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“Assassinio alla Targa Florio” giallo di Carlo Barbieri

20 Maggio 2016 14:16, di Salvatore Morselli
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Piccoli Montalbano crescono. Il mondo dei commissari di polizia con tanto di fidanzata e suggestivi luoghi siciliani si arricchisce di un nuovo personaggio, Franco Mancuso, protagonista di “Assassinio alla Targa Florio”romanzo giallo scritto da Carlo Barbieri e edito da Dario Flaccovio di Palermo. Franco Mancuso è in servizio alla Questura del capoluogo siciliano, è fidanzato con Giusi, appartenente alla categoria dei trentenni che abita ancora con i suoi ed opera in una Palermo facilmente identificabile nella Cattedrale, che il commissario studia ogni giorno sorseggiando un caffè, alla ricerca di un aspetto sconosciuto. La storia prende spunto dalla passione per la Targa Florio che quest’anno ha celebrato la sua centesima edizione, ed un episodio storico, la strage nazista di Castiglione di Sicilia (sedici siciliani morti, oltre venti i feriti). Due eventi che Barbieri, nato a Palermo e che non ha mai rotto il cordone ombelicale con la città nonostante sia residente da anni a Roma, collega nell’intrecciare la trama di un romanzo in cui, con un ritmo incalzante, il lettore viene condotto nel presente con i colori e gli odori del centro storico di Palermo e del “mitico”bar Marocco, e nel passato che emerge quasi come un film in bianco e nero ( l’omicidio del carabiniere di Pioppo ad opera della banda di Salvatore Giuliano, altro pezzo di storia inserito nel libro). Della trama, essendo un poliziesco, diciamo ben poco lasciando a quanti avranno la curiosità di leggere il libro di poterselo gustare pagina dopo pagina. La vicenda ruota sulla passione di un nobile decaduto palermitano per le auto e per la Targa Florio morto mentre si allena per vincere la gara, sull’amore vissuto in silenzio e non corrisposto di un’anziana e dolce signora, su due “cinocidi” ed un omicidio. Poi ci sono loro, il commissario e la sua fidanzata, descritti come i due innamorati di Peynet. Infine c’è lui, Vincenzo Florio, inventore della corsa più antica del mondo, alla fine protagonista del “coup de theatre. Tutti ingredienti magari volutamente inseriti per ammiccare al lettore ma che funzionano.

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