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Convegno di Sos Dislessia: superare le "etichette" e lavorare per inclusione degli alunni

06 Ottobre 2016 19:56, di Niki
Convegno di Sos Dislessia: superare le "etichette" e lavorare per inclusione degli alunni
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"Dalle etichette diagnostiche all’inclusione: un modello di didattica che fa bene a docenti ed alunni" questo il tema del 1° Convegno regionale di "SOS Dislessia" svoltosi sabato scorso a Trapani presso il Consorzio Universitario. Insegnanti, tecnici del settore, medici e famiglie si sono riuniti per assistere a un evento unico, data la rilevanza dei relatori e l’argomento di largo interesse. Se da un lato ci sono bambini e ragazzi che richiedono Bisogni Educativi Speciali, dall’altro c’è una scuola che non sempre è capace di trovare soluzioni, che si mostra inadeguata e non sta al passo con i tempi, restia al cambiamento. Gli allievi con Disturbi Specifici di Apprendimento hanno “rotto l’equilibrio precario in cui versava la scuola da decenni” - come scrive nel suo libro “Tutta un’altra scuola” Giacomo Stella, professore ordinario di Psicologia Clinica al Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia e fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia, nonché supervisore scientifico della rete SOS Dislessia.. Ha introdotto i lavori Giuseppe D’Ales, logopedista, che ha illustrato l'attività del nuovo Centro SOS Dislessia di Trapani che supporta bambini e adolescenti con BES attraverso un doposcuola specialistico per il metodo di studio e l’autonomia. Si è parlato anche di riconoscimento e diagnosi dei DSA, del possibile intervento del doposcuola specialistico e della normativa a cui riferirsi con Guido Dell’Acqua, rappresentante del MIUR, Giuseppe Rizzuto, medico e direttore sanitario dei Centri SOS Dislessia siciliani, Monica Ciaramitaro, logopedista, Sergio Messina, neuropsichiatra infantile, e Donatella Capotumino, formatore AID Palermo. E' stata anche sottolineato che, soprattutto nella scuola, non ci si dovrebbe basare sulla classificazione per etichette diagnostiche o per acronimi (come DSA, ADHD o BES), ma pensare ad un “capovolgimento” della struttura della classe e delle metodologie, una tra tutte, la "flipped classroom". Salvatore Giuliano, dirigente dell’ITIS “Ettore Majorana” di Brindisi ha adottato questa metodologia nella sua scuola, ottenendo risultati positivi per ciò che concerne il successo formativo degli alunni frequentanti. Nei video mostrati gli alunni lavoravano seguendo un metodo collaborativo e cooperativo con l’utilizzo di nuove tecnologie. Il messaggio venuto fuori dal Convegno è quello che "annullare le differenze, nel rispetto di ogni stile di apprendimento, ricercare e sperimentare scelte didattiche efficaci e, al tempo stesso, motivanti per gli allievi è la vera sfida" non semplice da attuare, tenendo conto delle carenze finanziarie nell’organico del personale e dello stato di numerosi edifici scolastici. A concludere i lavori è stata la lectio magistralis del professore Stella ha rappresentato un momento di profonda riflessione per tutti i presenti: la scuola può essere un’autentica comunità educante solo se è capace di superare la paura del cambiamento, perché ciò porterebbe alla costituzione di una società di persone consapevoli e libere.

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