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Cuffaro scrive a Sgarbi: «Non mollare» - Trapani Oggi

Cuffaro scrive a Sgarbi: «Non mollare»

01 Agosto 2011 10:47, di Niki Mazzara
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Salemi, 1 agosto 2011-  L’ex Presidente della Regione Totò Cuffaro ha scritto dal carcere di Rebibbia una lettera a Vittorio Sgarbi (guarda gli  alleg...

Salemi, 1 agosto 2011-  L’ex Presidente della Regione Totò Cuffaro ha scritto dal carcere di Rebibbia una lettera a Vittorio Sgarbi (guarda gli  allegati) in cui lo invita a «non mollare».  Totò Cuffaro è in carcere dal gennaio di quest’anno per scontare una condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.La lettera è giunta nell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Salemi a fine maggio, circa 10 giorni dopo l’operazione «Salus Iniqua» in cui è indagato l’ex deputato regionale Pino Giammarinaro che, secondo alcune ipotesi investigative, avrebbe tentato di condizionare l’attività amministrativa del Comune di Salemi.Nella  lettera Cuffaro, tra le altre cose, proprio in riferimento al ruolo di Sgarbi quale sindaco di Salemi, scrive:  «Vittorio, non mollare, questo paese ha ancora molto bisogno di voci libere che sappiano anche pensare…Forza, c’è tanta gente come me che ti stima e ti vuole bene» La lettera  viene resa pubblica adesso perché sabato 6 agosto alle 11,30,  nella sede di «Sud» (il mensile di economia e politica diretto da Salvatore Carrubba) in via Mariano Stabile 160 a Palermo , il critico d’arte e sindaco di Salemi terrà una conferenza stampa per spiegare , tra le altre cose, questi primi  3 anni alla guida della Città di Salemi e il ruolo di Giammarinaro nelle vicende politiche locali. Ma non solo. Sgarbi risponderà alla «macchina del fango» ripartendo proprio da quella vitalità culturale che in pochi anni ha reso Salemi famosa in tutto il mondo, illustrando così i dettagli delle importanti mostre che s’inaugurano domenica 7 agosto alle 18,30 nella cittadina siciliana, e tra queste l’esposizione al pubblico,per la prima volta in Sicilia, di un capolavoro di Paul Cézanne proveniente dalla collezione privata della Fondazione Magnani Rocca di Parma. Nella lettera a Sgarbi Cuffaro tocca la sua vicenda giudiziaria: «So che ti viene difficile crederlo, per fortuna in tanti non ci credono, sicuramente la stragrande maggioranza dei siciliani onesti, ma purtroppo non serve essere nel giusto se i giudici dicono diversamente.Io ho scelto non solo di osservare il mio dovere, ma soprattutto di garantire il mio diritto, cioè il rispetto per le Istituzioni tutte. E la magistratura è una istituzione. E la fiducia riconfermata alla giustizia, anche quando non è giusta. Il rispetto per le istituzioni si misura con i fatti non a parole, ed è più vero e reale quando nonostante esse ti mettono alla prova, come hanno fatto con me, tu riconfermi rispetto e fiducia perché voli di più…Per quel che mi riguarda sto scontando la mia pesantissima pena, senza mortificazione con grande forza morale, tenendo alta la testa e forte il cuore. So nel mio cuore e nella mia coscienza di non aver mai favorito ne la mafia ne i mafiosi»

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