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Cisl: "Malattie professionali ancora troppo poco riconosciute"

06 Giugno 2014 17:50, di Ornella Fulco
Cisl: "Malattie professionali ancora troppo poco riconosciute"
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Malattie professionali ancora troppo poco riconosciute. Lo sottolinea la Cisl Palermo Trapani che chiede maggiore sensibilizzazione e collaborazione fra soggetti coinvolti nella tutela dei lavoratori. Ad ammalarsi sono soprattutto i lavoratori del settore industria, sia a Palermo che a Trapani, segue l'artigianato con 27 casi, e il terziario con 20. In tutto nel 2012 sono stati 168 i casi di malattie professionali riconosciute a Palermo e 67 a Trapani. Le denunce sono poche, spesso per disinformazione e anche per il timore, da parte dei lavoratori di possibili conseguenze sul proprio futuro occupazionale. In totale, in Sicilia, i casi riconosciuti sono stati 1.391 contro gli oltre 46 mila in tutto il Paese, un dato che mostra, oltre al basso numero di occupati, dunque, anche la difficoltà di giungere al riconoscimento della malattia e alla denuncia da parte dei lavoratori. Nel 2012 le malattie che hanno colpito di più i lavoratori sono riconducibile a disturbi al sistema osteo-articolare, dei muscoli e del tessuto connettivo, seguono le malattie del sistema nervoso e patologie tumorali. I dati sui casi di malattie professionali a Palermo e Trapani sono stati resi noti oggi dall'Inail durante il seminario organizzato dalla Cisl Palermo Trapani su "Salute e lavoro: il ruolo del sindacato e del patronato" che si è svolto all'Astoria Palace a Palermo. Una occasione per ribadire l'importanza del ruolo del sindacato e del patronato nella tutela del lavoratore, spesso poco informato sui diritti di denuncia delle malattie professionali e per sollecitare una maggiore collaborazione fra gli enti coinvolti in questo percorso, dai medici di base, all'Inail alle stesse aziende e ai datori di lavoro, anch'essi, spesso poco informati sugli obblighi previsti dalla legge in materia di prevenzione e sull'utilizzo dei dispositivi di sicurezza. “Uno dei problemi più evidenti che si riscontrano quando si affronta il tema delle malattie professionali, è il dovere operare con informazioni derivanti da un flusso informativo che non rappresenta le reali condizioni di lavoro – spiega Salvatore Morabito, Segretario provinciale Cisl Palermo Trapani - per questo risulta di primaria importanza potenziare al massimo le capacità di registrazione, elaborazione ed analisi delle informazioni raccolte a partire dai nostri operatori, i rappresentanti di zona che sono a contatto con i lavoratori, sia per individuare sempre più puntualmente fattori di rischio e di esposizione, sia per mettere in campo misure di prevenzione adeguate e mirate”. Mimmo Milazzo, Segretario generale Cisl Palermo Trapani aggiunge “Il nostro impegno è mirato al potenziamento del sistema locale di informazione ed elaborazione del fenomeno della malattie professionali da parte dei vari attori coinvolti: dal dirigente sindacale aziendale, territoriale e di zona, passando per il responsabile Inas l'Istituto nazionale di assistenza sociale della Cisl, per finire all’Inail. Ma serve, appunto, la collaborazione delle istituzioni coinvolte nel processo di tutela del lavoratore, una maggiore informazione e formazione degli stessi datori di lavoro, dei lavoratori, dei funzionari che si occupano della materia, in modo tale da prevenire il rischio di malattie professionali e accelerare anche l'iter di riconoscimento della patologia, da sempre meno riconoscibile rispetto alle conseguenze di un infortunio”. “Spesso il percorso del riconoscimento viene reso difficile dalla mancanza di collaborazione dei datori di lavoro dai quali dobbiamo ottenere i riscontri delle denunce dei lavoratori – spiega Maria Pia Marino, responsabile Funzione lavoratori Inail Sicilia – è necessaria una maggiore informazione e sensibilizzazione sugli obblighi di legge e sui doveri in materia di tutela della salute dei lavoratori e a questo serve la collaborazione con i sindacati e con i patronati”. Informazione e prevenzione sono, dunque, le parole d'ordine. “Da uno studio nazionale emerge che sono i lavoratori stranieri, più che gli italiani, ad essere più informati sulle malattie professionali, le patologie, e i soggetti che devono intervenire per la tutela”, spiega Emanuele Palo, responsabile del Progetto Spis Inas Cisl Sicilia, che prosegue: "Per questo risultano fondamentali progetti come il Spis Inas che ha fra gli obiettivi della attività dell'Istituto, la garanzia che al lavoratori affetto venga riconosciuta massima tutela e assistenza, oltre alla prevenzione, al monitoraggio delle patologie professionali". “L'attenzione del sindacato e dell'Inas sono rivolte al massimo alla presenza dei rischi di malattie professionali – conclude Giorgio Sanzone, direttore Inas - anche perché rispetto all'infortunio che è più evidente e fa più clamore, le malattie professionali rischiano di restare celate dietro la mancanza di informazione da parte del lavoratori o, spesso, dietro la paura di denunciare”.

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