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Trapani

"Bloccati sulla funivia da Erice", la testimonianza di un giovane

05 Gennaio 2019 15:29, di Redazione
"Bloccati sulla funivia da Erice", la testimonianza di un giovane
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Esperienza da ricordare, ieri poco dopo le 19, per Davide, 21enne trapanese, che si trovava in funivia per tornare a Trapani da Erice dove, nel primo pomeriggio, era nevicato. Dopo pochi minuti dalla partenza è arrivata una nuova burrasca di neve. Questo il racconto che ci ha inviato. Un racconto confermato anche dalle testimonianze di altri lettori, come Francesco, che era nella stessa cabina, o Raffaele che era in un'altra insieme alla sua famiglia, e che riferisce di quattro brusche interruzioni nella corsa della funivia e che, da non credente, ammette di aver pregato Dio per tornare a casa tutti salvi. 
"Poco dopo essere saliti in cabina abbiamo sentito un tuono possente - scrive Davide - e la funivia si è arrestata  di colpo. Tutte le luci si sono spente e siamo rimasti completamente al buio, la burrasca di neve ci faceva oscillare violentemente a sinistra e a destra, come un pendolo, ma direi più come in una giostra, in quel momento terrore puro! L'unico rumore era quello del vento, sembrava quasi un urlo, la visibilità era zero. Sembrava la scena di un film horror, ma era vero, i finestrini erano chiusi ma il vento freddo e il ghiaccio entravano lo stesso. Essendo di Trapani nessuno di noi era attrezzato adeguatamente per stare sotto il vento gelido a lungo, i miei jeans erano pieni di ghiaccio visto che dei quattro passeggeri ero il più vicino alla porta. Dopo un bel po' di tempo la funivia è ripartita ma eravamo ancora troppo alti per cantare vittoria. Dopo poco si è bloccata di nuovo; una signora che era con me ha premuto un pulsante pensando che servisse per parlare con qualcuno e si è accesa una lucetta (probabilmente quella di emergenza). Dalle casse audio dove dovrebbe parlare l'operatore per rassicurarci non si sentiva nulla - prosegue il giovane - a volte si sentiva solo un suono simile a quando non funziona la radio. Quando un fulmine si abbatte a pochi metri da voi e siete bloccati al buio su una funivia  che oscilla peggio di un'altalena, l'unica cosa che potrebbe calmarvi un po' è la voce dell'operatore che vi dice che è tutto ok, anche se poi non è vero: almeno sai che non sei solo, sai che qualcuno sta lavorando, senti che a valle qualcuno ti sostiene. Ma ciò non  successo! Nessuno ci ha mai parlato da quelle casse audio, eravamo soli, infreddoliti, al buio e con la funivia che oscillava in maniera estremamente violenta. L'unica luce era di qualche fulmine, nella mia testa c'era l'immagine di una campana bucata da un fulmine che vidi anni fa da piccolo in Molise, in un paesino famoso per le campane, e mi ricordavo del gigantesco buco fatto al metallo da un fulmine. Pensavo anche che un fulmine è ramificato e che se si abbatte su di noi non ci sta nulla a fondere il sottile strato di plastica di cui è fatto il finestrone della funivia. La cosa peggiore è quando passi dal pilone, poi io non sono un tecnico, non so fino a che punto un fulmine può danneggiare una funivia, so solo che un fulmine è caldissimo e che quando questo si abbatte vicino a te si spegne tutto. Due persone che erano con me hanno cercato di tranquillizzarmi. Spaventati lo eravamo tutti e infatti sono uscite anche delle lacrime a chi era con me, ad una persona girava anche la testa visto che il dondolio era estremo. C'era anche una ragazza che non parlava molto ma sono sicuro che anche lei soffriva. In quei momenti, ognuno reagisce a modo suo. Io conosco la regola che dice che la cosa peggiore in quei momenti è il panico ma vi assicuro che la cosa non è semplice, anche se cerchi di tranquillizzarti il corpo sa che non sta andando per niente bene e allora il cuore si mette a battere velocemente (non voglio pensare a cosa sarebbe successo se io fossi entrato da solo in quella cabina). Io ho 21 anni e il cuore mi batteva all'impazzata, immaginatevi cosa sarebbe successo ad un cardiopatico, ad uno che già di suo ha dei problemi, vistosi solo e senza nessuno dalla stazione che lo rassicurava. Non é possibile che le casse audio non funzionassero - lamenta Davide - e che nessuno in caso di emergenza ci abbia parlato, non é possibile che ci hanno lasciati scendere in funivia con una burrasca alle porte (quando siamo saliti  il tempo era ottimo, e parliamo di 45 minuti prima visto che ad Erice siamo stati, sì e no, mezzora circa). Sono loro che devono guardare i bollettini o, perlomeno, avvisarci della possibilità di fulmini e burrasca. Quando siamo arrivati io ho abbracciato mia madre, ho ringraziato la famiglia che era con me e ringrazio Dio di essere qui a raccontarlo. Preciso che la fila della funivia, quando siamo partiti, era enorme, abbiamo aspettato tantissimo per salire e, comunque, nel viaggio di andata era andato tutto bene. Questa esperienza - conclude il giovane - mi ha migliorato, mi ha fatto capire che la vita non é scontata, é un dono e che non siamo immortali. Magari una forza superiore ha creato questa situazione per farmi capire che ciò che reputo scontato, in realtà, è prezioso e, quindi, non sono arrabbiato per ciò che è successo. Voglio dire solo a chi gestisce la funivia di mettere degli avvisi quando una grossa perturbazione è in arrivo e di chiuderla quando è necessario e di risolvere il problema di quella specie di citofono". 

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Commenti
"Bloccati sulla funivia da Erice", la testimonianza di un giovane

Francesco

Proporrei di mettere dei pannolini da usare all'occorrenza, come in questo caso...

Dina

Io mi trovavo insieme ai miei figli sulla funivia. Concordo con te per tutto quello che hai detto... io mi trovavo nella cabina numero 1. Ho chiamato il numeri che sono riportati là dentro: uno mi dava occupato, l'altro squillava senza che nessuno rispondesse. Ripeto: non auguro a nessuno quello che abbiamo passato... Solo prima di fare salire tutta questa gente è meglio che controllano meglio il meteo!

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