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Trapani

Caso Eritrine, la Soprintendenza non andrà all'incontro convocato dal Comune

12 Maggio 2017 17:57, di Ornella Fulco
Caso Eritrine, la Soprintendenza non andrà all'incontro convocato dal Comune
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In attesa di conoscere l'esito della conferenza di servizi convocata per domani dall'amministrazione comunale per esaminare gli elementi e i documenti acquisiti sugli esemplari di Eritrina che crescono in piazza Vittorio Veneto, viale Duca d'Aosta e via Salvatore Calvino, giunge la nota della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Trapani nella quale si comunica che "nessun rappresentante di questa Amministrazione potrà partecipare all'incontro". Al tavolo tecnico dovrebbero essere presenti, oltre al sindaco Damiano e all’assessore Licata, il dirigente del Settore comunale competente, il responsabile unico del procedimento, il direttore dei lavori, il presidente dell’Ordine degli Agronomi, il dirigente dell’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste, il rappresentante del Comitato “pro Eritrine” e i professionisti delle società che hanno prodotto le relazioni tecniche di verifica di stabilità. Nella nota della Soprintendenza, inoltre, si fa riferimento ad una precedente comunicazione, inviata all'amministrazione comunale lo scorso 7 aprile, nella quale si invitava il Comune a sospendere l'abbattimento delle Eritrine considerate a rischio. Nella nuova nota la Soprintendenza invita ulteriormente "nell'ottica della tutela del patrimonio comune, a sospendere e subordinare le previste attività di abbattimento alla redazione di un apposito progetto esecutivo che possa addivenire a soluzioni condivise" per garantire da un lato l'incolumità pubblica e la salvaguardia del bene e, nel contempo, "assicurare in modo programmatico e razionale interventi mirati alla cura e alla manutenzione del verde urbano". Dalla Soprintendenza ricordano al Comune che "i filari e le alberate e gli alberi monumentali assumono rilievo paesaggistico in quanto fortemente caratterizzanti dell'identità dei luoghi, da intendersi come bene comune ed elementi di riferimento della cittadinanza e che, pertanto, la drastica eliminazione dei 36 esemplari, altresì non supportata da alcun progetto, apporterebbe nocumento alla qualità dei luoghi e disagio alla comunità.

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