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"Bollette pazze" e servizio idrico EAS, l'onorevole Fazio presenta interrogazione - Trapani Oggi

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"Bollette pazze" e servizio idrico EAS, l'onorevole Fazio presenta interrogazione

08 Aprile 2016 11:53, di Niki Mazara
"Bollette pazze" e servizio idrico EAS, l'onorevole Fazio presenta interrogazione
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Fatture EAS fuori misura nel Trapanese, inquinamento idrico ad Erice, mancato trasferimento dei canoni fognari agli enti locali. Su questi problemi il deputato regionale Girolamo Fazio ha presentato un'interrogazione al presidente della Regione ed all’assessore ai Servizi di pubblica utilità. L’Ente Acquedotti Siciliani, in liquidazione da dodici anni, negli ultimi 24 mesi ha inviato ai suoi utenti fatture per eccedenze nei consumi idrici che, in alcuni casi. ammontano a migliaia di euro, assolutamente fuori misura e sulla base di rilevazioni erronee, forfettarie, non verificate. Migliaia di fatture relative agli anni 2008/2009, recapitate nel 2015 sono state impugnate giudizialmente dagli utenti perché prescritte, come hanno anche riconosciuto due sentenze del Giudice di pace di Alcamo; per molte altre fatture gli utenti, sostenuti dalla associazione CO.DI.CI – Centro per i diritti del Cittadino, hanno richiesto all’EAS l’annullamento in autotutela, in prima istanza, mentre in questi giorni si stanno svolgendo alcune udienze innanzi ai giudici. «A tali istanze con richiesta di annullamento in autotutela – scrive Fazio nell’atto ispettivo – ufficialmente l’EAS non ha mai dato alcun tipo di riscontro se non sostenendo, a mezzo comunicati stampa ed in nessuna altro modo formale, la correttezza delle misurazioni e quindi delle richieste di pagamento». Nelle settimane scorse sono state recapitate nuove fatture, relative alle eccedenze 2010/2011 e, nei giorni scorsi, le fatture di eccedenza del 2012. «Ancora a distanza di quasi 5 anni - sottolinea il deputato regionale trapanese - con impossibilità da parte dell'utente di poter verificare l'esattezza delle letture riportate». Insieme «a questo aberrante atteggiamento con l'utenza – continua Fazio nell’interrogazione – c'è anche da registrare che l’EAS da quando è stato posto in liquidazione non ha mai riversato agli Enti locali i canoni fognari e depurativi che, pure, ha incassato con il pagamento delle fatture dagli utenti e che, trattenuti indebitamente, potrebbero aprire un altro filone di contenzioso giudiziario con i vari Enti Locali». Il parlamentare regionale trapanese sottolinea anche che «oltre a trattenere somme non sue, l’EAS non è più in grado di intervenire operativamente sulle reti idriche come dimostra il caso del Comune di Erice dove esiste un conclamato stato di calamità naturale per gravi problemi di natura igienico sanitaria dovuti alla fatiscenza delle rete idrica (delibere di Giunta regionale n. 134 e 135 del 23 e 24 aprile 2008 del Governo Lombardo) e dove nel quartiere di Raganzili-Casa Santa si registra l’inquinamento dell'acqua che giunge tramite la conduttura EAS. Oltre a ciò, il Comune di Erice è costretto ad una spesa di circa 500mila euro l’anno per sobbarcarsi spese per interventi e riparazioni alla rete idrica in sostituzione dell’EAS». Nell’interrogazione Fazio chiede di conoscere: i tempi e dei modi di chiusura della liquidazione di EAS; se l’EAS intenda continuare con le procedure dell’invio di fatture il cui importo sia calcolato su consumi forfettari ed in via presuntiva e se il presidente Crocetta o l’assessore Contraffatto intendano adottare misure di controllo e richiesta di chiarimenti, alla luce dei fatti esposti, sull’attività e la gestione amministrativa di Eas. L’intervento di Crocetta viene auspicato anche perché «EAS rispetti le norme e retroceda ai Comuni gli importi per loro conto incassati relativi ai canoni fognari e depurativi» mentre per l’inquinamento dell’acqua ad Erice viene richiesto alla Regione di dare seguito alla indicazione, data nel 2008 dal Dipartimento di Protezione Civile, con la quale si prescriveva di fronteggiare la richiesta di finanziamento di una nuova rete idrica in una parte del territorio comunale di Erice tramite il Fondo speciale regionale ex Legge 225/1992. Indicazione mai ottemperata dalla Regione. Intanto l'associazione CO.DI.CI segnala che "stanno ancora pervenendo ai cittadini fatture spropositate e completamente presuntive, considerato che, in quelle portate alla nostra visione, non viene indicato neanche un passaggio da parte dell'operatore EAS presso l'utenza per l'anno in questione, che è il 2012, e in alcuni casi, senza avere neppure inviato la preliminare richiesta di pagamento dei canoni fissi. "Pertanto per far luce sulla vicenda - anticipa l'avvocato Vincenzo Maltese, segretario dell'associazione - presenteremo un ulteriore esposto per chiedere che la magistratura, tramite una perizia, accerti la funzionalità e la taratura dei contatori. Tale richiesta viene pure avanzata in sede civile dove stiamo avviando i contenziosi per chiedere ai giudici l'annullamento delle fatture che i cittadini ritengono non  veritiere rispetto agli effettivi consumi, specie se rapportate agli anni passati". Per segnalazioni scrivere a: osservatoriolegalitatrapani@gmail.com oppure chiamare il numero dedicato 389-1343729

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