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Attività Carabinieri 2017: maggiore presenza sul territorio e reati in calo

28 Dicembre 2017 11:56, di Ornella Fulco
Attività Carabinieri 2017: maggiore presenza sul territorio e reati in calo
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In calo, nella provincia di Trapani, il numero complessivo dei reati che, nel corso del 2017, sono passati da 16.169 a 13825 (-14,5%). Il dato è stato diffuso stamane nel corso della conferenza stampa di fine anno svoltasi al Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani. Rispetto al totale i militari dell'Arma si sono occupati del 78,5% dei casi in virtù della capillare presenza sul territorio rispetto ad altre forze dell'ordine. In calo sia il numero dei furti, che sono diminuiti dell'8,6%, sia quello delle rapine che sono passate da 152 nel 2016 a 140 nel 2017 e per le quali l’Arma ha proceduto in 100 casi, arrestando 15 persone e denunciandone all'Autorità giudiziaria 25. "Questi risultati - ha detto il colonnello Stefano Russo, comandante provinciale - sono frutto di un’intensa attività, soprattutto preventiva, svolta su tutto il territorio della provincia dalle 5 Compagnie Carabinieri e dalle 34 Stazioni e coordinata dal Comando provinciale, in piena sintonia con le indicazioni ricevute dal prefetto". Un’intensificazione dell’attività preventiva che trova il suo riscontro nei numeri: ben 27.599 i servizi esterni nel corso dei quali i militari dell'Arma hanno controllato 116.929 perone - il 10% in più rispetto all’anno precedente - e 80.503 automezzi (il 10,4% in più rispetto al 2016. Sono state 2.343 le perquisizioni effettuate (quasi 7 al giorno) in occasione delle quali è stato sequestrato un notevole quantitativo di refurtiva, armi e sostanze stupefacenti. L’attività preventiva dei Carabinieri ha condotto alla proposta di accesso al Comune di Castelvetrano, avanzata alla Prefettura di Trapani, che ha prodotto lo scioglimentodel Comune, da parte del Ministro dell’Interno, per condizionamenti mafiosi e "mala gestio". La proposta partita dal Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani era frutto, principalmente, delle risultanze di due operazioni antimafia - "Eden" 2 ed "Ebano" - sviluppatesi nell’ambito delle indagini per la cattura del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. E proprio nel contrasto alla criminalità organizzata il Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, in accordo con le Procure della Repubblica di Trapani, Marsala, Sciacca e con la DDA di Palermo, anche quest’anno ha sviluppato indagini che hanno prodotto più di 500 arresti ( 8 % rispetto all’anno precedente) e la denuncia all’Autorità giudiziaria di 3.341 persone (il 6% in più rispetto al 2016). "Siamo intervenuti - ha proseguito Russo - anche sugli orari di apertura delle nostre Stazioni per essere ancora più efficaci, consentendo al personale di uscire dagli uffici, quando non necessario, ed essere presente e operare sul territorio, e questo ha dato i suoi frutti". Un altro ambito nel quale l'azione degli uomini dell'Arma è stata particolarmente incisiva è quello dei reati in materia di stupefacenti dove 81 persone sono state arrestate e 75 denunciate, mentre 205 - in maggioranza giovani - sono stati i soggetti segnalati alla Prefettura come  assuntori. Sono stati sequestrati 511 chilogrammi di stupefacenti di vario tipo e 1.105 piante di marjuana. Sempre altissima è stata l’attenzione dell’Arma nei confronti delle fasce deboli. A tal proposito è emblematica la recente operazione che ha condotto all’arresto di quattro persone per i maltrattamenti agli anziani ospiti di una Casa di riposo privata a Castellamare del Golfo. Sono state 5 le persone arrestate e 7 quelle denunciate per violenza sessuale mentre 10 soggetti sono stati arrestati e 10 denunciati per atti persecutori. Tra questi un uomo di 64 anni, arrestato a Mazara del Vallo lo scorso mese di agosto, che continuava a perseguitare l’ex moglie, arrivando anche a tentare di sfigurarla con l’acido. La donna riuscì a fuggire e si rifugiò nella caserma dei Carabinieri. Importanti risultati sono giunti anche dall’attività di contrasto allo sfruttamento della prostituzione, ne è un esempio l’operazione “Caliente” nel corso della quale i Carabinieri hanno arrestato, a Marsala, 2 persone, denunciate altre 6 e sequestrato 2 immobili utilizzati dai proprietari per far prostituire giovani donne straniere le cui qualità fisiche venivano pubblicizzate sul web. Il 2017 è stato, inoltre, contrassegnato da importanti operazioni di servizio: la "Mare Monstrum" che, nel mese di maggio, ha condotto agli arresti per corruzione dell’armatore Ettore Morace, del - all’epoca - deputato regionale Girolamo Fazio e del funzionario della regione Giuseppe Montalto;  l’arresto, insieme alla Polizia Penitenziaria, dei tre detenuti evasi la notte del 28 ottobre dalla Casa circondariale di Favignana e rintracciati la notte del 2 novembre mentre cercavano di allontanarsi dall’isola rubando una piccola imbarcazione. E, ancora,  l’arresto, a Castellamare del Golfo, di Giuseppe Pace e dei due figli per estorsione aggravata nei confronti di un donna che si era aggiudicata all’asta immobiliare la villa pignorata agli arrestati; l’esecuzione, a Gibellina, di 10 misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Blackout” nei confronti degli appartenenti ad un’organizzazione, composta da italiani e stranieri, dedita al furto e alla ricettazione di cavi di rame. Gli stessi si erano resi responsabili di numerosi furti ai danni di strutture pubbliche e private, ma anche all’illuminazione pubblica. "La lotta alla mafia continua incessante - ha detto Merola -  in stretta sinergia con il Ros e se, come scopo principale, si prefigge quello della cattura di Messina Denaro, passando anche attraverso l’indebolimento della rete di protezione di cui ancora gode, non trascura di attaccare il peso che famiglie mafiose esercitano sul territorio e i legami che queste intrecciano con la Pubblica amministrazione". In questo contesto nel corso del 2017 si sono sviluppate l’operazione “Ebano”, coordinata dalla DDA di Palermo, che nello scorso mese di febbraio ha disarticolato un collaudato asse tra imprenditoria mafiosa e amministrazione locale a Castelvetrano conducendo all’arresto dell’imprenditore Rosario Firenze, di un suo dipendente, alla denuncia di 8 persone e al sequestro di 2 imprese; l’operazione “Visir”, coordinata sempre dalla DDA di Palermo, che ha disarticolato la "famiglia" mafiosa di Marsala conducendo all’arresto, per associazione mafiosa, estorsione e altri reati, di 14 affiliati tra cui il reggente del clan Vito Vincenzo Rallo. I Carabinieri della provincia di Trapani sono stati anche impegnati in situazioni di particolare emergenza come nell'operazione che ha consentito di mettere in salvo 5 turisti stranieri che stavano rischiando di annegare nelle acque di San Vito lo Capo ad opera di due appuntati  della locale Stazione, e il salvataggio, a Marettimo, di una anziana escursionista inglese che, uscita per passeggiata sulle alture dell’isola, non aveva fatto rientro in albergo. "Il nostro compito principale è aiutare i cittadini - ha concluso il colonnello Russo - e mettiamo a disposizione della comunità le nostre vite, come è giusto".

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