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Cresce l'occupazione in Sicilia ma non a Trapani e Palermo

27 Novembre 2016 09:05, di Redazione
Cresce l'occupazione in Sicilia ma non a Trapani e Palermo
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Migliorano, anche se di poco, i dati dell’occupazione registrata in Sicilia ma il fenomeno non tocca i territori di Palermo e Trapani. Se, infatti, crescono a livello regionale gli occupati nel 2016, del 2,6% nelle due città si registra, piuttosto, si registra una netta flessione del numero degli occupati: a Trapani il -2% (la percentuale complessiva è del 42%) e a Palermo lo -0,4% (38% il dato dell’occupazione). Secondo i dati forniti dai consulenti del lavoro, la crescita in altre province è determinata prevalentemente dall’aumento delle donne che, invece, sono meno occupate a Trapani. “Restano non valorizzate le potenzialità dei nostri territori, per questo le nostre città faticano a risvegliarsi dalla crisi – ha affermato Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani aprendo i lavori del Consiglio generale - . Bisogna cogliere tutte le opportunità offerte dalle nuove misure nazionali come il sostegno all’inclusione attiva e, soprattutto, i Patti per Palermo e Trapani, le infrastrutture e le grandi opere restano precondizione e chiave per il rilancio, ma è chiaro che non basta. Ciò che chiediamo da tempo è una vera politica della programmazione, di interventi mirati e strategici specifici per ogni realtà. Siamo pronti a discuterne con tutte le parti interessate, istituzioni, associazioni di categoria e industriali di ogni territorio”. L’intervento del segretario ha aperto i lavori del Consiglio che si è riunito al Convento di Baida, a Palermo, davanti i 105 delegati delle due province e i segretari Cisl Sicilia Mimmo Milazzo e confederale Cisl Maurizio Bernava. Durante i lavori è stato eletto componente di segreteria Antonio Dei Bardi, 47 anni, già segretario regionale Fit Cisl Anas. “Viviamo una fase di stasi – ha aggiunto De Luca -, la politica a tutti i livelli deve svegliarsi, le nostre città sono allo stremo. Troppe sono le vertenze, la sofferenza delle famiglie in povertà, le incertezze dei nostri giovani costretti ad andare via, il rischio di desertificazione industriale davanti a noi, non possiamo continuare a parlare solo di emergenza”. “Fra ammortizzatori sociali, pensioni basse, disoccupazione crescente, occorre ripensare integralmente le politiche sociali : non solo assistenza ma inclusione proprio secondo il principio del SIA, il welfare inteso non come spesa ma come investimento sociale coinvolgendo tutti i soggetti in campo, sindacato datori di lavoro, scuola e strumenti come l’alternanza scuola lavoro, la formazione, i centri per l’impiego, snodi essenziali da efficientare per il reale incontro domanda e offerta di lavoro". Il sindacato ha chiesto alla Regione di programmare "politiche chiare e precise che abbiano strategie di rilancio economico”. Sull’opportunità offerta dai fondi del Patto per il Sud , la Cisl sollecita “attendiamo ancora i cantieri per le grandi opere, tra queste risorse e il Pon metro che mette a disposizione 80 milioni di euro, entro il 2017 sarà possibile non solo dare ossigeno alle nostre economie con l’edilizia ma anche alle nostre infrastrutture. Abbiamo sollecitato le Stazioni appaltanti affinché si faccia presto, le Prefetture con gli altri sindacati per un tavolo permanente parti sociali, imprese e istituzioni per superare qualunque criticità che possa portare ai ritardi e un patto di legalità per vigilare sulla gestione di questi appalti”. Nel territorio trapanese a pesare è la crisi dell’agricoltura, della cantieristica dopo la chiusura oltre due anni fa del Cantiere navale, del porto - ancora in attesa dei lavori - e dell’edilizia con il calo del 50% degli addetti. “Notiamo - ha detto Daniela De Luca - un nuovo impegno per la soluzione della vertenza Rynair, siamo in attesa di risultati concreti e che finalmente la città e la sua provincia vengano valorizzate come- meritano sul fronte del turismo delle infrastrutture con i collegamenti attesi fra gli aeroporti di Palermo e Trapani e quelli ferroviari”. Del resto, ha ricordato la segretaria Cisl “da tempo chiediamo che si realizzi il Distretto Nord occidentale, considerare cioè il Palermitano e il Trapanese come un unico territorio da ampliare e potenziare per sfruttare al meglio le risorse europee nazionali e regionali, e programmare insieme opere e progetti che vadano in questa direzione”. Sul fronte dei conti pubblici e delle partecipate, De Luca ha aggiunto: Negli ultimi anni ci sono stati segnali di impegno per il risanamento dei conti pubblici ma è chiaro che ancora tanto deve essere fatto e sul fronte dei servizi ai cittadini, dai trasporti ai rifiuti, non sono ancora gli standard che i territori meriterebbero. Si vada avanti con il risanamento e la riqualificazione della spesa pubblica per snellire le pubbliche amministrazioni e incentivare politiche e investimenti che non guardino più alla soluzione dell’emergenza”. Secondo Mimmo Milazzo, segretario generale Cisl Sicilia, “il dato macroeconomico che segna un 1,5 di crescita dei posti di lavoro a livello siciliano, è positivo, ma non può bastare. Sono stati creati solo 25 mila posti di lavoro, ma questa risposta non può essere esaustiva e non risponde alle esigenze delle famiglie siciliane, da troppi anni in difficoltà. Non possono bastare quei pochi settori che stanno rinascendo come il turismo grazie alle presenza nell’Isola e quello dell’agroalimentare, oltre alla chiusura positiva dell’utilizzo dei fondi europei per il periodo 2013-2017. Manca ancora la programmazione dei fondi europei fino al 2020, una seria capacità di programmazione, la progettazione di grandi infrastrutture per rilanciare i porti, gli aeroporti la viabilità secondaria, le ristrutturazioni delle nostre istituzioni scolastiche che sono precarie, la soluzione delle vertenze cruciali. Prendiamo come impegno positivo – ha aggiunto Milazzo – l’annuncio sulla decontribuzione per le assunzioni dei giovani, però la Regione deve impegnarsi in una inversione di tendenza con veri investimenti orientando la spesa affinché si crei occupazione e sviluppo, finora il governo regionale non si è dimostrato incapace, e se si guarda alle precedenti finanziarie purtroppo si nota il vecchio vizio della politica di cedere, con interventi mirati, al clientelismo e non al vero sviluppo”. A concludere il segretario confederale Cisl Maurizio Bernava: "Il Paese continua a non crescere perché c’è un divario territoriale e disuguaglianze sociali enormi fra Nord e Sud – ha spiegato - , lo diciamo da tempo, il Sud rischia di diventare per l’Italia ciò che è stata la Grecia per l'Europa. E' necessario che il governo metta in campo un piano Marshall per il Sud. Purtroppo non c’è il clima e noi dobbiamo mobilitarci, denunciare, proporre e metterci a disposizione per programmare il futuro. Intanto la Regione continua a non fare il cambio di passo, enti locali, governo nazionale e Regione dovrebbero lavorare assieme per avviare piani di investimento e puntare su poche priorità. Ma tutto questo ancora non c’è e si cerca continuamente solo il consenso e più si avvicina la campagna elettorale più questo declino aumenta”. I DATI La diminuzione degli occupati che si è registrata nella provincia di Trapani (-2%) è stata determinata dalla flessione del settore degli altri servizi (-14,4%). La disoccupazione in Sicilia è giunta al 22% diminuendo di poco rispetto al 2015, a Palermo è quasi il 27 per cento a Trapani il 19,9%. Il tasso di disoccupazione dei giovani sfiora il 60 per cento in molte città dell’Isola. A Trapani sono state 568 le pratiche di mobilità in deroga e 15 di cig in deroga. A fronte di un aumento complessivo in Sicilia delle ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria, (dati dei Consulenti del lavoro), nei primi 8 mesi del 2016 rispetto a quelle concesse nell’analogo periodo del 2015 ( 1,2milioni di ore, pari al 15,9%), la provincia di Palermo ha il primato regionale per numero di ore di cigs autorizzate: 1,4 milioni, con un aumento del 50,6% che colpisce tutti i settori, dall’edilizia al commercio. A Trapani si registra l’aumento delle ore di cigs, 49 mila ore ( 154%) alle quali contribuiscono sia l’industria sia il commercio. Sul fronte delle imprese un leggero saldo positivo nelle due città (secondo dati Unioncamere a Trapani le nuove sono state 447 ma le cessazioni hanno riguardato 311 imprese), non ha comunque dato spinta alle due economie che restano ferme e lo confermano anche i dati sugli ammortizzatori sociali. Sul fronte della povertà, a Trapani sono state ben 10 mila le persone che hanno chiesto l’intervento della Caritas. Cresce il bisogno di politiche sociali, da settembre a Trapani sono state 500 finora le richieste giunge al comune per il Sia il sostegno all’inclusione attiva. Bisogna però fare di più sul fronte delle risorse. Analizzando i bilanci del 2015 , secondo uno studio della Cisl nazionale si registra una scarsa propensione al sociale, a Trapani infatti le spese sociali sono giunte nel 2014 al 17% delle spese correnti, appena l’1% in più del 2013. La spesa sociale pro capite ammonta a 156 euro, in linea con il dato regionale.

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