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Confiscati beni per 1 milione di euro a cognato e nipoti di Matteo Messina Denaro - Trapani Oggi

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Cronaca
Castelvetrano

Confiscati beni per 1 milione di euro a cognato e nipoti di Matteo Messina Denaro

16 Aprile 2016 12:29, di Ornella Fulco
Confiscati beni per 1 milione di euro a cognato e nipoti di Matteo Messina Denaro
Cronaca
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Beni, per un valore complessivo stimato di un milione di euro sono stati confiscati a Filippo, Francesco e Maria Guttadauro, rispettivamente cognato e nipoti del boss latitante Matteo Messina Denaro. I tre, attualmente, si trovano in carcere. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Trapani lo scorso 2 marzo. Le operazioni di acquisizione al patrimonio dello Stato sono state completate stamane dagli uomini della Questura di Trapani e riguardano un bene immobile, rapporti bancari e società. Il procedimento di prevenzione, attivato su proposta del Questore di Trapani nel luglio 2013, scaturisce dalle indagini, eseguite dalla Divisione Anticrimine della Questura e dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trapani, su una operazione di interposizione fittizia attraverso la quale i titolari del gruppo imprenditoriale “Niceta” di Palermo - che opera nel settore della commercializzazione di abbigliamento, calzature, preziosi e pelletteria - avevano assunto un ruolo strumentale in favore del vertice di Cosa Nostra nella Sicilia occidentale, rappresentando occultamente, in provincia di Trapani, gli interessi economici di esponenti di primo piano del mandamento mafioso di Castelvetrano. I Niceta, insomma, avrebbero fatto da paravento a Filippo Guttadauro - marito di Rosalia Messina Denaro - per consentirgli di aprire i due negozi da affidare ai figli Francesco e Maria per evitare provvedimenti di sottrazione. L'affare si era concretizzato quando Filippo Guttadauro si trovava già in carcere con l'accusa di essere il "portavoce" del cognato nei rapporti con il boss Bernardo Provenzano. Nello specifico, i Niceta gestivano i punti vendita "Blue Spirit" e "Niceta Oggi" presso il centro commerciale “Belicittà”, allora di proprietà di Giuseppe Grigoli. Attraverso quest'ultimo e il suo Gruppo 6Gdo il boss latitante controllava la grande distribuzione alimentare in tutta la Sicilia. Nei confronti di Massimo, Piero e Olimpia Niceta è stato avviato un analogo procedimento di prevenzione da parte della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo.

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