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Celebrato in Cattedrale il rito di chiusura del Giubileo [FOTO] - Trapani Oggi

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Trapani

Celebrato in Cattedrale il rito di chiusura del Giubileo [FOTO]

13 Novembre 2016 09:18, di Ornella Fulco
Celebrato in Cattedrale il rito di chiusura del Giubileo [FOTO]
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La Porta Santa addobbata come nel giorno dell'apertura, ieri sera alla cattedrale San Lorenzo, per il rito di chiusura del Giubileo della Misericordia voluto da papa Francesco. La cerimonia è stata officiata, a partire dalle 19, dal vescovo Pietro Maria Fragnelli e si è conclusa con il canto del Magnificat e con il dono, ad un'anziana ospite del "Serraino Vulpitta" di Trapani, al cappellano delle monache clarisse di Alcamo e ad un gruppo di detenuti del carcere di Trapani, accompagnati dal comandante della Polizia Penitenziaria Giuseppe Romano, di una croce realizzata con il legno dei barconi del migranti naufragati, nel tempo, a Lampedusa. Un gesto forte voluto dal vescovo dopo aver incontrato nei loro luoghi, durante la settimana, gli anziani, le monache di "Santa Chiara" di Alcamo e i detenuti della Casa Circondariale di Trapani. Il vescovo ha ricordato anche i caduti della strage di Nassirya, di cui ricorreva il tredicesimo anniversario, e ha voluto donare, in segno di vicinanza di tutta la comunità dei fedeli, una ulteriore croce al comandante del Distaccamento del Sesto Reggimento Bersaglieri di Trapani, il colonnello Paolo Mollura. I fanti piumati, tanto cari ai Trapanesi, si trovano attualmente in Iraq, impegnati nella delicata missione di difendere la diga di Mosul, sul fiume Tigri, oggetto di lavori di consolidamento, in un'area teatro dell'offensiva per la liberazione della città dall'Isis. "Mi piace concludere l'anno della misericordia - ha detto monsignor Fragnelli - citando citando il magistrato Rosario Livatino che aveva come motto "sub tutela Dei". Mettiamo ogni giorno della nostra vita, come lui, "sotto la tutela di Dio" praticando il bene. Ogni giorno siamo chiamati a scegliere tra numerose strade e soluzioni qual è il bene e rendere giustizia è già dedizione di sè a Dio, è preghiera. Nessuno è misericordioso se non è anche giusto e non è giusto se non è anche misericordioso". Una Porta Santa che si è chiusa, con la celebrazione di ieri, ma che consegna l'invito, a cristiani e non, a lasciare aperti i cuori: "Quante persone stanche e oppresse incontriamo anche oggi - ha detto ieri papa Francesco - per la strada, negli uffici pubblici, negli ambulatori medici. Lo sguardo di Gesù si posa su ciascuno di quei volti, anche attraverso i nostri occhi. E il nostro cuore com'è? Èmisericordioso? E il nostro modo di pensare e di agire, è inclusivo? Il Vangelo ci chiama a riconoscere nella storia dell’umanità il disegno di una grande opera di inclusione, che, rispettando pienamente la libertà di ogni persona, di ogni comunità, di ogni popolo, chiama tutti a formare una famiglia di fratelli e sorelle, nella giustizia, nella solidarietà e nella pace, e a far parte della Chiesa, che è il corpo di Cristo".

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