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Cronaca
Alcamo

Corruzione, quattro arresti della Guardia di Finanza: c'è anche il capo del Genio civile di Trapani [VIDEO]

27 Novembre 2018 08:17, di Ornella Fulco
Corruzione, quattro arresti della Guardia di Finanza: c'è anche il capo del Genio civile di Trapani [VIDEO]
Cronaca
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Corruzione, per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso materiale ed ideologico commesso da pubblici ufficiali in atti pubblici e violazioni alla normativa in materia di appalti pubblici.  Queste le accuse secondo le quali i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Alcamo hanno eseguito stamane quattro ordinanze di misure cautelari: agli arresti domiciliari sono finiti il capo del Genio Civile di Trapani, l'ingegnere Giuseppe Pirrello, Simone Cusumano; dirigente del Comune di Castellammare del Golfo e due imprenditori.
L'indagine della Procura della Repubblica di Trapani, che riguarda in totale 30 persone, indagate nell’ambito di due distinti procedimenti penali tra loro collegati, ha permesso di portare alla luce un sistema finalizzato ad assicurare indebite agevolazioni a numerosi privati e imprenditori in relazione agli adempimenti in materia di edilizia privata e pubblica di competenza del Genio Civile e all’affidamento di lavori pubblici.
Una prima attività di indagine ha individuato come fulcro del sistema la figura dell’ingegnere capo del Genio Civile di Trapani che - secondo gli inquirenti - attraverso lo studio tecnico formalmente intestato al figlio, curava in prima persona numerose pratiche destinate ad essere trattate per competenza dall’Ufficio da lui diretto, assicurando un trattamento di favore ai suoi clienti con la complicità di alcuni dipendenti dello stesso ufficio e di alcuni liberi professionisti.Pirrello avrebbe, nel tempo, creato una propria personale posizione di potere - basata su di una rete di relazioni interpersonali con professionisti, funzionari pubblici locali e regionali, uffici tecnici comunali e imprenditori - che avrebbe inciso sulla funzionalità e sulla trasparenza dell’ufficio pubblico da lui diretto.
Il sistema clientelare creato ha comportato che molte delle pratiche dirette all’ufficio del Genio Civile di Trapani passassero dallo studio tecnico del figlio dell’ingegnere capo, grazie all’opera di un compiacente gruppo di ingegneri, architetti e geometri interessati a favorire i loro clienti e loro stessi negli adempimenti relativi a manufatti e strutture di cemento armato, a discapito degli altri professionisti dello stesso settore.
Questo modus operandi ha permesso - secondo gli inquirenti - di condizionare illecitamente anche i tempi di trattazione delle pratiche presso il Genio Civile, consentendo agli imprenditori e privati cittadini che transitavano dallo studio tecnico di ottenere più velocemente la definizione delle pratiche attraverso la predisposizione e il deposito di atti falsi, come relazioni di collaudo effettuate solo sulla carta e non realmente.
Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali sarebbe emerso che i privati e gli imprenditori agevolati, spesso con la complice mediazione dei professionisti, ripagavano i servizi illeciti ottenuti con la promessa e la consegna di denaro contante o con altre utilità.
In un caso i finanzieri riferiscono di aver accertato che, in cambio di affidamenti diretti, in somma urgenza, di lavori presso strutture appartenenti a due Amministrazioni pubbliche, l’imprenditore favorito "ha praticato all'ingegnere capo del Genio Civile un consistente sconto rispetto all’originario credito vantato nei confronti di una società operante nel settore delle energie rinnovabili, amministrata di fatto" dallo stesso Pirrello.
Altre utilità per il Capo del Genio Civile di Trapani sarebbero consistite nell’avvenuta esecuzione, ad opera di un imprenditore, di alcuni lavori edili presso una delle sue abitazioni, all’incirca contestualmente a lavori edili riguardanti un immobile nel quale l'ingegnere possedeva un altro appartamento. Le spese dei lavori sarebbero state fatte pagare esclusivamente al condominio attraverso l’emissione di fatture appositamente gonfiate, con la conseguenza che gli interventi effettuati a casa di Pirrello sono stati coperti dalle somme fraudolentemente imputate al condominio in misura maggiore rispetto al costo degli effettivi lavori eseguiti a favore di quest’ultimo. L'imprenditore, come contropartita, avrebbe ottenuto due affidamenti diretti presso un immobile di proprietà di una Amministrazione pubblica.
Le indagini delle Fiamme Gialle trapanesi, inoltre, hanno messo in luce ulteriori e diverse condotte illecite da parte di tre imprenditori, titolari di altrettante aziende di autotrasporti operanti ad Alcamo, i quali, attraverso l’utilizzo di falsi buoni di prelievo di acqua, avrebbero provveduto ad effettuare numerosi emungimenti di acqua presso il serbatoio comunale senza corrispondere la prevista tariffa all'ente locale. Dalle attività investigative sarebbe emerso anche il sistema illegale di prelievo dell’acqua da pozzi privati con la costante destinazione di acqua non potabile al consumo umano (ad esempio, presso un centro dialisi, scuole e bar), situazione di illegalità nella quale è intervenuto il Comune di Alcamo con una specifica regolamentazione delle procedure di attingimento dell’acqua potabile dal serbatoio comunale denominato “Bottino”.
Dalle attività di indagini tecniche è stato possibile disvelare anche un diverso contesto criminale, confluito in un secondo procedimento penale che coinvolge il dirigente del III Settore Lavori Pubblici del Comune di Castellammare del Golfo che avrebbe, sistematicamente, agevolato due noti imprenditori titolari di altrettante società di costruzione, di estrazione di pietre e di coltivazione, attraverso l’assegnazione di appalti pubblici e l’affidamento diretto di lavori pubblici in somma urgenza, in violazione della normativa in materia di Codice degli Appalti e dei Lavori Pubblici.
Secondo le attività di natura tecnica e la documentazione acquisita dai militari delle Fiamme Gialle, gli imprenditori illecitamente agevolati avrebbero indebitamente ricompensato il dirigente pubblico attraverso la concessione del godimento gratuito – in favore di quest’ultimo e della moglie - di una porzione di terreno di proprietà di una delle due società riconducibili ai richiamati imprenditori, per consentirvi l’installazione di due campi eolici per la produzione di energia elettrica.
Tra le condotte criminose contestate al dirigente del III Settore Lavori Pubblici c'è  anche l'affidamento ai due imprenditori coinvolti dell’esecuzione di lavori in somma urgenza, consentendo loro di beneficiare di maggiori introiti attraverso illegittime delibere comunali di varianti in corso d’opera.
In diversi altri casi, gli stessi imprenditori - secondo gli inquirenti - avrebbero ottenuto l’aggiudicazione di appalti pubblici - nonostante l’irregolarità della posizione contributiva che l’avrebbe esclusa - con offerte caratterizzate da forti ribassi, potendo contare per l’appunto sulle varianti in corso d’opera.

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