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Costituita sezione provinciale del movimento "Noi per la Sicilia"

25 Novembre 2014 09:24, di Niki Mazzara
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Si è costituita nei giorni scorsi la sezione Trapani-Erice del movimento “NOI per la Sicilia” - nato dagli scissionisti di Fli nel febbraio 2013 - che...

Si è costituita nei giorni scorsi la sezione Trapani-Erice del movimento “NOI per la Sicilia” - nato dagli scissionisti di Fli nel febbraio 2013 - che ha già raccolto oltre 100 adesioni. I primi gruppi di lavoro, sui settori Fiscalità e Tasse, Infrastrutture, Sociale, Ambiente e Agricoltura, Economia, cominceranno a riunirsi per individuare proposte di soluzione ai problemi del territorio trapanese. “Si lavora tra la gente con i cittadini – afferma il coordinatore provinciale Nicola Tardia – per costruire dal basso, con le tante professionalità che ci sono, una alternativa agli attuali partiti che hanno fallito". Nel corso dell’assemblea trapanese sono stati individuati anche i responsabili dei gruppi di lavoro. Si tratta dell'architetto Cristian Farsaci per il gruppo di lavoro sulle Infrastrutture, del dottore Salvatore Renda per quello sul Sociale, del dottore Bartolo Giglio per quello sull’Agricoltura. L’assemblea di "NOI per TrapaniErice" ha anche affrontato il tema dell'aumento del gettone di presenza per i consiglieri comunali di Trapani. “Aderiamo – spiega Nicola Tardia – alla manifestazione in programma oggi pomeriggio, anche se la riteniamo ormai superata dall’atteggiamento menefreghista di questo Consiglio comunale che ha creato, forse, uno specchietto per le allodole, distraendo l’attenzione dei cittadini dalle vere criticità irrisolte del nostro territorio (aereoporto, assegnazione dei beni confiscati alla mafia, porto, università ecc.)". Il coordinatore provinciale sottolinea che l'aumento del gettone è avvenuto non solo a Trapani ma anche in Consiglio comunale ad Erice dove nessuno ha evidenziato l’aumento del gettone. Il movimento presenterà, mercoledì prossimo all'Ars, una proposta di modifica della legge regionale sugli Enti Locali, con la quale si propone di dimezzare il numero dei consiglieri comunali, che il gettone di presenza torni ad essere “simbolico” e che venga eliminato il rimborso che i Comuni devono corrispondere alle aziende privata per le assenze dei consiglieri comunali loro dipendenti. "Torni in Consiglio comunale - conclude Tardia - chi vuole 'dare' alla propria città e non chi vuole 'prendere'”.

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