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Valderice

Atletica "cancellata" dal campo sportivo comunale

23 Aprile 2014 14:07, di Ornella Fulco
Atletica "cancellata" dal campo sportivo comunale
Sport
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"Tutti gli sport, se praticati in modo sano e nel rispetto delle regole, sono importanti e meritano attenzione allo stesso modo e ogni ragazzo dovrebbe essere libero di scegliere lo sport che vuole praticare, dal calcio all’atletica, dal basket al nuoto, dalla scherma alla pallamano senza che, per questo, debba necessariamente spostarsi dal luogo in cui vive". L'affermazione, certamente condivisibile e, per questo, forse, anche apparentemente scontata, è contenuta nella "lettera aperta" inviata da un gruppo di genitori ad una serie di destinatari istituzionali. Siamo a Valderice, i papà e le mamme che hanno scritto sono quelli dei 39 giovani atleti dell'Asd "Centro Sportivo Valderice" e in ballo c'è il futuro della pratica dell'atletica leggera sul territorio. Fino ad oggi, i ragazzi che hanno scelto di dedicarsi ad una delle discipline della "Regina degli sport" hanno potuto farlo grazie alla presenza, all'interno dell'impianto sportivo polivalente che sorge a Misericordia, di proprietà comunale, della pista, delle pedane e delle postazioni per i lanci e i salti, e - dal 1996 - sotto la guida appassionata e competente del professore Enrico Angelo. A lui si deve la creazione dell'associazione sportiva che, in questi anni, ha avvicinato alla pratica sportiva tanti giovani, ottenendo anche importanti risultati in ambito regionale e nazionale. Giusto per citare due esempi, il titolo 2013 di Campioni regionali nella staffetta 4x100 nella categoria Ragazze e la scoperta sportiva di Ala e Osama Zoghlami, gemelli tunisini nati a Valderice, passati adesso al Cus Palermo e ormai proiettati in campo nazionale ed internazionale. Ai ragazzi di Valderice e dei centri vicini, in ogni caso, anche fuori dall'ottica della competizione, si è data la possibilità di praticare quel sano "sport di base" che tutti concordemente riconoscono come elemento determinante per una corretta, armoniosa crescita psico-fisica, come deterrente alle devianze, come "scuola" di integrazione e convivenza sociale. Un'attività portata avanti - e chi opera nel settore ne conosce bene tutte le crescenti difficoltà - anche a dispetto dell'ignavia delle istituzioni amministrative e politiche che per di più - e il discorso si apre ovviamente oltre il territorio valdericino - non sono state capaci, molte volte, di salvare dal degrado operato dal tempo (quando non dagli uomini) le poche strutture sportive già esistenti. Si è continuato, così, a correre su tartan sempre più consunti, a saltare in alto senza materassi nella zona di ricaduta, a lanciare senza reti di protezione, tanto per fare alcuni esempi pratici. In un panorama così desolante, pensate un po' come può essere stata accolta la notizia che un finanziamento, di 3 milioni e 200 mila euro, proveniente da fondi dell'Unione europea, è stato stanziato, a Valderice, per il rifacimento dell'impianto sportivo. Un'euforia destinata, però, a spegnersi in breve tempo quando si è appreso che il progetto, presentato a suo tempo dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Iovino, non prevede un solo euro di spesa per ripristinare le pertinenze destinate all'atletica. Si rifarà il manto erboso del campo di calcio - in erba sintetica di ultima generazione - si sposterà di sei metri il terreno di gioco, cancellando la pedana per il salto in lungo, si costruirà una nuova tribuna per gli spettatori, si realizzerà un parcheggio per le auto. Amministratori comunali (e progettista, di conseguenza) sono diventati improvvisamente ciechi di fronte ad un'esigenza che non fosse solo quella di "appiattirsi" sul "solito" campo da calcio. Il rammarico diventa doppio, per atleti, famiglie e appassionati, quando si apprende che, anche per l'impianto sportivo della frazione valdericina di Crocci, il progetto di rifacimento - avviato dalla Provincia regionale di Trapani - registra le stesse "dimenticanze". E' vero, il calcio, probabilmente anche nelle serie minori, raccoglie più spettatori e praticanti rispetto all'atletica ma è pur vero che, se per tirare calci ad un pallone, da ragazzi, basta anche solo un tratto di strada, lo stesso non può dirsi di altri sport e, quindi, se mancano le strutture mancano anche i praticanti, in una sorta di "cane che si morde la coda" di cui poi vediamo i desolanti risultati quando l'Italia torna a mani vuote dalle ribalte sportive internazionali. Non l'unica causa, ovvio, di certe debacle sportive, ma - almeno alle nostre latitudini dove le strutture si vedono con il lumicino - una delle più determinanti. L'attuale amministrazione comunale ha risposto alla segnalazione giunta dalle famiglie valdericine con un incontro, svoltosi lo scorso 15 aprile, proprio al campo comunale. Sindaco, progettista e assessore allo Sport si sono ritrovati insieme al presidente della Fidal regionale Gaspare Polizzi e al professore Angelo per provare a salvare il salvabile. I margini di manovra, purtroppo, al momento sembrano molto ridotti. Da un primo controllo fatto in Regione, è emerso che, trattandosi di un progetto finanziato dall'Europa - e da completare, peraltro, entro il 2015, se non si vogliono perdere i fondi - non possono essere realizzati stralci o varianti a quanto è stato messo giù su carta. "Siamo decisi a percorrere fino in fondo tutte le strade possibili - precisa Anna Maria Croce, assessore comunale allo Sport - e abbiamo richiesto un nuovo incontro con i vertici dell'Assessorato regionale alle Infrastrutture per individuare, insieme, una soluzione per venire incontro alle legittime aspettative dei cittadini". Cittadini che si sono mobilitati in tal senso anche sottoscrivendo una raccolta di firme, oltre 500, che sono state regolarmente depositate presso gli uffici comunali. "Non desideriamo aprire una disputa - precisano dal "Centro Sportivo Valderice" - con chi pratica o ama il calcio, anzi, abbiamo anche registrato il sostegno, in questa nostra iniziativa, di appassionati e praticanti del territorio. E' una battaglia a beneficio di tutti i cittadini, sportivi e non, è una battaglia di civiltà".

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