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Carcere, detenuti a "lezione" di tradizioni popolari in musica

11 Maggio 2016 16:27, di Ornella Fulco
Carcere, detenuti a "lezione" di tradizioni popolari in musica
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Appuntamento speciale, lunedì scorso, per i detenuti del Laboratorio di Lettura e Scrittura creativa tenuto dalla psicologa e psicoterapeuta Fabrizia Sala e dalla giornalista Ornella Fulco. A "fare lezione" di tradizioni popolari, veicolate dalla musica, sono stati Salvatore Perniciaro (chitarra), Antonio Todaro (fisarmonica) e Giuseppe Mazzarella, molto noto in città per i suoi trascorsi come medico all'ospedale "Sant'Antonio Abate" e, ancora oggi, come responsabile sanitario del Trapani Calcio. Mazzarella, da tempo, è impegnato anche sul fronte del teatro, come autore, e della musica, settore in cui si diletta nel canto e anche nella composizione. I tre hanno messo a disposizione il loro tempo per allestire un programma che si inserisse coerentemente tra gli argomenti proposti dal laboratorio, come già accaduto nei mesi scorsi con la partecipazione di altri "esperti" che hanno portato ai detenuti la loro testimonianza e professionalità, dalla libraia Katia Regina, allo psicoterapeuta Enrico Genovese, alla giornalista Jana Cardinale, al "musicologo" Eduardo Lunetta. Ai partecipanti è stato proposto un recital in due parti, la prima dedicata alla canzone napoletana tradizionale e la seconda ai canti del folclore siciliano. Da "Torna a Surriento" a "U surdato 'nnammurato" passando da "O sole mio" e "Core ingrato" per poi gustare pezzi siciliani come "Vitti 'na crozza", "Ciuri ciuri" e alcuni brani originali composti dallo stesso Mazzarella, le due ore solitamente dedicate alle letture, alla discussione e alla scrittura sono volate via strappando sorrisi e applausi "a scena aperta" ai detenuti presenti. Per ogni canzone eseguita sono state fornite indicazioni sugli autori, l'epoca in cui furono composte e sulle curiosità legate alla loro diffusione e al loro successo nel tempo e fuori dall'Italia. "Riteniamo - commenta Fabrizia Sala - che anche la musica, con le sue suggestioni, con la sua capacità di evocare emozioni e atmosfere possa essere uno strumento per stimolare la riflessione e la creatività dei detenuti nel nostro laboratorio. Il suo linguaggio, come quello della letteratura, è universale e supera tutte le differenze". Grazie alla disponibilità del direttore Renato Persico, del comandante della Polizia Penitenziaria, Giuseppe Romano, e del responsabile dell'area educativa, Antonio Vanella, il recital si è svolto nella sala teatro della Casa circondariale. Dato il successo riscosso l'iniziativa sarà ripetuta a beneficio di un numero più ampio di detenuti tra coloro che sono ristretti nel carcere trapanese.

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