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Associazioni trapanesi chiedono approvazione ddl "Codice rosso"

07 Marzo 2019 07:49, di Redazione
Associazioni trapanesi chiedono approvazione ddl "Codice rosso"
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L'Osservatorio per la Legalità, Codici, Centro Italiano femminile (CIF) e Lallabis, insieme a tanti cittadini, chiedono ai presidenti di Camera e Senato di mettere all'ordine del giorno quanto prima la discussione e l'approvazione definitiva del disegno di legge chiamato "Codice rosso", già approvato lo scorso 29 novembre dal Consiglio dei Ministri, che porta le firme del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e di quello della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno.
"Ogni giorno i giornali sembrano un bollettino di guerra, tra femminicidi e violenze per stalking. L'8 marzo  si avvicina e non vogliamo sentire nè vedere le solite passerelle. C'è bisogno invece di un reale e concreto passo avanti per la tutela delle donne vittime di violenza e chi può fare qualcosa lo faccia adesso. Per questo riteniamo non più rinviabile la discussione e l'approvazione di tale importante legge già approvata a fine 2018 da tutto il governo", fanno sapere i rappresentanti delle associazioni, Maria Rita Pecorella (CIF), Vincenzo Maltese e Filippo Spanò (Osservatorio per la Legalità), Ivana Saladino (Codici), Maria Bonfiglio (Lallabis) che si rivolgono, in particolare, ai rappresentanti locali di Lega e Movimento 5 Stelle affinchè si facciano portavoce a Roma di tale urgente richiesta. Le associazioni del Trapanese e tanti cittadini hanno già dato disponibilità per una raccolta firme per sollecitare l'iter per giungere in termi brevi all'approvazione della  riforma. Si attende adesso una risposta dai referenti locali del governo nazionale, ai cui è stata comunicata la richiesta.
Maltese e Spanò, rispettivamente presidente e vice presidente dell'Osservatorio per la Legalità, indicano alcuni punti fondamentali della nuova legge: ossia l’obbligo per la polizia giudiziaria, in presenza di determinati reati, di dare priorità alle indagini, escludendo la possibilità che quest’ultima valuti discrezionalmente l’esistenza dell’urgenza. I reati vanno dai maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale aggravata e non, atti sessuali con minori, corruzione di minori, violenza sessuale di gruppo, stalking, lesioni personali aggravate, commessi in contesti familiari o di convivenza. Dalla comunicazione della notizia di reato, il pm avrà tre giorni di tempo per ascoltare la testimonianza della vittima. Le fasi successive, concludono i due legali, d’indagine avranno tempi immediati. 

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