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Colombaia, ci si interroga sul suo futuro

30 Ottobre 2014 16:25, di Ornella Fulco
Colombaia, ci si interroga sul suo futuro
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Il presidente dell'associazione "Salviamo la Colombaia", Luigi Bruno, torna a sollecitare, con una lettera indirizzata ai competenti vertici regionali, la costituzione di un tavolo tecnico di lavoro che si occupi di definire le procedure per la gestione del castello della Colombaia, per la creazione di un passaggio pedonale che colleghi l'isolotto su cui sorge con la terraferma, e per la sua ristrutturazione definitiva. Già con una nota dello scorso 14 giugno veniva chiesto alla Regione di "conoscere quali avrebbero potuto essere le modalità per sbloccare un iter particolarmente farraginoso" ma, dopo quattro mesi, non è stato dato alcun riscontro "ad una semplice richiesta che avrebbe potuto soddisfare le esigenze dei cittadini trapanesi nonché quelle di una associazione che lavora da ben dodici anni per la tutela della Colombaia". L'associazione "Salviamo la Colombaia" sottolinea che, allo stato attuale, "non si parla di ristrutturazione definitiva (fondi UE 2014/2020), non si parla di una seria progettualità per l’uso che se ne dovrà fare, non si parla di passaggio pedonale, non si parla di una gestione che prima di tutto eviti i vandalismi e poi consenta un flusso turistico di tutto rispetto". "Siamo entrati - prosegue Bruno - nel limbo delle autorizzazioni, dei permessi e di quant’altro necessario per dare vitalità ad un sito che non riesce a decollare. Cosa l'Assessorato ai Beni culturali cosa intende fare della Colombaia?". Il presidente si chiede perchè "nelle more della ristrutturazione definitiva, di la da venire, non assegnarne la gestione a chi può mantenerla fruibile per dare la possibilità a cittadini, turisti e studiosi di visitarla e per ottenere un castello aperto a tutti?". Sempre sul tema dello stato attuale della Colombaia è giunta alla nostra redazione la "lettera aperta" di un cittadino, Agostino Panitteri, di cui pubblichiamo ampi stralci. "Desidero raccontarvi - scrive il nostro lettore - che quando ero bambino chiedevo a mia madre cosa fosse quella torre in mezzo al mare. Lei cominciava a narrarmi di Amilcare Barca e delle guerre puniche ed è riuscita tanto ad appassionarmi, che nel tempo, ho conservato la passione per questo monumento, seguendone le varie vicende, quando nel 1965 venne completamente chiuso ai nostri giorni, quando qualcuno si è deciso che era tempo di fare dei lavori di messa in sicurezza. Francamente ho plaudito molto - prosegue Panitteri - e credo che la stessa cosa sia avvenuta per molti trapanesi, amanti della propria terra. In questi lavori addirittura è stato progettato un impianto d’illuminazione, senza costi aggiuntivi di bolletta per i trapanesi, perché il tutto alimentato dalle così dette energie alternative, e allo stesso tempo pulite. Devo dirvi che splendore, vedere questo monumento, la sera e la mattina presto, illuminato". "Da un po’ di tempo - si legge ancora nella lettera - io che tutte le sere e le mattine davo un’occhiata, mi sono accorto che adesso "IL FARO" è spento, come mai? L’illuminazione è alimentata con energia eolica o fotovoltaica, e le fonti, il sole e il vento, sono eventi che non mancano mai dalle nostre parti, e allora? Vuoi vedere che nel progettare tale impianto si sia fatto troppa economia, e quindi, sia i pannelli sia i totem non sono sufficienti? Oppure un errore di progettazione? Diceva un politico che a pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci si indovina. Con molta franchezza vorrei aver fatto solo peccato, poiché spero che La Colombaia ritorni a essere illuminata". "Illuminata, non solo con le lampade - conclude il nostro lettore - ma dandone una destinazione d’uso, in modo che possa essere il nostro biglietto da visita per attirare ancora più turisti, questo significa creare posti di lavoro, e di questi tempi, sarebbe davvero, una manna dal cielo".

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