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Covid-19: Disinfezioni ambientali esterne, campanello d'allarme Ipoclorito di sodio: arrivano linee guida nazionali

21 Marzo 2020 13:02, di Alessandro De Bartolomeo
foto di repertorio
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Facendo seguito alle linee guida in tema di pulizia ambienti esterni ed uso di disinfettanti, emanate in settimana dal Sistema nazionale Protezione Ambiente ed Ispra di concerto col Ministero dell’Ambiente, i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars hanno fatto suonare a poca distanza dalla emissione dell’Ordinanza del presidente della Regione Sicilia che impone ai comuni, tra l’altro, l’obbligo di provvedere alla sanificazione di strade, uffici ed edifici scolastici pubblici, un campanello d’allarme: “L’Ispra - spiega il deputato e facilitatore per l’Ambiente, Giampiero Trizzino - ha chiarito che l’ipoclorito di sodio (soluzione utilizzata da molti Comuni per la disinfezione delle strade), non solo non sembrerebbe avere l’effetto antivirale desiderato nei confronti del Covid-19, ma addirittura in quantità elevate rischia di compromettere non solo le falde acquifere ma l’aria che respiriamo”. 
Il documento richiamato dalla nota è stato elaborato in settimana da Sistema Nazionale di Protezione Ambientale e dall’ Ispra di concerto col Ministero dell’Ambiente e riguarda indicazioni tecniche su aspetti ambientali della pulizia ambienti esterni ed utilizzo di disinfettanti. In estrema sintesi, dal parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità, riportato e condiviso nel documento di indirizzo pubblicato, viene evidenziato come le operazioni di lavaggio e disinfezione di strade e  pavimentazione urbana su larga scala siano sostanzialmente operazioni la cui utilità non è accertata in quanto non esiste allo stato attuale alcuna evidenza scientifica che le superfici calpestabili, siano implicate nella trasmissione del Virus. L’Istituto ha ritenuto inoltre sottolineare come esistano informazioni contrastanti circa l’uso di ipoclorito di sodio in relazione alla sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne o in aria, aggiungendo inoltre che l’efficacia delle procedure di sanificazione per mezzo di questo disinfettante chimico su una matrice complessa come il pavimento stradale non è estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite. Spazio invece in sostanza alle ordinarie pulizie delle strade con saponi e detergenti convenzionali, evitando produzione di polveri e aerosol.
Facendo tesoro di queste indicazioni, sono state cosi emanate linee guida di riferimento partendo dalla considerazione che l’uso di ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, può provocare aumento di sostanze pericolose nell’ambiente, nuocendo in caso di uso indiscriminato, alla qualità delle acque superficiali e  sotterranee nonché, in presenza di materiali organici presenti sul pavimento stradale, potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti pericolosi.
L’indicazione finale è quella che nel caso in cui le autorità locali ritengano necessario adoperare questo prodotto chimico, lo stesso dovrebbe essere non esclusivo ma integrativo e limitato a casi eccezionali con concentrazioni bassissime intorno allo 0,1%. Tra le indicazioni guida abbiamo: minima formazione di aerosol durante le operazioni, utilizzo di macchine spazzatrici e non dispositivi manuali a getto d’acqua a pressione, sospensione soffiatori meccanici, utilizzo in zone urbane pavimentate e servite da acque collegate a pubblica fognature, ed ancora: utilizzo di ipoclorito di sodio distante da fossi, corsi d’acqua, rispetto distanza da colture, applicazione del prodotto solo su strade piazze marciapiedi, nelle ora notturne ed in assenza di vento.
 “La sanificazione delle strade, prevista dall’ultima ordinanza del presidente Musumeci, rischia di inquinare l’ambiente. È una pratica assolutamente corretta nell'ottica di un quadro di azioni per ridurre la diffusione del virus, ma bisogna tenere conto delle misure stabilite appena ieri dall’Ispra” cosi la nota dei deputati 5Stelle all’Ars.

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