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Autorità Portuale: rimodulata la tassa di sbarco. Monti: "Lavoriamo per lo sviluppo di tutti i porti"

19 Gennaio 2018 15:26, di Ornella Fulco
Autorità Portuale: rimodulata la tassa di sbarco. Monti: "Lavoriamo per lo sviluppo di tutti i porti"
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Entrerà in vigore il prossimo 1 febbraio il nuovo decreto della Autorità portuale di sistema del Mare di Sicilia occidentale che dispone il pagamento di una tassa per l'imbarco/sbarco dal porto di Trapani pari a 0,52 euro a passeggero. Il provvedimento, dopo le proteste dei sindaci delle isole minori, è stato rimodulato - ha spiegato il presidente dell'Autorità Pasqualino Monti - in modo da non incidere sul costo dei biglietti acquistati da residenti e lavoratori pendolari, bastano che abbiano almeno un contratto di tre mesi a tempo determinato, che ne saranno, appunto, esentati. Questo quanto emerso nel corso della conferenza stampa svoltasi stamattina al Comune di Trapani alla presenza del commissario straordinario Francesco Messineo, dei sindaci delle Egadi, di Pantelleria, di Lampedusa e di Porto Empedocle, dei vertici delle compagnie di navigazione Liberty Lines e Caronte&Tourist e del comandante della Capitaneria di Porto di Trapani. Monti ha ribadito che "l'Autorità di sistema portuale ha lo stesso interesse verso i quattro porti di cui deve occuparsi", cioè quelli di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle le cui peculiarità saranno valorizzate e sostenute. Le somme derivanti dalla riscossione del diritto fisso - ha spiegato il presidente - saranno utilizzate per realizzare nuove dotazioni portuali, nel caso di Trapani per la costruzione di un terminal per i passeggeri che si imbarcano per le Egadi e per la ristrutturazione della Stazione Marittima al momento "fatiscente", come l'ha definita lo stesso Monti. "Purtroppo - ha proseguito il presidente dell'Autorità portuale di sistema - la mancanza del nuovo Piano Regolatore Portuale - quello esistente risale al 1962 - non ci consente, al momento, di avviare altri interventi di cui lo scalo di Trapani ha urgente bisogno. Qui siamo indietro su tutto e se vogliamo puntare sullo sviluppo del traffico turistico, in particolare al crocerismo, dobbiamo correre, il mercato non aspetta". Monti ha anche risposto alle preoccupazioni manifestate dagli operatori portuali in merito all'introduzione della tassa che costituirà un costo per gli armatori a fronte di servizi al momento pressoché inesistenti. "Il diritto fisso di sbarco - ha detto - non è legato alla fruizione di servizi ma della struttura portuale in sé. Alziamo l'asticella per meglio negoziare, in cambio di eventuali facilitazioni, le presenze nel porto. In questo senso mi aspetto collaborazione dagli operatori per lavorare insieme allo sviluppo". Quanto alle necessarie opere di aumento del pescaggio del porto e di sistemazione delle banchine Monti ha chiarito che sono all'attenzione dell'Autorità e che tutto quello che si potrà fare nelle more della approvazione del Piano Regolatore Portuale sarà fatto. Il progetto per la realizzazione del terminal sul molo aliscafi, per esempio, che sarà co-finanziato dalla Liberty Lines, sarà presentato per il "via libera" al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Intanto, su questi temi, è già fissata per il prossimo 23 gennaio a Trapani una riunione tra i tecnici dell'Autorità portuale di sistema e quelli del Comune. I lavori del terminal, per un importo di 750mila euro, dovrebbero partire dal prossimo autunno. Ampio spazio è stato anche dedicato alle problematiche dei collegamenti con le isole minori sulle quali sono intervenuti i sindaci Pagoto, Gabriele e Martello che hanno lamentato il costo elevato dei biglietti, l'inadeguatezza delle navi utilizzate, spesso ferme per guasti, la mancanza di servizi ai viaggiatori. In questo senso il presidente Monti, nel ricordare che l'Autorità di Sistema portuale non ha competenze su questi temi, che spetta alla Regione affrontare con le compagnie di navigazione che assicurano la cosiddetta continuità territoriale, ha affermato che l'azione dell'Autorità può essere però di stimolo: "Il miglioramento delle strutture portuali a noi affidate deve portare anche al miglioramento dei servizi garantiti dagli altri soggetti coinvolti nel trasporto marittimo". "Tutto quello che è stato lamentato oggi è vero - ha esordito Vincenzo Franza della Caronte&Tourist, compagnia che ha ereditato le tratte gestite dalla Siremar - ma posso assicurare che stiamo lavorando su più fronti per migliorare. Riorganizzazione e messa a punto delle tratte, in dialogo con la Regione, immissione in servizio di nuove navi costruite secondo i criteri più moderni e adatte ad operare negli scali delle isole e anche in condizioni meteo difficili, e promozione dei flussi turistici sono le tre direttrici individuate. Il Ministro dei Trasporti Delrio, ha detto Franza, ha stanziato 300mila euro, a cui si aggiungono ulteriori fondi regionali, per l'acquisto di nuovi mezzi. Si passerà da una conferenza Stato-Regioni per la ripartizione dei fondi e alla Sicilia dovrebbero spettare circa 125 milioni di euro. Volontà di investire nel costante miglioramento dei servizi offerti è stata espressa anche dall'amministratore delegato della Liberty Lines Alessandro Forino che ha ricordato anche i brillanti risultati nella costruzione di mezzi veloci ottenuti dalla compagnia che ha il proprio cantiere a Trapani. Il presidente Monti ha anche annunciato che, con i tempi necessari per l'iter burocratico, a Trapani sarà attivato un ufficio dell'Autorità portuale nel quale è previsto l'impiego di sei persone. Si attende l'approvazione della pianta organica dal Ministero competente. Così come si attende di sapere che fine hanno fatto i 3 milioni di euro derivanti dall'abolizione dell'Autorità Portuale di Trapani. "Aspettiamo di conoscere se è stata effettuata o no la liquidazione. Se questa è effettivamente avvenuta le somme sono state incamerate dal Ministero dell'Economia e Finanze e non torneranno indietro perché sicuramente destinate ad altro, se la liquidazione non c'è stata allora i fondi dovrebbero trovarsi in un apposito capitolo, sempre al Ministero. Èuna questione che, insieme alle altre, stiamo cercando di dirimere. Per troppo tempo il porto di Trapani è stato abbandonato".

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