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Cronaca
Trapani

Chef contro azienda vinicola, il Tribunale gli dà ragione

12 Settembre 2017 16:08, di Redazione
Chef contro azienda vinicola, il Tribunale gli dà ragione
Cronaca
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La sezione specializzata in materia d'impresa del Tribunale di Catania  è pronunciata a favore dello chef Pino Maggioreche, lo scorso mese di luglio, aveva denunciato l'azienda vinicola "Firriato" per frode e contraffazione di marchio dopo ever scoperto che, sul mercato inglese, veniva distribuito un vino con il logo del suo ristorante, la rinomata "Cantina Siciliana", e il suo nome sull'etichetta. Nel dispositivo della decisione assunta dal giudice Alessandro Laurino si legge che "il quadro probatorio è sufficiente per ritenere verosimilmente provata la violazione del diritto al nome ed al marchio denunciata e la responsabilità dei convenuti nella perpetrazione dell'illecito". Il giudice ha ritenuto superfluo disporre l'interrogatorio dei legali rappresentanti della Firriato e della DirectWines (azienda distributrice) disponendo, per motivi d'urgenza, sei misure cautelari nei loro confronti. La Firriato - con una nota inviata e riportata dall'emittente trapanese "TeleSud" - ha affermato di "avere sempre agito nel rispetto della normativa, nazionale e internazionale, in materia di marchi, confidando, con la massima fiducia, negli accertamenti che l'Autorità Giudiziaria riterrà di condurre, ribadendo la propria certezza che tali verifiche non potranno che confermare l'estraneità da ogni comportamento illecito" e riservandosi di agire in ogni sede a tutela del proprio buon nome. Il giudice del tribunale catanese ha disposto l'inibitoria cautelare della produzione, importazione, esportazione, commercializzazione e pubblicizzazione, in ogni modo e forma, delle bottiglie"; l'ordine di ritiro dal commercio del vino e del relativo materiale pubblicitario, il sequestro dei libri contabili dell'aziende di cui è dimostrato il coinvolgimento e la pubblicazione del provvedimento sull'edizione trapanese del Giornale di Sicilia, oltre che una sanzione pecuniaria qualora venga violato quanto disposto nel procedimento cautelare.

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