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Caro-voli per la Sicilia, ecco il piano della Regione per abbassare i prezzi

06 Gennaio 2019 15:14, di Redazione
Caro-voli per la Sicilia, ecco il piano della Regione per abbassare i prezzi
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Contro i prezzi sempre più alti dei collegamenti aerei da e per la Sicilia la Regione scende in campo con un piano che prevede una serie di strategie e livelli d’interlocuzione.
Il primo passo, già in atto, è il tavolo con il Ministero dei Trasporti sui fondi per la continuità territoriale negli aeroporti di Trapani e Comiso. Prima di Natale sono stati consegnati i piani di Airgest e Soaco sulle “tratte sociali” da finanziare. E Musumeci, il 31 dicembre, ha inviato al ministro Toninelli la richiesta di delega per presidere la conferenza di servizi per la fase attuativa. Sul tavolo ci sono circa 47 milioni (31 dello Stato, il resto della Regione) da assegnare, tramite gara pubblica bandita da Enac, alle compagnie aeree che applicheranno tariffe calmierate ai passeggeri residenti in Sicilia. Le tratte indicate da Trapani sono per Ancona, Brindisi, Napoli e Treviso. Da Comiso,invece, non sono state più indicate, come in una versione precedente, Bologna, Venezia e Verona, ma due tratte al giorno (andata e ritorno) per Roma e una per Milano. Uno spiraglio, per lo scalo ibleo, aperto in funzione di "un bacino d’utenza territoriale diverso da quello di Catania, contrariamente a Birgi che s’incrocia invece con Palermo", ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone.Si punta sui due scali - che sono al di sotto dei 3 milioni di passeggeri l'anno - per finanziare tratte fuori mercato senza infrangere il divieto degli aiuti di Stato ma non detto che ci si riesca perché, in ogni caso, la Regione e i il Ministero dovranno confrontarsi con Bruxelles a cui spetta dare il placet finale. Un iter che, molto probabilmente, si completerà dopo il voto per le Europee. 
L’altro tentativo a breve scadenza, con l’auspicato consenso del governo nazionale, riguarda il pressing sulle compagnie aeree per adottare tariffe più abbordabili. Il presidente Musumeci - ha spiegato l’assessore Falcone - intende lavorare per ampliare la concorrenza dei vettori e per abbattere le spese aeroportuali ma, soprattutto, intende chiedere e ottenere da Alitalia di calmierare i costi dei biglietti per Palermo e Catania. È vero - ammette - che non è più la compagnia di bandiera nazionalizzata ma siccome opera con più di un “aiutino” da parte dello Stato sarebbe l’ora che restituisse una parte di ciò che i contribuenti italiani, e dunque anche siciliani, hanno sborsato per salvataggi e riconversioni».
 

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