariffe, e quindi il costo dei biglietti, sarà – secondo Stefano Messina,
Presidente di Assarmatori – una scelta obbligata per evitare la sospensione di quei servizi
marittimi da e per le isole, che anche nei mesi più duri della pandemia hanno garantito
comunque sia la continuità territoriale, sia il trasporto di passeggeri e merci, inclusi gli
approvvigionamenti indispensabili specie per la Sardegna”.

L’allarme lanciato dal Presidente di Assarmatori si basa su dati concreti e incontestabili,
aggravati e resi insostenibili dalla drammatica escalation del conflitto russo-ucraino e dalle
conseguenze che sta innescando sul mercato energetico: il prezzo di un barile di petrolio
Brent negli ultimi giorni è stabilmente sopra i 100 dollari e i prezzi dei combustibili per le
navi hanno seguito questo trend con ancora maggiore volatilità. “Adeguare i noli e le tariffe
rappresenta una scelta dolorosa ma necessaria che impatterà sull’intera filiera produttiva
fino al consumatore finale. Ma le conseguenze di uno stop ai servizi sarebbero – ha
affermato Messina – ben più drammatiche, come facilmente intuibile, in particolare per la
popolazione insulare e per tutto l’indotto, anche turistico, per il quale questi collegamenti
sono linfa vitale”.

“È il caso di ricordare – ha concluso il Presidente di Assarmatori – come le nostre imprese
siano ancora in attesa dei ristori previsti da diversi provvedimenti legislativi per limitare le
conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria, e adesso si trovino ad affrontare, da
una posizione di ulteriore fragilità, le conseguenze di una nuova emergenza”.

Sul tema è intervenuto anche il Segretario Generale di Assarmatori, Alberto Rossi, che, in
audizione presso la Commissione Ambiente della Camera, nell’ambito del processo di
conversione in legge del DL Energia, ha affermato: “La continuità territoriale di passeggeri
e merci è un diritto sancito dalla Costituzione che rischia di venire meno: per gli armatori
l’utilizzo di combustibili fossili è ineludibile, ne siamo in qualche modo prigionieri, non
avendo alternative concretamente percorribili. Il trasporto terrestre dal 2006 beneficia di un
correttivo automatico delle tariffe in adeguamento all’andamento del costo del carburante, crediamo che una misura del genere sia necessaria anche per quello marittimo,
specialmente per il naviglio impiegato nei collegamenti da e per le isole. Questo avrà un
effetto inflattivo, non possiamo nasconderlo, ma non possiamo neanche pretendere che
siano i fornitori del servizio a farsi carico di questi aumenti: non parliamo infatti di una
differenza minima, ma di un sostanziale raddoppio dei costi legati al bunker”.

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