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Concorso docenti, la protesta dei non vedenti

18 Dicembre 2012 09:00, di Salvatore Morselli
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Dopo la nota di Santo Graziano, docente non vedente in quiescenza, che aveva manifestato la sua protesta lamentando la la mancanza di una adeguata pia...

Dopo la nota di Santo Graziano, docente non vedente in quiescenza, che aveva manifestato la sua protesta lamentando la la mancanza di una adeguata piattaforma informatica che consentisse loro di interfacciarsi con il sito del Ministero per l'Istruzione e prepararsi adeguatamente alle prove, nota che era stata inviata anche al Preisidente della Repubblica, un gruppo di insegnanti non vedenti lamenta anche la scarsa attenzione della stessa Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, organismo storico di tutela della categoria. Lo hanno fatto con un documento, che oltre alla firma di Santo Graziano vede in calce anche altre quattro firmatari Antonino Ciaravolo (candidato non vedente al concorso) di Vita (TP); Patrizia Arrigoni (docente non vedente in quiescenza) Villa D'Almè (BG) Francesco Fratta, docente (non vedente in pensione) Pinerolo (TO), consigliere provinciale uici (torino) Antonio Bartolozzi, docente a tempo indeterminato di italiano e storia all'I T C Pacinotti di Pisa, candidato al concorso per la classe a037, filosofia e storia nei licei. Nella nota è scritto " Il mese di dicembre è sempre carico di belle e buone promesse.In apertura, il giorno 3, abbiamo la giornata internazionale dei disabili a favore dei quali tutti si sperticano; dopo appena 10 giorni… arriva la giornata nazionale del cieco… Ancora sperticate a iosa; quindi Natale, in occasione del quale siamo tutti più buoni verso tutti, soprattutto, ovviamente, versoi deboli in senso economico e sociale.Infatti giorni fa uno dei sottoscrittori di questa nota ha inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una lettera con la quale lo informava delle discriminazioni a carico dei candidati non vedenti, ipovedenti o comunque con gravi difficoltà di lettura presenti nelle prove preselettive del concorso a 11.500 cattedre che avranno luogo nei giorni 17 e 18 dicembre prossimi. Ciò peraltro in contrasto con l’articolo 5 della legge 4/2004 (legge Stanca).Dopo un paio di giorni copia di tale lettera è stata diramata alle agenzie di stampa; ma solo qualche giornale trapanese on line ne ha dato notizia. Al link seguente se ne trova il testo integrale: http://www.spazioausili.net/blog/santo-graziano/lettera-al-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano-santo-graziano Contemporaneamente all’iniziativa citata, il Professor Luciano Paschetta, responsabile operativo della commissione nazionale istruzione dell’U. I. C.,informava della cosa,se pur in via informale, il Dott. Paolo Mazzoli, capo di gabinetto del sottosegretario del MIUR Marco Rossi-Doria.Dal Quirinale non è ancora giunta alcuna nota. L’Unione Italiana Ciechi, invece, pochi giorni fa diramava sul proprio sito la circolare n° 320 nella qualeriportava anche il testo del comunicato del dott. Paolo Mazzoli capo di gabinetto del Sottosegretario Marco Rossi-Doria. Questo il link relativo alla detta circolare: http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/TestoCirc.asp? id=4340 L’Associazione dei ciechi in sostanza si defila affermando che i propri uffici non sono stati informati tempestivamente delle difficoltà da parte dei candidati…Scaricando così la responsabilità su questi ultimi.Da parte sua il comunicato del capo di gabinetto del sottosegretario si limita ad affermare che i candidati nel periodo di preparazione alla prova possono avvalersi di un tutor personale per accedere alla piattaforma; aggiunge poi che in occasione delle prove saranno affiancati da un tutor, e che "vi saranno conseguenti adattamenti delle modalità di effettuazione della prova".Troviamo quanto meno scandalosa questa circolare dell'Unione Italiana Ciechi: imputare ai candidati di non essersi fatti vivi "presso i nostri uffici".Il presidente Nazionale dell’U. I. C. non si chiede come mai i candidati non si siano rivolti ai suoi macchinosissimi uffici: potrebbero non averne avuto il tempo o gli stessi non suscitano fiducia in risposte attendibili.A parere degli scriventi sarebbe stato compito degli uffici associativi vigilare sull'accessibilità delle prove concorsuali e della loro conformità alle leggi della Repubblica (Legge 4/2004) a tutela degli interessi morali e materiali appunto dei ciechi. L’U. I. C. rivendica pubblici contributi in sede locale e nazionale, pretende di detenere la titolarità della tutela degli interessi morali e materiali dei ciechi (decreto legislativo 26 settembre 1947 N° 1047), ma non tiene conto del fatto che quella titolarità non può essere solo un diritto, ma impone dei doveri ai quali di fatto, nella circostanza in parola, l'associazione si è sottratta; e ciò è assai grave. Ci chiediamo inoltre cosa rappresenti il comunicato del MIUR riportato nella citata circolare.Con lo stesso si autorizzano i candidati ad avvalersi di un "tutor" durante le esercitazioni... e se non l'avesse scritto l’estensore del predetto comunicato,cosa sarebbe accaduto? il candidato che se ne sarebbe avvalso, sarebbe incorso in una contravvenzione o il predetto autore pensa che i ciechi non sappiano che allorché non possano compiere un'operazione in autonomia devono ricorrere all’aiuto di una persona?... In sostanza, vuole essere un'autorizzazione o un consiglio?In secondo luogo, che i candidati possano avvalersi di un "tutor" durante l'espletamento delle prove non è certo una novità. Si è sempre fatto così. Forse che non è già previsto per legge? Ciò peraltro stride con il fatto che il candidato nell’inoltrare istanza di partecipazione deve indicare le eventuali disabilità, e le tecnologie cui farà ricorso, se ha necessità di tutor, e la richiesta di eventuali tempi aggiuntivi (legge 104/92). sta dando dell'ignorante ai candidati non vedenti pensando che non siano a conoscenza di queste norme, alle quali però si sono attenuti nell’inoltrare l’istanza di partecipazione al concorso?Lo stesso omette di chiarire cosa significhi "conseguenti adattamenti delle modalità di effettuazione della prova". Noi al momento immaginiamo che si tratti di lettura del testo delle prove da parte di un tutor e trascrizione da parte del medesimo delle risposte dietro dettatura del candidato. Assolutamente insufficienti vista la modalità delle prove come detto nella lettera al Capo dello Stato. Semmai non vengono definite le competenze del "tutor" a svolgere la funzione cui è chiamato, visto che esistono dei precedenti nei quali l’inadeguatezza di chi ha ricoperto questo ruolo ha danneggiato il candidato non vedente. Mentre L’Unione Italiana Ciechi tace sulla vicenda, ci chiediamo come mai la stessa non si sia ancora dichiarata pronta a promuovere i ricorsi dei candidati che non dovessero superare questa prova. O forse lo sappiamo: questi sono atteggiamenti estremistici, che non portano potere e soldi a chi comanda in associazione".

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