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Attualità
Mazara del Vallo

“Dalla Maritime Space Planning alla Blue Economic Zone", convegno sulla cooperazione nella pesca al Blue Sea Land

06 Ottobre 2018 12:18, di Redazione
“Dalla Maritime Space Planning alla Blue Economic Zone", convegno sulla cooperazione nella pesca al Blue Sea Land
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È stato dedicato al compianto presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, scomparso improvvisamente qualche mese fa, il convegno “Dalla Maritime Space Planning alla Blue Economic Zone, l’intuito di Giovanni Tumbiolo” che si è tenuto ieri pomeriggio presso l’Auditorium “Mario Caruso” a Mazara del Vallo. L'incontro è stato organizzato, nell’ambito della settima edizione di Blue Sea Land-Expo del Mediterraneo, Africa e Medioriente, dal Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana e si è articolato in due sessioni, la prima “Mare di nessuno, Mare di tutti”. Sono intervenuti, dopo il saluto del presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Nino Carlino, Franco Andaloro, direttore del Centro Interdipartimentale Siciliano della Stazione Zoologica di Napoli, Dario Cartabellotta, direttore del Dipartimento Regionale della Pesca Mediterranea-Regione Siciliana, Loredana Guarino, UO Attività per l'attuazione delle strategie dell'UE in ambito mediterraneo-Serv. 1 - Dip. Affari Extraregionali-Regione Siciliana, e il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello. Unanime il riconoscimento della portata internazionale della proposta di Giovanni Tumbiolo. In particolare l’ambasciatore Umberto Vattani, presidente della Venice International University e decano di Blue Sea Land, stretto da una profonda amicizia a Giovanni Tumbiolo, ne ha ricordato l’impegno senza sosta su una tematica complessa e l’intuizione di un modello di cooperazione fondato sulla blue economy.  
La seconda sessione è stata dedicata al tema della “Gestione del Mare Mediterraneo nel diritto internazionale: prospettive future”. È intervenuto, in collegamento video da Milano, Tullio Scovazzi, docente di Diritto della Navigazione presso l'Università di Milano-Bicocca. Scovazzi, in sinergia con Tumbiolo, in questi anni nell’ambito dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo ha affrontato le problematiche circa la normativa internazionale in merito ai confini marittimi.      
Daniela Addis, dello studio legale Ambiente e Mare, ha osservato: “Serve una pianificazione spaziale marittima integrata, uno strumento trasversale di policy nei processi transfrontalieri attraverso la condivisione delle informazioni e di dati con protocolli riconosciuti attraverso direttive condivise ed una giusta normativa. La pianificazione spaziale marittima non è solo di matrice europea, ma uno strumento che ci permette di cooperare con tutti gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”. Nicola Romana, docente di Diritto di Trasporti presso l'Università degli Studi di Palermo ha affermato: “Giovanni Tumbiolo è arrivato ad una geniale deduzione in quanto allievo, come lo ero io, di un altro visionario, Guido Camarda, che nel 1988 aveva scritto un libro sulla cooperazione transfrontaliera. L’idea di territorializzazione e della cooperazione sono il motore di tutto. Se oggi qui a Blue Sea Land sono presenti 40 delegazioni straniere, è il segnale che si sente la necessità di questa cooperazione”.
Edy Bandiera, assessore regionale all'Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea, ha parlato di alcune misure adottate dal Governo regionale in materia di pesca: “L’obiettivo è giungere ad una cooperazione fra i Paesi rivieraschi. La modifica all’art. V della Costituzione e un mutamento delle politiche comunitarie danno alla Regione un raggio superiore d’intervento, per questo abbiamo proposto questo disegno di legge al Parlamento siciliano con una norma nella quale si individuano “piani di gestione” attraverso l’utilizzo dei fondi FEAMP. Una programmazione strategica è importante per mettere nelle condizioni il sistema della pesca per poter operare in questo contesto con una serie di iniziative per fornire opportunità economiche e finanziarie per poter ammodernare i sistemi di pesca e trasformarne il commercio. Tutto questo si concretizzerà se riusciamo a smarcarci dalla vecchia logica della pesca che la inquadrava come semplice prelievo del prodotto dal mare”. 

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