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Contrabbando di sigarette. Sgominate due organizzazioni tra Trapani la Tunisia e Palermo [VIDEO] - Trapani Oggi

Trapani | Cronaca

Contrabbando di sigarette. Sgominate due organizzazioni tra Trapani la Tunisia e Palermo [VIDEO]

30 Novembre 2021 07:52, di Laura Spanò
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L'operazione è frutto di due anni di indagine della Guardia di Finanza

Sono 13 le persone fermate, dalla Guardia di finanza di Palermo, su ordine della Procura europea (Eppo, European Public Prosecutor’s Office). Individuate e sgominate due organizzazioni criminali in affari fra loro. Dopo due anni di indagini inferto un duro colpo al contrabbando di sigarette fra la Tunisia e la Sicilia. 
Le due organizzazioni
La prima organizzazione operava tra la provincia di Trapani e la Tunisia. Secondo gli investigatori aveva il compito di reperire le sigarette di contrabbando e poi di organzzare le spedizioni via mare dalle coste africane fino alla Sicilia. La seconda organizzazione, operava in provincia di Palermo, si occupava di acquistare all’ingrosso le sigarette arrivate illecitamente in Italia per poi destinarle al mercato del capoluogo siciliano.
Si tratta del primo provvedimento cautelare personale emesso dall’ufficio italiano della Procura europea, che ha anche disposto il sequestro preventivo d’urgenza di un’imbarcazione, auto e moto riconducibili ai 13 indagati, valore complessivo circa 150.000 euro.

Sei fermati avevano il reddito di cittadinanza
Nel corso delle indagini, è emerso che sei dei fermati sono percettori del reddito di cittadinanza,  che – come previsto dalla legge in questi casi - sarà immediatamente sospeso.

I nomi degli indagati 
Queste le persone coinvolte nell’indagine sul maxi contrabbando di sigarette tra l’Africa e la Sicilia: Antonino Lo Nardo, 46 anni, Giulio Di Maio, 35 anni, Fabio Bruno, 29 anni, sottoposti a fermo. Indagati Giosafat Bruno, 31 anni, Calogero Stassi, 28 anni. e Alfredo Caruso, 37 anni. Gli arrestati nell’organizzazione transnazionale: Walid Mirghli, nato in Tunisia, 34 anni, residente a Mazara del Vallo; Samir Kacem, 57 anni, nato in Tunisia, residente a Mazara del Vallo; Said Hamza, 32 anni, nato in Tunisia, residente a Mazara del Vallo; Mehdi Ammari, 43 anni, nato in Tunisia, residente a Campobello di Mazara; Bartolomeo Bertuglia, 53 anni, Campobello di Mazara; Francesco Bertuglia, 56 anni, Campobello di Mazara (Tp); Vito Agnello, 53 anni, Castelvetrano; Giuseppe Licata, 55 anni, Campobello di Mazara (Tp); Ahmed Zaabi, 43 anni, nato in Tunisia; Hassen Mohamed Hamza, 44 anni, nato in Tunisia. Indagato: Mohamed Baili, 56 anni, nato in Tunisia residente a Mazara del Vallo.

Le indagini i luoghi degli sbarchi e dello stoccaggio Le indagini, avviate nell’estate del 2019, hanno consentito di rilevare la recrudescenza del fenomeno del contrabbando di tabacchi lavorati esteri (t.l.e.) via mare, attuato attraverso l’invio di imbarcazioni provenienti dal nord Africa (cc.dd. “navi madri”) che, al limite delle acque territoriali nazionali, si incontrano con natanti di piccole dimensioni provenienti dall’Italia (cc.dd. “barchini”) sui quali vengono trasbordate le casse di sigarette. Parallelamente, gli specialisti del GICO hanno proceduto a valorizzare in chiave patrimoniale gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, attraverso l’esame, il confronto e l’incrocio di informazioni economico- finanziarie ottenute tramite le varie banche dati in uso al Corpo – tra cui il noto applicativo MOLECOLA - accertando l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità degli indagati e i redditi dichiarati.

Le aree risultate maggiormente interessate agli sbarchi sono state il trapanese, principalmente Mazara del Vallo, Marsala e Campobello di Mazara, ma alcuni eventi sono stati registrati anche nel siracusano. Le sigarette, ove non intercettate dagli interventi repressivi dei finanzieri, una volta approdate sulla costa venivano stoccate in magazzini nella disponibilità degli indagati nel territorio mazarese, da dove – come testimoniato dai riscontri investigativi eseguiti – si rifornivano i componenti dell’organizzazione palermitana.

I sequestri Nei circa due anni di investigazioni, il GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, grazie al costante scambio informativo con il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza e con l’indispensabile supporto della componente aeronavale (Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare), ha intercettato numerose spedizioni illecite, arrestando in flagranza di reato 36 contrabbandieri (per cui si è proceduto separatamente) e riuscendo a sequestrare complessivamente:
• 23 tonnellate di sigarette (principalmente con marca Oris, Royal, Pine, Time), che non possono essere vendute in Italia in quanto non conformi ai parametri di produzione e commercializzazione previsti dalla normativa
europea;
• 10 imbarcazioni (4 pescherecci e 6 motoscafi veloci), del valore di circa 500.000 euro;
• 170.000 euro in contanti.

Se immesse sul mercato, le sigarette di contrabbando avrebbero fruttato introiti illeciti per 3,5 milioni di euro, generando un danno per le casse dell’Unione Europea e dell’erario nazionale per oltre 6 milioni di euro. Proprio in ragione della grave lesione accertata al bilancio unionale, le indagini sono state avocate dalla Procura Europea, istituzione operativa dal giugno scorso che ha proprio l’obiettivo di perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE, ma anche per la salute dei cittadini.

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