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Cittadini in piazza a Trapani per la crisi dell'aeroporto

27 Marzo 2019 12:08, di Ornella Fulco
Cittadini in piazza a Trapani per la crisi dell'aeroporto
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Cittadini in piazza a Trapani per la crisi dell'aeroporto Trapani ha risposto - ma sempre meno di quanto un tema così scottante richiederebbe  - all'appello degli organizzatori a scendere in piazza per l'aeroporto e la crisi economica che il territorio sta attraversando a causa degli scarsi collegamenti con il resto d'Italia è con l'esteroLa manifestazione, lanciata spontaneamente su Facebook nelle scorse settimane da un gruppo di cittadini  - tra questi i componenti del Comitato per il monitoraggio della aeroporto di Birgi e il presidente della Trapani Film Commission Ivan Ferrandes - è partita con il concentramento dei partecipanti in piazza Vittorio Emanuele e prevedeva anche la chiusura per un'ora dei negozi e delle attività. Poi la sosta davanti al Palazzo del Comune con alcuni interventi. "Il futuro dipende anche da noi - ha detto Fabio Di Bono - non possiamo rassegnarci e restare inerti di fronte a questa situazione. L'isolamento a cui stanno tentando di condannare questo territorio va combattuto, e questo non vale solo per l'aeroporto ma anche per la ferrovia, per i collegamenti con i bus e per il porto. L'unione fa la forza - ha concluso lanciando una stoccata a quei cittadini e a quelle attività che non hanno aderito alla protesta - questa città e questo territorio si devono svegliare! ".
Dalle ore 11 i manifestanti si sono spostati a Marsala dove dalle 9, è in corso, al Complesso San Pietro, il convegno "Infrastrutture nel territorio dell’Area Vasta a 18 mesi dall’approvazione del Piano Regionale dei Trasporti" alla presenza dei tecnici regionali e nazionali della mobilità e delle infrastrutture e dei sindaci delle principali città della Sicilia occidentale per fare il punto sull’attuazione del nuovo piano regionale dei trasporti, indispensabile per lo sviluppo socio-economico di questa parte della Sicilia.
Ad inizio dei lavori è intervenuto il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Raimondo Cerami, che ha sottolineato l'importanza del piano e dei problemi dell’aeroporto trapanese.
Nel suo intervento il sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, ha tracciato la cronistoria della “Area Vasta” - che comprende il territorio da Termini Imerese alla città lilibetana - puntando l’attenzione sulle criticità del sistema di trasporti in questa parte della regione. Il treno che collega la stazione di Marsala con quella di Palermo - ha evidenziato come esempio - impiega lo stesso tempo di diversi anni fa, il porto che, a causa dei fondali, non consente l’attracco a navi che prima vi ormeggiavano per il carico e scarico di merci.
Di Girolamo ha parlato anche della bretella autostradale che, una volta realizzata, consentirà di migliorare considerevolmente la viabilità su gommato del territorio, unendo l'area del Belice con l’aeroporto di Birgi. "Le infrastrutture - ha detto il sindaco di Marsala - sono fondamentali per creare lavoro e sviluppo del territorio. Per questo bisogna continuare a lavorare assieme".
Tra i presenti ci sono anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e quello di Trapani Giacomo Tranchida.
Orlando ha sottolineato, facendo alcuni esempi come il crollo del viadotto Imera non ancora riparato e dei con danni per l’economia di quel territorio, la necessità di fare una seria analisi del sistema dei trasporti in Sicilia. Da Alcamo, ad esempio, non vi sono mezzi di trasporto pubblico che collegano la città con gli aeroporti di Birgi e Punta Raisi. Ha parlator della necessita del doppio binario in tutta la Sicilia e di collegamenti veloci, ha precisato che Palermo ha impiegato 100 milioni di euro per ricapitalizzare la Gesap e ha chiesto che la stessa cosa si faccia anche per l’Airgest. "Se qualcuno pensa che l’aeroporto di Birgi - ha detto - possa continuare ad essere gestito in perdita, sbaglia completamente. Occorre rivalutare quell’aeroporto, su cui non vi è alcun interesse di Gesap, e non farlo funzionare in stato di precarietà". Sull’aerostazione di Palermo ha fatto presente che non verrà mai svenduta a privati e ciò almeno fino a quando sarà lui il sindaco (2022). Orlando si è dichiarato disponibile ad alleggerire il traffico merci nel porto di Palermo trasferendolo su altre stazioni portuali. Ha parlato di elitrasporto e auspicato maggiori collegamenti fra aeroporto e porto. "Tutti - ha detto - abbiamo l’interesse di muoverci assieme nell’interesse della Sicilia occidentale".
Duro l'intervento del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che è apparso deciso sia sulla politica dei trasporti sia su quella turistica. "Trapani - ha detto - ha il 40% dei beni culturali della Sicilia e deve essere adeguatamente servita. Perché non si fanno i due poli previsti dal presidente della Regione? Si deve essere chiari sull’aeroporto di Trapani e si devono dire le cose per come stanno".
Tranchida ha parlato dell’aeroporto di Birgi come il volano di sviluppo più importante del nostro territorio e ha chiesto un incontro urgente con Musumeci sul futuro dello scalo. Al sindaco Orlando ha chiesto che la città metropolitana si faccia promotrice di questo, proprio nell’ottica dell'Area Vasta. Ha ribadito che è necessario creare la destinazione turistica Sicilia occidentale. "Siamo pronti ad uscire dal Distretto turistico - ha detto Tranchida - se ciò non avverrà".
Orlando si è dichiarato d’accordo con Tranchida e ha lamentato l’assenza dell’assessore regionale ai Trasporti ma ha ribadito che Palermo e la Gesap non possono farsi carico del deficit dell’Airgest. Ha annunciato formalmente di essere disponibile a convocare un incontro per risolvere le tematiche di Birgi.
Tranchida gli ha risposto sottolineando che "se la Regione non c’è ci sono i Comuni" e che se questi si consociano, per la Sicilia non potranno che esserci frutti positivi.
Il sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, sottolineato che "non vi è una lotta fratricida fra i due aeroporti di Trapani e Palermo"

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