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Conclusi i Misteri, il vescovo Fragnelli affida all'Addolorata gli "ultimi" della città - Trapani Oggi

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Trapani

Conclusi i Misteri, il vescovo Fragnelli affida all'Addolorata gli "ultimi" della città

04 Aprile 2015 16:54, di Ornella Fulco
Conclusi i Misteri, il vescovo Fragnelli affida all'Addolorata gli "ultimi" della città
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Un’invocazione per gli ammalati, le famiglie, i giovani, i disoccupati, i poveri, le vittime della mafia, gli immigrati sfruttati e le prostitute schiavizzate, così si è conclusa, oggi pomeriggio, alle 15.30, la processione dei Misteri. Il vescovo Pietro Maria Fragnelli ha consegnato i tanti “silenzi” dei “crocifissi" della città di Trapani alla Madonna Addolorata nel corso della tradizionale preghiera prima che il simulacro rientrasse nella chiesa del Purgatorio dove già avevano fatto ritorno tutti i Sacri Gruppi dei Misteri. Un’invocazione alla Madonna, quella di monsignor Fragnelli, che è partita dalla profezia del Sabato Santo, giorno del grande silenzio. “Ho domandato al popolo di Trapani: quali sono i tuoi silenzi che vorresti consegnare all’Addolorata? Oggi Gesù ci consegna il suo silenzio, il silenzio della sua Passione, il silenzio della Croce, il silenzio della fredda tomba. A questi tuoi silenzi, o Signore, uniamo i silenzi della nostra umanità sofferente e fragile, delle nostre difficoltà e divisioni quotidiane. Ti offriamo - ha proseguito il vescovo - il silenzio e il dolore delle tante vittime sul lavoro e dei loro familiari, affinché si creino le condizioni per creare delle condizioni di lavoro più sicure che promuovano la dignità dei lavoratori e delle imprese; ti offriamo, o Signore, il silenzio di quanti si dedicano alla cosa pubblica perché non cedano alle lusinghe del potere e alle logiche clientelari, ma con competenza e con lealtà possano servire il bene comune nella logica del Vangelo; ti vogliamo offrire il silenzio di quanti avendo perso il posto di lavoro si sono ritrovati smarriti, disorientati, delusi, perché non cedano allo sconforto. O Signore Gesù fissa il Tuo sguardo sulle vittime della mafia, sui volti, nomi, storie di papà, mamme, fratelli e sorelle, nonni e nonne, di tutti coloro che in nome della libertà e della giustizia, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno offerto la propria vita". "Madre Addolorata – ha continuato Fragnelli - al tuo cuore di mamma, oggi, consegno i 'crocifissi' della nostra città. Veglia sui nostri quartieri popolari privi di servizi, conforta le persone oneste che non arrivano alla fine del mese. Prega per i tanti delinquenti che fanno il male perché non sono stati mai amati a sufficienza. Gesù in croce ti dà per figlia la nostra città di Trapani, sii tu la madre nostra: delle prostitute schiavizzate sul nostro lungomare, degli immigrati sfruttati nelle nostre campagne, dei vecchi abbandonati dai parenti. Madre, ecco il tuo figlio! Figlio, ecco la tua madre! Il grido dei nostri poveri, dei nostri barboni, di coloro a cui nessuno fa mai una carezza è il grido di Tuo Figlio. Le piaghe del nostro popolo sono quelle di Gesù. Nel nostro dolore, Lui, continua a dire: “Ho sete!”. Madre di tutti - ha concluso il vescovo - implora per noi trapanesi il dono di una vita cristiana pasquale, perché sorgano tra noi uomini nuovi, capaci di scendere negli inferni della nostra città per annunciarvi la Speranza del Signore Risorto". “A conclusione della processione – ha detto alla fine - come vescovo sento di ringraziare il popolo trapanese, che nonostante il fatto di essere stato impedito dal partecipare a momenti importanti della processione, si è mantenuto fedele. A questo popolo bisogna chiedere scusa per i ritardi che hanno messo in difficoltà tutti".

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