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Congresso Cisl Palermo Trapani

08 Marzo 2013 12:06, di Niki Mazzara
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La crisi di Palermo e Trapani, registra numeri impietosi, il Pil a Palermo dal 2008 al 2012 è calato dell'8,2%, a Trapani sono ben quasi 3mila le azie...

La crisi di Palermo e Trapani, registra numeri impietosi, il Pil a Palermo dal 2008 al 2012 è calato dell'8,2%, a Trapani sono ben quasi 3mila le aziende cessate negli ultimi tre anni, “la situazione occupazionale è di grande preoccupazione ed allarme sociale, a Palermo, su una popolazione che tra il 2007 e il 2011 è cresciuta di 3.065 abitanti, gli occupati sono scesi del 27% ed il tasso di disoccupazione si è attestato al 16%, è davvero ora di fare qualcosa il territorio sta morendo”. E' questa in sintesi la denuncia della Cisl territoriale di Palermo e Trapani che ha aperto il congresso che si chiuderà domani all'elezione dell'unico Segretario Cisl Palermo - Trapani alla presenza del Segretario Generale Raffaele Bonanni e dei 248 delegati. Parte così la rivoluzione voluta dal sindacato, una 'svolta storica' che vede l'accorpamento delle Ust che da 9 passano a cinque. Palermo e Trapani avranno un unico Segretario, tutto nell'ottica della razionalizzazione del gruppo dirigente di vertice per potenziare la presenza sul territorio dei rappresentanti con le unioni sindacali zonali. Con la nuova organizzazione del sindacato, infatti verranno attivate le unioni sindacali zonali, che per dimensioni , continuità territoriale, omogeneità economica e produttiva consentiranno una presenza continua e capillare dei rappresentanti della Cisl. Saranno valorizzati i presidi esistenti e laddove possibile sarà attivato un nuovo presidio per potenziare la presenza del sindacato sul territorio, con servizi ai cittadini, l'assistenza dei lavoratori nelle vertenze più difficili. Maggiore ruolo sarà assegnato alle Rsa, Rsu e alle altre leghe. A Trapani come emerge dal congresso, la situazione è di allarme. Il territorio soffre della mancanza delle grandi industrie, sono andate perse ben 3mila imprese, la disoccupazione nel 2011 è stata attorno al 13% ancor più alta nel 2012, solo al 42% il tasso di occupazione (dai 15 ai 64 anni), il tessuto imprenditoriale è composto da sole aziende a conduzione familiare, ormai tutte in crisi. La cassa integrazione ha raggiunto quote preoccupanti nel 2012 ben oltre 664 mila fra straordinaria e in deroga, l’unico modo per rilanciare l’economia, secondo la Cisl, “è contrastare l’economia sommersa basata sull’illegalità, valorizzare il turismo, i prodotti agricoli per puntare sulla loro commercializzazione all’estero”. Uno dei settori principali è anche uno di quello che soffre di più, l'edilizia. In due anni il comparto edile nel territorio trapanese ha fatto registrare un calo occupazionale del 40% e un calo delle gare espletate del 58% sempre negli ultimi due anni. A questi dati vanno aggiunti i tanti lavoratori sfruttati e utilizzati in varie forme di lavoro nero e irregolare. “Serve- secondo la Cisl - un patto tra parti sociali ed associazioni datoriali del comparto edile per stilare un pianto straordinario che rilanci l’edilizia e le infrastrutture”. Proprio su quest'ultimo punto, infrastrutture, denuncia la Cisl “fra carenza di treni, scarsi collegamenti, infrastrutture risalenti agli anni '70, un servizio dei pullman insufficiente, un infrastruttura portuale praticamente non utilizzata, urge avviare un tavolo di confronto che stili un piano della mobilità della Provincia di Trapani ma anche di tutta la fascia di comuni ad ovest di Palermo, un sistema integrato ferrovie pullman, che colleghi gli aeroporti di Palermo e Trapani con le località balneari della zona, su tutte San Vito Lo Capo” . Infine, ha ribadito la Cisl , “le istituzioni regionali devono impegnarsi per rilanciare il settore della pesca in crisi, una delle fonti principali dell'economia trapanese, il turismo grande risorsa per il territorio, e il settore agroalimentare con il recupero dei territori montani e rurali dell’entroterra della provincia considerati purtroppo 'aree marginali' che potrebbero diventare, invece, foriere di attività ad alto valore aggiunto per favorire così un nuovo sviluppo territoriale”. Durante la sua relazione il Segretario della Cisl di Palermo Milazzo, ha fatto il punto della situazione della situazione economica e delle principali vertenze ancora da risolvere nel territorio di Palermo. I dati che emergono dall’analisi del Centro Studi di Confcommercio “confermano, purtroppo, la drammaticità, la profondità e la durata della crisi in cui ci troviamo, una crisi - ha aggiunto Milazzo - che ha colpito e che continua a colpire, indistintamente, tutti i settori e tutti i territori senza fare sconti a nessuno”. “Rischiano di sparire dal nostro tessuto produttivo altre 8.219 imprese, poco più del 10% delle imprese attive, che si aggiungeranno a quelle che hanno già chiuso i battenti , 1.369, e a quelle che hanno già portato i libri in tribunale 95, il 2% in più rispetto al 2011, dato in assoluto peggiore dal 2009”. Da qui la necessità ha ribadito il sindacato riunito in congresso di avviare una seria politica economica e industriale che incentivi il tessuto economico alla ripresa. “Bisogna prima di tutto avviare una azione di promozione del territorio mediante marchi, campagne pubblicitarie, organizzazione di fiere, mostre, eventi, creare strutture in grado di accogliere gli operatori economici come ad esempio lo spazio della Fiera del Mediterraneo, sviluppando il turismo congressuale dotando Palermo di un centro congressi, avviare un monitoraggio delle esigenze dei settori e delle imprese chiave del territorio; nelle imprese già esistenti l’attenzione massima deve essere rivolta alla fidelizzazione dei clienti già acquisiti”. Le piccole e medie imprese palermitane rappresentano per numero di addetti circa 200 mila famiglie. “Grazie a queste 16% dei palermitani ha un lavoro, ma questo oggi è messo a rischio da una situazione drammatica, che tuttavia sembra finora lasciare indifferente, se non a parole, la classe politica. Non c’è più tempo, bisogna affrontare subito i problemi”. “Quella palermitana è una economia che si sgretola giorno dopo giorno, in tutti i settori dal metalmeccanico al commercio, dall’agroalimentare all’edilizia, dal tessile ai servizi. Un terremoto socio-economico che non si arresta e così dopo i grandi nomi dell’industria Fiat, Keller, Cantieri Navali” , ha spiegato Milazzo che è tornato a chiedere : “Serve un patto forte, fra imprenditoria, governo nazionale, regionale, amministrazione comunale e parti sociali per la rinascita di Palermo, e rilanciamo la nostra proposta di una legge speciale per Palermo, gravemente colpita dalla crisi, che rilanci e acceleri la realizzazione delle principali infrastrutture dopo il tram pare quasi pronto al via, incentivi con misure fiscali e procedure più snelle gli imprenditori intenzionati ad investire e che punti su settori che possono essere strategici per la città come, ad esempio, il turismo congressuale”. Infine la preoccupazione sull'allarme lanciato dall’Anci-Sicilia sul rischio dissesto dei comuni. “Il rischio concreto è l’interruzione dei servizi pubblici essenziali con disagi nei confronti della parte più debole della popolazione, occorre immediatamente liberalizzare le risorse bloccate da regole disincentivanti come il patto di stabilità, ridefinire le politiche fiscali per trasferire l’incidenza tributaria dalla fase della produzione a quella della circolazione degli immobili, rimodulare le misure fiscali che in atto privilegiano l’investimento mobiliare rispetto a quello immobiliare, ridare equità dando certezza ai tempi di pagamento, riportare le banche al loro ruolo storico di partner degli operatori e delle famiglie”. Angela Di Marzo

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