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Cronaca
Calatafimi

Costruzione deposito nucleare nazionale, tra le aree individuate Trapani e Calatafimi

05 Gennaio 2021 11:32, di Redazione
Costruzione deposito nucleare nazionale, tra le aree individuate Trapani e Calatafimi
Cronaca
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Trapani e Calatafimi potrebbero diventare le aree dopo costruire un deposito nucleare nazionale. C'è anche la Sicilia fra le sette le regioni italiane in cui sono state individuate le aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale. In particolare per la Sicilia sono stati individuati: Trapani, Calatafimi-Segesta, l'area fra Castellana Sicula e Petralia Sottana, Butera.La lista dei territori è stata stilata nell'ambito del via libera, con il nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero dell'Ambiente, alla Sogin per la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), del progetto preliminare e dei documenti correlati.
Un passo atteso da anni con cui si va verso il deposito dei rifiuti radioattivi che permetterà di conservare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. La Sogin è la società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.
I documenti pubblicati da Sogin - sul sito www.depositonazionale.it - sono frutto di "un lavoro coordinato congiuntamente dai due ministeri, atteso da molti anni - viene spiegato - che testimonia la forte assunzione di responsabilità da parte del governo su un tema, quello della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea: attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo".
Le aree interessate dalla Cnapi - viene rilevato in una nota - sono "il risultato di un complesso processo di selezione su scala nazionale svolto da Sogin in conformità ai criteri di localizzazione stabiliti dall'Isin (Ispettorato per la sicurezza nazionale e la radioprotezione), che ha permesso di scartare le aree che non soddisfacevano determinati requisiti di sicurezza per la tutela dell'uomo e dell'ambiente. Ai criteri di esclusione sono seguiti quelli di approfondimento, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse".
 

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