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Palermo

Cyberbullismo, l'attività della Polizia Postale nella Sicilia occidentale

10 Febbraio 2016 11:47, di Ornella Fulco
Cyberbullismo, l'attività della Polizia Postale nella Sicilia occidentale
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Nel 2015 sono stati 15 i casi di cyberbullismo trattati dal Compartimento "Sicilia occidentale" della Polizia Postale e delle Comunicazioni. In particolare un caso di stalking, tre di diffamazione online, due di ingiurie, tre di minacce, due di molestie, tre di furto di identità digitale su social network, uno di diffusione di materiale pedopornografico. Quattro i minori denunciati all'Autorità giudiziaria competente. I dati sono stati diffusi in occasione dell'iniziativa "Safer Internet Day" 2016, promossa dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca sul tema del cyberbullismo. L’evento, previsto nelle scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani, ha preso il via ieri e prosegue nella giornata di oggi. In provincia di Trapani l'incontro con gli studenti riguarda l'Istituto comprensivo "Navarra" di Alcamo. “Nel 2015 - ha dichiarato Vincenzo Macrì, dirigente del Compartimento di Polizia Postate e delle Comunicazioni di Palermo - abbiamo avuto un arrestato per pedofilia online, 20 denunce, 484 siti monitorati, 13 perquisizioni effettuate ed un sito web pedopornografico inserito nella black list. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”. Quest’anno il tema conduttore è “Play your part for a better internet”, ovvero “Gioca la tua parte per un internet migliore”. L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, alla pubblicazione di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri. Secondo il recente "Norton Cyber Security Insights Report", sul rapporto tra giovanissimi e sicurezza online, il 92% dei genitori italiani si è detto preoccupato della sicurezza online dei propri figli, e tre su quattro hanno dichiarato di aver preso precauzioni per proteggerli. Le misure più utilizzate dai genitori sono state le limitazioni all’accesso ad alcuni siti web (53%) e alle informazioni che postano su di loro sui propri social network (51%), insieme a quelle che i loro figli possono condividere con le loro cerchie di amici online (47%). Il 42% dei genitori italiani ha dichiarato episodi di cybercrime subiti dai figli, i più frequenti dei quali sono stati il download di un virus sul loro PC o su quello della famiglia (20%), risposte a email di phishing (9%), episodi di smishing (la variante SMS del phishing) e violazioni dei profili social (entrambe al terzo posto in classifica, con l'8% delle risposte). Le maggiori preoccupazioni dei genitori riguardano per il 61% il timore che i propri figli possano dare troppe informazioni a sconosciuti, il 59% la paura che possano essere convinti con l'inganno a incontrare malintenzionati e il 53% che potrebbero subire atti di bullismo oppure molestie. Iniziative come il "Safer Internet Day", giornata mondiale ormai celebrata in oltre 100 Paesi - sono di grande importanza perché aiutano a portare la sicurezza della rete all’attenzione di un grande numero di utenti, soprattutto adulti, che sono oggi, in Italia, quelli meno consapevoli dell’importanza di educare i minori a un uso sicuro, consapevole e responsabile del web. Consigli utili su come comportarsi sul web possono essere reperiti sul sito poliziadistato.it e su quello del commissariatodips.it, oggi anche attraverso l’App scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet.

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